Translate

sabato 22 agosto 2009

L'ora di religione

(…) Alcide De Gasperi, cattolico severo, difendeva lo Stato dai prelati. Nell'Italia istupidita da un lugubre edonismo, Mater Ecclesia estorce quel che vuole al Supremo Affarista peccatore. Sul come introdurre lo scibile divino nello scuole, Philosophus risponde secco: diventi materia obbligatoria; e non ha in mente una sociologia religiosa, forse utile se non rubasse lo spazio d' insegnamenti più importanti nello stato analfabetico in cui versano tanti poveri figlioli; la materia de qua è il cattolicesimo romano, storia e dottrina; i vescovi difendono l'identità organica degli
italiani (…)

venerdì 21 agosto 2009

mercoledì 19 agosto 2009

Facci sognare

Filippo Facci scrive per Il Giornale e non è sicuramente di sinistra. Peccato non aver letto nulla di così chiaro da parte di commentatori di area.

(…) in Italia è in corso un'offensiva che mira a ridimensionare la legge 194 e a confondere le acque raccontando anche sonore bugie; abbiamo una legge che anno dopo anno sgretola il ricorso all'aborto (nel 1982 furono 233mila, oggi sono 120mila e in costante diminuzione) e che lo sgretolerebbe anche di più, se questa offensiva non impedisse che le categorie che abortiscono in maggioranza - le ignoranti e le immigrate - fossero raggiunte da un campagna sulla contraccezione come se ne fanno in tutti i Paesi del mondo dove non c'è il Vaticano. Questa campagna non mira a cancellare la legge 194 - perché non ci riuscirebbe - ma a ridimensionarla sollevando continui polveroni, invitando alla moltiplicazione di quei truffatori dello Stato che sono in stragrande maggioranza gli obiettori di coscienza, ipotizzando la presenza di militanti religiosi nei consultori, raccontandovi che siano in corso complotti ideologici per smontare la stessa 194: quando gli ideologici sono solo loro, e a voler smontare la 194 sono solo loro. Questa offensiva è condotta da una casta numericamente modestissima che frequenta gli snodi dell’informazione, è una lobby che auspica ipocriti «miglioramenti» a una legge che vorrebbero solo abbattere, vi raccontano e racconteranno un sacco di balle. I nomi sono noti. Non credete a quello che dicono. Pensate con la vostra testa e con una coscienza che è solamente vostra, non ha bisogno di ambasciatori in folgorazione pre-senile.

martedì 18 agosto 2009

L’inno di Biscardi


Povero Maestro Biscardi, lui che ha fatto tutto il tuttibile perché i calciatori della nazionale cantassero l’inno di mameli e non si scaccolassero prima delle partite. Che lo ha imposto con la forza dei numeri, quantomeno del suo personale sistema metrico decimale: lo esigggono milioni di miliardi di italiani: tutti i suoi telespettatori. E adesso che ce l’aveva quasi fatta, che qualche azzurro perlomeno muove la bocca a pappagallo e non si stura il naso, arriva un ministro della repubblica e gli rovina la festa, il traguardo di tutta una vita professionale: l’inno? Non lo conosce nessuno. Che tradotto dal dialetto del ministro in questione equivale a dire: conta un cazzo o, in alternativa, è una merda.

lunedì 17 agosto 2009

Onorevole, quante volte?


Bisogna riabilitare il capo che si è preso qualche libertà di troppo, sessuale e verbale, e l’house organ di punta che fa? Commissiona ad una povera giornalista un servizio hot, di quelli estivi, da spiaggia, allo scopo di dimostrare che alla fine tutti scopano. Anche in Parlamento. Binetti esclusa, naturalmente. E allora, suvvia, cosa sarà mai?. Anzi, se vogliamo proprio dirla tutta, non ammetterlo è una pruderie da bigotti mentre annunciarlo urbi et orbi, e magari farsene vanto, avvicina di molto al volgo: all’uomo italico sicuramente ma anche alle signore che possono eventualmente portare il premier ad esempio se i loro di celoduristi dovessero perdere qualche colpo. E allora via in Transatlantico a chiedere: onorevole, quante volte? Scopriamo così che è vero, anche onorevoli e senatori fanno sesso, e alcuni hanno medie invidiabili, perlomeno in termini quantitativi. Il problema è che la domanda vera da fare era un’altra. Onorevole, anche lei va a troie? O meglio: anche lei riceve troie in casa sua all’insaputa di sua moglie, organizza festini e si intrattiene con minorenni?

martedì 11 agosto 2009

Io ti sbattezzo

La notizia la riferisce l’agenzia Asca. 15 parlamentari del pd, perlopiù teodem, compreso, ahimè, il mio ex sindaco, hanno scritto una lettera al direttore dell’Unità per lamentare la pubblicazione di una striscia umoristica sullo sbattezzo e per stigmatizzare la continua richiesta di una precisa presa di posizione della Chiesa sulla condotta del premier. A volte mi chiedo se c’è un limite al ridicolo.

venerdì 7 agosto 2009

Ru486

Come dice Roberto Saviano, non si deve mai abbassare la guardia.


La crociata vaticana e le mani sulla vita

(…) È inammissibile, invece, la pretesa autoritaria e illegale di fare dell' Italia un luogo dove alle donne è preclusa la possibilità di fare le stesse scelte delle donne di quasi tutti gli altri paesi europei; e dove si violano consolidate regole europee sulla registrazione dei farmaci, fondate sul "mutuo riconoscimento": quando il farmaco è già stato autorizzato in un altro paese europeo, si può chiedere che venga autorizzato anche in altri. Questa procedura implica che si possa discutere sulle modalità dell' autorizzazione, non sul concederla o negarla. E nel comunicato dell' Agenzia italiana per il farmaco si dice che l' autorizzazione «conclude quell' iter registrativo di mutuo riconoscimento seguito dagli altri paesi europei». Se, invece di abbandonarsi alle invettive, si fossero lette queste poche parole e le equilibrate considerazioni del direttore dell' Agenzia, si sarebbero evitate molte sciocchezze e forzature (…)

La pillola va giù

Chi vuol prendere la pillola antiabortiva RU486, la prende. Chi non vuol prenderla (per motivi medici, etici, religiosi, varii) non la prende. Nessuno è obbligato a nulla. La scelta è chiara, semplice: infatti in altri Paesi europei questo farmaco è liberamente in vendita. Da noi, no. Da noi la Chiesa cattolica, dotata di un potere politico che è oppure sembra forte, che altrove ha già perduto la partita, che non pare avere fiducia nell’obbedienza e osservanza dei suoi fedeli, ha già dato inizio a tutte le possibili pressioni negative (…)

mercoledì 5 agosto 2009

Stampa alternativa

Alberto Piccinini tiene una rubrica sul Manifesto intitolata Vuoti di memoria. Vale la pena.

Scomunica
Dopo il decreto del Sant'Uffizio. Avviso. È peccato grave: 1. Iscriversi al Partito Comunista 2. Favorirlo in qualsiasi modo, specie col voto. 3. Leggere la stampa comunista 4. Propagare la stampa comunista. Quindi non si può ricevere l'assoluzione se non si è pentiti e fermamente disposti a non commetterlo più. Chi, iscritto o no al Partito Comunista, ne ammette la dottrina marxista, atea e anticristiana e ne fa propaganda è apostata dalla fede e scomunicato, e non può essere assolto che dalla Santa Sede. Quanto si è detto per il Partito Comunista deve estendersi agli altri Partiti che fanno causa comune con esso. Il Signore illumini e conceda ai colpevoli in materia tanto grave il pieno ravvedimento, poiché è in pericolo la stessa salvezza dell'eternità (testo del manifesto comparso nelle chiese italiane nel luglio 1949. In altre versioni dello stesso manifesto era aggiunto un quinto punto: «Chi rimane nelle organizzazioni comuniste: Camera del Lavoro, Federterra, Fronte della Gioventù, Cgil, Udi, Api ecc...», e un nota bene finale: «Chi in confessione tace tali colpe fa sacrilegio: può invece essere assolto chi sinceramente pentito rinuncia alle sue false posizioni».)

Test
Serom in quatter col Padola, el Rodolfo, el Gaina e poeu mi: quatter amis, quatter malnatt, vegnu su insemma compagn di gatt. Emm fa la guera in Albania, poeu su in montagna a ciapà i ratt: negher Todesch de la Wermacht, mi fan morire domaa a pensagh! Poeu m'hann cataa in d'una imboscada: pugnn e pesciad e 'na fusilada... Ma mi, ma mi, ma mi, quaranta dì, quaranta nott, a San Vittur a ciapaa i bott, dormì de can, pien de malann!... Ma mi, ma mi, ma mi, quaranta dì, quaranta nott, sbattuu de su, sbattuu de giò: mi sont de quei che parlen no! El Commissari 'na mattina el me manda a ciamà lì per lì: «Noi siamo qui, non sente alcun - el me diseva 'sto brutt terron! El me diseva - i tuoi compari nui li pigliasse senza di te... ma se parlasse ti firmo accà il tuo condono, la libertà! Fesso sì tu se resti contento d'essere solo chiuso qua ddentro...». Ma mi, ma mi, ma mi (...) Sont saraa su in 'sta ratera piena de nebbia, de fregg e de scur, sotta a 'sti mur passen i tramm, frecass e vita del me Milan. El coeur se streng, venn giò la sira, me senti mal, e stoo minga in pee, cucciaa in sul lett in d'on canton me par de vess propri nissun! L'è pegg che in guera staa su la tera: la libertà la var 'na spiada! Ma mi, ma mi, ma mi (...) Mi parli no! («Ma mi», 1959. G. Strehler/F. Carpi)

Pillole di morale

A proposito di morale a intermittenza della cei.

martedì 4 agosto 2009

Potere temporale

Credo che la domanda con cui Vito Mancuso chiude la sua analisi sulla moralità a intermittenza della chiesa sia retorica. Credo che Mancuso conosca benissimo i motivi. In ogni caso la risposta che cerca io ce l’ho e da un bel po’ peraltro. Come anche ho capito perché il Vaticano, solitamente così solerte ad interessarsi delle spinte pelviche del volgo, non è mai intervenuto ufficialmente su quelle del premier. Anzi, la diplomazia d’oltre tevere si è presa addirittura la briga di una nota di distanza quando qualche ecclesiastico si è permesso di criticare i provvedimenti sulla sicurezza imposti dalla lega. E ha mantenuto un assordante silenzio quando dalla lega sono arrivati commenti di dileggio all’essenza stessa del suo magistero. Questo fa capire quanto affari e potere, che vivono di equilibrismi e di tattiche le cui regole non possono essere certo dettate dalla pancia (o dal culo, come in questo caso), vengano prima di tutto. Anche di un presidente del consiglio imbarazzante. Figurarsi di qualche migliaio di straccioni.