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giovedì 25 giugno 2009

Attenti al Berluscane

Piccoli episodi di provincia che però danno il senso del clima generale. Un clima in buona parte indotto, mi riferisco all’isolamento dei non allineati su preciso mandato (il caso Crozza è l’ultimo della serie: vedere in proposito http://www.alessandrorobecchi.it/), in gran parte – ahimè - preventivo, su iniziativa di servi e cortigiani che nemmeno pensano di ingraziarsi il re, ma, peggio, che sia giusto così. Ricordo a memoria un caso a Lecco e anche in questa circostanza mi viene in aiuto Robecchi: la denuncia del vicequestore di Lecco Guglielmino ai danni di un giovane della stessa città, Duccio Facchini. “Inopinatamente sedizioso il contesto: mentre il ministro La Russa era in visita a Lecco per sostenere il suo candidato alla provincia e rilasciava copiose interviste, il ragazzo urlava, dall’altro lato della piazza, frasi come “La Russa chiedi scusa all’Onu”, o anche “E ve la prendete coi i migranti”. Tutto qui. Non una sberla (a parte quelle incassate dal Facchini, zittito dalla polizia), non un contatto fisico, solo qualche urlo, ma abbastanza per far saltare i nervi al ministro e al suo codazzo. E poi tutto rigorosamente documentato in video e finito su Youtube, compreso lo sprezzante ordine gracchiato da La Russa: “Se lo possiamo identificare e portare via…”. Gli altri li potete leggere direttamente sul sito di Robecchi, visto che i telegiornali, anche quelli pre Minzolini, li hanno bellamente ignorati. Così come è stata ignorata, a parte dalla stampa locale, la vicenda del pensionato veronese denunciato dai vigili urbani per aver chiamato il suo vecchio cane Berluscane e aver appeso al cancello della sua casa in Borgo Roma (la si vede perché è una villetta multicolore in mezzo a ordinate e ordinarie palazzine) il cartello Attenti al Berluscane. Pare che i vicini abbiano tollerato per un po’ poi hanno chiamato le guardie. Risultato: una multa da 55,60 euro per violazione al dispositivo dell’articolo 33 del regolamento di polizia urbana che prevede, per i possessori di uno o più cani, l’obbligo di affissione di un cartello al cancello dell’abitazione contenente (solo) la scritta Attenti al cane. Il nonno, che è eccentrico e forse comunista ma non fesso, si è rivolto ad un avvocato e nella memoria difensiva spedita al sindaco ha motivato il nome dato alla bestia (senza offesa) con “la vivacità amorosa (del cane s'intende, ndr) inversamente proporzionale all’età“. Per quanto riguarda il cartello, il legale si è limitato a far osservare che la parola Berluscane contiene la parola cane e quel che più conta è preceduta dall’avvertimento Attenti (secondo me è geniale). Adesso la palla passa al sindaco, il leghista Flavio Tosi, che può annullare la sanzione o anche aumentarla. Ah, dimenticavo. Il nonno, ex insegnante e ancora oggi scrittore, burattinaio, musicista e altro, vive con 4 cani. L’ultima, una cagnetta trovata abbandonata nelle campagne vicine, l’ha chiamata Noemi.

1 commento:

redazione ha detto...

mi fai morire..berluscane e noemi...ahahhaah