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giovedì 19 giugno 2008

Iddu pensa solo a Iddu

E’ tornato. Chi pensava di trovarsi di fronte un uomo diverso, uno statista, è servito. Al mio paese si dice che chi nasce quadrato difficilmente muore tondo, e diciamo che questa è la versione più edulcorata delle tante declinabili: quella popolare, via. Natura non facit saltus, direbbero i più imparati. Il fatto che dovrebbe far pensare è che dalla posizione di forza in cui si trova non ne aveva bisogno. Anche per una questione di immagine. Lui, poi, che è uomo di calcio, sa benissimo che quando si sta vincendo 3 a 0, di solito c’è un tacito accordo a non infierire: sai mai che, come spesso accade, il mondo giri e ti trovi tu dall’altra parte. Ma vuoi mettere, come scrive Gabriele Polo: “sfuggire per legge alla legge è davvero il massimo, chi può farlo può tutto”. Vauro l’ha sintetizzato in una vignetta magistrale. Berlusconi nei panni del Marchese Del Grillo che dice: “Mi dispiace ma io so’ io e voi nun siete un cazzo”.E già che ci siamo vogliamo aggiungere un bel chissenefrega? Siamo vicino all’estate, la mente del popolo degli aiutini è rivolta alle vacanze; inoltre al momento il più grande busillis degli italiani è capire se Donadoni mette a Cassano, se gioca con il 4-3-3 o il 4-4-2, oppure come noi all’oratorio: tutti in difesa senza palla, tutti in attacco con. Quando qualcuno si accorgerà, se si accorgerà, che il provvedimento del governo influirà pesantemente proprio sulla calendarizzazione di quei processi per i quali si è invocata l’emergenza sicurezza, sicuramente presente ma non nelle proporzioni indicate, si potrà sempre dire: se i procedimenti non arrivano a sentenza è colpa dei magistrati comunisti, che in quanto comunisti non hanno voglia di lavorare. O di nun fare un cazzo, per rimanere con il Marchese.

1 commento:

carlito ha detto...

Aiuto l’orco è tornato. Fulmini e saette. Ma, sia quel che sia, siamo di fronte ad un governo che tra 5 anni tornerà ad essere giudicato. E, come storia recente dimostra, con una alternativa decente, può essere mandato tranquillamente a casa. Poi, approvare certi provvedimenti (sul cui merito si può discutere anni) il giorno dopo la qualificazione dell’Italia agli europei (con vittoria su rigore, con la Francia in 10, e il 2-0 su deviazione), ricorda tanto le leggine di spesa approvate dai monocolori democristiani con appoggio esterno del PCI le notti di Natale degli anni settanta con le quali si mandavano in pensione i professori dopo 18 anni 6 mesi e un giorno di lavoro. E che poi lavoravano a nero, o facevano i professionisti.
Anni di compromessi storici e di indebitamento che paghiamo oggi, a prescindere dai governi che si susseguono.
C’è anche del buono in tutto ciò. Per la prima volta dalla ‘nota aggiuntiva’ del 1962 firmata da Ugo La Malfa, siamo di fronte a un piano triennale di programmazione economica. La normalità in un paese normale, un evento straordinario da noi. Per la prima volta sembra si parli davvero di pubblico impiego non solo in negativo, di scuola, di ricerca, di politica estera. E di sicurezza quotidiana, spiccia. Perché chi compie reati finanziari limitati non rompe la clavicola alla nonnina per scipparla della pensione, non minaccia con un coltello due 12enni per 7 euro, non punta una siringa al collo per un orologio.
Centomila processi annullati, sospesi, cancellati come nulla fosse successo? Ok, è solo un condono, e nemmeno dei peggiori! Dopo 50 anni di condoni fiscali ed edilizi che definire vergognosi è un eufemismo, di indulti e indultini che – quelli si – hanno portato fuori dalle galere migliaia e migliaia di delinquenti, Veltroni e Di Pietro si preoccupano di questo? Ma davvero è il caso di farne una battaglia di principio? E davvero è una questione di vita o di morte Rete4 sul satellite quando ci sono migliaia di canali disponibili sul digitale e su Internet ed è solo una questione generazionale prima di veder scomparire la TV come la vediamo oggi? Tutto solo per rompere i coglioni a Emilio Fede? Ma per favore….