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mercoledì 10 dicembre 2008

Rimborsi a ostacoli

Superata la mezzora di ritardo del treno, il passeggero ha diritto al rimborso di una percentuale del biglietto. Per ottenerla deve però compilare un modulo, allegare il biglietto in originale e imbucarlo in un’apposita cassetta in stazione. Il modulo è disponibile in biglietteria. Uno cioè arriva già in straritardo, magari deve correre ad un appuntamento, al lavoro, a comprare il pane, e per ottenere quanto dovuto dovrebbe affrontare il muro umano che c’è sempre davanti agli sportelli. Fanculo il rimborso e le FS. Infatti la stragrande maggioranza dell’utenza non presenta la richiesta e nostra signora ferrovia può sperperare quei milioni di euro risparmiati per pagare gli stipendi e le liquidazioni al trust di cervelli che ne è a capo. Una volta che non avevo nulla da fare ho messo su l’aria del pensionato milanese ed ho fatto la fila. Ho affrontato senza scompormi la faccia contrariata dell’impiegato, ho risposto esattamente alla sua domanda infingarda sul numero del treno in ritardo, ho compilato in bella grafia il foglio che lo stesso impiegato mi avrebbe sicuramente lanciato se non ci fosse stato il vetro divisorio, ho insalivato per bene la busta e, bastardo, invece di imbucarlo nella apposita cassetta, ho rifatto la fila e l’ho riconsegnato alla stesso medesimo, lui, impiegato: sa, visto che lei è così gentile, volevo essere sicuro che arrivasse a destinazione, gli ho detto chiamandolo con il nome riportato sul tesserino. Più o meno quattro mesi dopo ho trovato tra la posta una lettera delle FS con le solite scuse prestampate e una specie di assegno nominale con l’importo del rimborso - se non ricordo male la metà del costo del biglietto – convertibile in un altro biglietto. E se uno, putacaso, ha preso quel treno per sbaglio e non ne prenderà mai più in vita sua?
Anyway. Questa mattina un signore incontrato in treno mi ha parlato delle ferrovie spagnole. Le stazioni delle grandi città pare funzionino come un aeroporto. Il biglietto ti dà la possibilità di accedere solo ed esclusivamente al tuo binario, al quale arrivi dopo essere passato attraverso il metal detector. Rischi, dunque, ridotti al minimo e soprattutto nessuno che ti rompe i coglioni mentre sei in attesa. Ma il dato rilevante del racconto è che durante un viaggio Madrid Siviglia, città che distano più o meno quanto Milano e Roma, poco prima di entrare nella stazione d’arrivo il capotreno si è scusato per il ritardo accumulato dal treno: 6 minuti. Alla discesa il mio casuale compagno di viaggio e gli altri passeggeri sono stati accolti da alcuni steward che hanno distribuito a tutti un voucher per il rimborso totale e immediato del biglietto. In contanti.

1 commento:

redazione ha detto...

sei un mito! Continua a raccontare queste storie fantastiche...ma che dico surrealisticamente vere... un abbraccio mamma dani!