<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428</id><updated>2012-01-27T11:37:42.074+01:00</updated><title type='text'>Brutti caratteri</title><subtitle type='html'>“All’arbitro non ho dato la mano. Non ho mai dato la mano a nessun arbitro. Li salutavo, sì, li trattavo con rispetto, ma la mano mai. Non è il caso di voler fare il furbo. Poi la gente dice che vai a leccare il culo a chi comanda la partita…” Obdulio Varela – Il riposo del re del centrocampo da “Artisti, pazzi, criminali” di Osvaldo Soriano</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>337</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-3203915905891523175</id><published>2012-01-27T11:35:00.001+01:00</published><updated>2012-01-27T11:36:03.636+01:00</updated><title type='text'>Cervelli in fuga</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;, &amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Qualche giorno fa una ragazza di 34 anni è morta a causa di un errore nella somministrazione della chemioterapia. Un fatto tragico, assurdo. Ne hanno parlato tutti i giornali. Oggi un settimanale&amp;nbsp;torna sulla vicenda, arricchendo il servizio&amp;nbsp;con&amp;nbsp;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;l'elenco di&lt;/span&gt;&amp;nbsp;tutti i casi più recenti di malasanità. Non voglio entrare nel merito del taglio e di quanto viene scritto. Il titolo è però semplicemente allucinante. &lt;em&gt;“Una chemioterapia sbagliata uccide Valeria. Ma poteva accadere a chiunque, Vip inclusi…”.&lt;/em&gt; Cosa significa? Mi deve essere di conforto sapere che&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;persino i vip potrebbero lasciarci le penne in questo modo? Un altro settimanale di grande tiratura, sempre oggi, mette in pagina un articolo sui tumori, con &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;una nota di speranza per le donne che dopo la chemio vogliono diventare mamme. Nel testo viene citato uno studio&amp;nbsp;commentato, al&amp;nbsp;presente,&amp;nbsp;da un oncologo amico mio che, purtroppo, è deceduto&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;un mese fa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-3203915905891523175?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/3203915905891523175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=3203915905891523175' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3203915905891523175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3203915905891523175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2012/01/cervelli-in-fuga.html' title='Cervelli in fuga'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-1019580482223448287</id><published>2012-01-20T11:10:00.001+01:00</published><updated>2012-01-20T16:53:26.343+01:00</updated><title type='text'>Il cavallo delle braghe</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;La moda non è un argomento che mi interessa particolarmente. Oggi, osservo e giudico come tutti – mi piace, non mi piace, cercando di stare attento alla variabile: mi sta bene - e mi vesto di conseguenza. Ammetto, con un certo imbarazzo, che negli anni 70 ho indossato anch’io i pantaloni a zampa di elefante, i jeans a macchie, le camice attillate, a fiori, con i colli lunghi. Quindi sulle considerazioni che seguono pesa questa colpa, dalla quale credo ci si affranchi solo attraverso il percorso di vergogna indotto della maturità e la consapevolezza, almeno per quanto mi riguarda, di quanto dovevo essere coglione per vestirmi in quel modo. Fino a poco tempo fa pensavo che quello degli anni 70 fosse il gradino più basso del gusto, anche per il pret à porter, invece sono comparsi i pantaloni a vita e cavallo basso che portano i ragazzini. Indumenti fatti apposta per scoprire loro il culo, non permettergli di piegare le ginocchia e costringerli a camminare in modo innaturale: come dei pinguini, o come direbbero più prosaicamente al mio paese, come se si fossero cagati addosso. Ora, va tutto bene: tra qualche anno, quando si rivedranno&amp;nbsp;nelle foto, si ricorderanno dei disagi patiti senza motivo, molti di loro si vergogneranno, come è successo a me. Il punto è un altro: il pantalone a cavallo basso è pericoloso. L’altra sera, mentre tornavo a casa a piedi dalla stazione dei treni, camminava davanti a me un ragazzo perfettamente conformato e intruppato: braga in perenne discesa, spacco del culo a fare capolino da un giubbetto strategicamente troppo corto, scarpe da ginnastica o simili senza lacci. Un coglione, ho pensato,&amp;nbsp;data anche&amp;nbsp;l’aggravante della temperatura ben sotto lo zero. Il mio, che si poteva configurare come un pregiudizio, è stato però avvalorato qualche centinaio di metri più avanti quando al semaforo c’è stato da accelerare il passo perché stava scattando il rosso. Il nostro, che istintivamente si ricordava il movimento dello scatto, è rimasto ingarbugliato tra pantalone calante, cavallo paralizzante e scarpa sfuggente. Gli automobilisti hanno avuto pietà di lui.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-1019580482223448287?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/1019580482223448287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=1019580482223448287' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1019580482223448287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1019580482223448287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2012/01/il-cavallo-delle-braghe.html' title='Il cavallo delle braghe'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-4768791888336330893</id><published>2011-12-07T12:58:00.002+01:00</published><updated>2011-12-09T17:21:31.624+01:00</updated><title type='text'>Pantalone</title><content type='html'>Il mantra del governo è stato: sacrifici per tutti, ma non avevamo altra scelta, pena il fallimento del Paese. Il messaggio che è passato è stato: sacrifici per tutti, non avevamo altra scelta, pena il fallimento del paese. La percezione dell’uomo della strada: sacrifici per tutti (anche se per qualcuno un po’ di più), probabilmente non avevano altra scelta, il rischio era di finire come la Grecia. Un esempio di comunicazione ben riuscita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune considerazioni, senza entrare nel merito di tutte le voci. 1) E’ bastato passare da un governo presieduto da Alvaro Vitali ad un esecutivo di persone competenti e perbene, che danno cioè l’idea di essere migliori di noi e non uguali, come a mio avviso dovrebbe sempre essere, per far digerire una manovra che colpisce pesantemente pensionati e lavoratori, come meglio non avrebbe potuto fare un qualsiasi governo di destra. 2) Finché non è con le spalle al muro e non ha una via d’uscita, anche farlocca, l’Italia fa finta di nulla, l’ultimo esempio eclatante è stato Tangentopoli, ma ce ne sono molti altri nella storia recente. 3) E’ vero che l’esecutivo presieduto dal professor Monti probabilmente non poteva fare altrimenti. O forse sarebbe meglio dire, non poteva muoversi diversamente: per avere i voti in parlamento ha dovuto e deve tener conto delle istanze di pdl, pd e terzo polo, che a loro volta devono mediare con il loro elettorato di riferimento per salvaguardarsi in vista delle prossime elezioni. 4) Alla fine a risentire della manovra saranno i più poveri, che si ritroveranno ad essere quasi miserabili. 5) Le pensioni che subiscono il blocco dell’indicizzazione sono quelle dei nostri genitori che con quei soldi non solo ci campano ma aiutano i figli o i nipoti precari a sbarcare il lunario. 6) In un momento in cui si chiedono sacrifici a tutti è difficile accettare che venga toccata, per dire, la pensione di mia mamma, che ha lavorato 35 anni in fabbrica e con il poco che prende da ancora una mano a mia sorella, e non quella di chi&amp;nbsp;si mette in tasca&amp;nbsp;10 mila euro al mese. Non è demagogia: 200 euro su una pensione di 1200 vuol dire rinunciare a mangiare la carne, 2000 euro su una di 10 mila significherebbe rinunciare a niente di superfluo. 7) Non risultano tagli alla difesa: abbiamo comprato fino all’altro ieri aerei da guerra, abbiamo un numero di generali di corpo d’armata doppi rispetto ai corpi d’armata. E siamo un paese che, secondo Costituzione, ripudia la guerra. 8) Mi hanno molto colpito due stralci di lettera pubblicate ieri da Repubblica: la prima era di un lavoratore nato nel 1952: con le vecchie regole era arrivato ad un anno dalla pensione, oggi si ritrova a dover lavorarne altri sette e comunque, arrivato ai 42 anni di contributi se ne dovrà andare con una penalizzazione del 3% perché avrà meno dei 63 anni previsti per ritirarsi. La seconda invitava, in un momento di così grave crisi, a chiedere anche alla &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/santa-ici-basta-chiedere/175738/"&gt;Chiesa di contribuire, pagando per esempio l’Ici&lt;/a&gt; sugli immobili non di culto e sui quali fa cassa. 9) E finisco. Un altro grande tema, che il prof. Monti avrebbe considerato se avesse veramente avuto mani libere, è quello delle frequenze televisive che Berlusconi si è autoregalato senza metterle a gara. Frequenze che valgono 16 miliardi, metà della manovra. Mi fa piacere che Repubblica lo ricordi &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/12/07/news/lo_scandalo_delle_frequenze-26206984/?ref=HRER3-1"&gt;oggi in un editoriale&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS. Chi ha portato il paese sull’orlo del baratro dovrebbe avere quantomeno più pudore nelle dichiarazioni. E non mi riferisco alla Lega che ormai è un caso psichiatrico. Chi non paga le tasse è un criminale e andrebbe perseguito come tale, 41 bis compreso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-4768791888336330893?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/4768791888336330893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=4768791888336330893' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4768791888336330893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4768791888336330893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/12/pantalone.html' title='Pantalone'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-1315504723095899474</id><published>2011-11-30T14:52:00.001+01:00</published><updated>2011-12-01T13:06:43.826+01:00</updated><title type='text'>Pio Albergo Trivulzio</title><content type='html'>Ok Silvio, va bene, i comunisti sono brutti, cattivi e puzzano. Ti ricordi che l'hai detto tu che puzzano perchè non si lavano?. Adesso però andiamo a fare il clistere: ti piace tanto il clistere, vero Silvio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-oiiEdfY7nCU/TtY1HWSeroI/AAAAAAAAAHA/bsag3ZxtHd0/s1600/vignetta_20111129.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" height="320px" src="http://4.bp.blogspot.com/-oiiEdfY7nCU/TtY1HWSeroI/AAAAAAAAAHA/bsag3ZxtHd0/s320/vignetta_20111129.gif" width="255px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-1315504723095899474?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/1315504723095899474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=1315504723095899474' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1315504723095899474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1315504723095899474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/11/pio-albergo-trivulzio.html' title='Pio Albergo Trivulzio'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-oiiEdfY7nCU/TtY1HWSeroI/AAAAAAAAAHA/bsag3ZxtHd0/s72-c/vignetta_20111129.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-3354603745005904822</id><published>2011-11-22T20:34:00.000+01:00</published><updated>2011-11-22T20:34:41.027+01:00</updated><title type='text'>C'è il Cav, toccatevi i cabasisi</title><content type='html'>Che il clima sia cambiato lo si vede dai dettagli, che poi tanto dettagli non sono. Vi ricordate B quando ancora pochi mesi fa, già in piena crisi, cercava di spiegare a mister Obama che il problema dell'Italia era la magistratura politicizzata e il presidente degli Stati Uniti un po' lo guardava basito e un po' cervava con gli occhi un possibile appiglio, anche un testimone di Geova spacciatore di torri di guardia, pur di levarselo dai coglioni? O i sorrisi della Merkel e di Sarkozy?&amp;nbsp;La penosa solitudine di B, evitato da tutti i leader dell'Ue come fosse un menagramo? Oppure, ancora, l'imbarazzante questua di un incontro - anche 5 minuti, 2, 1 -con&amp;nbsp;Barroso e&amp;nbsp;Van Rompuy&amp;nbsp;a Strasburgo pur di evitare di andare a Milano dai giudici ad uno dei suoi tanti processi? Mario Monti oggi a&amp;nbsp;Bruxelles ha incontrato proprio Barroso e Van Rompuy, presidenti di commissione e consiglio europeo. Giovedì sarà a Strasburgo per un vertice con il presidente francese e la cancelliera tedesca. Nulla di straordinario, ci sta: l'Italia deve dar conto all'europa di cosa sta facendo per non fallire e il premier va a riferire. Un po' meno ci sta la telefonata di Juncker, presidente dell'Eurogruppo e di Buzek, presidente del parlamento di Strasburgo,&amp;nbsp;per&amp;nbsp;esprimere fiducia al&amp;nbsp;nuovo esecutivo. Ancora meno la telefonata di Obama, che non solo ha&amp;nbsp;riferito a Monti dell'altrettanto&amp;nbsp;piena fiducia del governo degli Stati Uniti&amp;nbsp;ma lo ha invitato alla Casa Bianca, magari prima di Natale. Monti&amp;nbsp;pare abbia ringraziato&amp;nbsp;e&amp;nbsp;chiesto di rinviare il faccia a faccia al nuovo anno, perchè adesso deve&amp;nbsp;concentrarsi sulle misure economiche necessarie&amp;nbsp;all'Italia. Ieri intanto anche Forrest Bossi ha declinato l'invito ad Arcore di B, ponendo fine alla consuetudine delle cene del lunedì. Come scrive Filippo Ceccarelli: &lt;em&gt;"l'asse del Nord è irrimediabilmente consumata; e anche per quanto riguarda i simboli del potere è arrivato il momento di sparecchiare, non solo la tavola da pranzo".&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-3354603745005904822?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/3354603745005904822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=3354603745005904822' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3354603745005904822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3354603745005904822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/11/ce-il-cav-toccatevi-i-cabasisi.html' title='C&apos;è il Cav, toccatevi i cabasisi'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-1228802273768517682</id><published>2011-11-17T20:10:00.000+01:00</published><updated>2011-11-17T20:10:01.473+01:00</updated><title type='text'>God save....</title><content type='html'>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-HuW0YOEfCg0/TsVbbghikKI/AAAAAAAAAG4/20eL1-gzLIs/s1600/20111117primapagina.gif" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-HuW0YOEfCg0/TsVbbghikKI/AAAAAAAAAG4/20eL1-gzLIs/s320/20111117primapagina.gif" width="231" /&gt;&lt;/a&gt;Il governo dei professori, economisti e banchieri, che oggi chiede la fiducia al Senato, è probabilmente l’unica possibilità che abbiamo per uscire da una situazione disperata. E ha sicuramente ragione chi sottolinea che è bastata l’uscita di scena di B e del suo circo barnum per respirare un clima diverso, dove la riflessione e la sobrietà hanno preso il posto delle urla e degli insulti. Rimane però il dato sconfortante che a perdere in tutto ciò è stata la politica rappresentativa: commissariata per manifesta incapacità, invitata a farsi da parte (ma non dallo stipendio), pregata di non ostacolare il lavoro del manovratore e di adoperarsi perlomeno per far digerire ai propri iscritti ed elettori eventuali provvedimenti impopolari ma necessari per evitare il default. Il prof. Monti, chiamato al capezzale di un malato quasi terminale, ha scelto un esecutivo di professionisti, a giudizio unanime di altissimo profilo: quasi tutti cattolici, quasi tutti ricchi e, nota di merito, sconosciuti al pubblico televisivo. Un esecutivo che piace all’Europa. E piace alla Chiesa. Altra notizia, solo apparentemente di costume, di cui conosceremo il peso probabilmente tra qualche mese, così come tra qualche mese capiremo il senso del titolo del Manifesto.&amp;nbsp;Ieri, giorno del trasloco di Berlusconi da Palazzo Chigi, si è conclusa la diaspora dc: tutti gli ex esponenti di quella che fu la balena bianca, confluiti poi nei vari poli, partiti, movimenti, assemblee condominiali, si sono ritrovati, tra baci e abbracci, in occasione della mostra sull'orgoglio democristiano. Si sono rivisti anche Forlani, De Mita, Colombo, Mancino. Staremo a vedere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-1228802273768517682?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/1228802273768517682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=1228802273768517682' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1228802273768517682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1228802273768517682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/11/god-save.html' title='God save....'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-HuW0YOEfCg0/TsVbbghikKI/AAAAAAAAAG4/20eL1-gzLIs/s72-c/20111117primapagina.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-1785254863835666303</id><published>2011-11-14T15:10:00.001+01:00</published><updated>2011-11-14T15:15:27.969+01:00</updated><title type='text'>Adieu</title><content type='html'>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ynVZdHdf9Fw/TsEgzCCFM8I/AAAAAAAAAGw/G4nzFIN8Tnw/s1600/20111113primapagina.gif" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" nda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-ynVZdHdf9Fw/TsEgzCCFM8I/AAAAAAAAAGw/G4nzFIN8Tnw/s320/20111113primapagina.gif" width="231px" /&gt;&lt;/a&gt;Giusto per ristabilire un po’ di verità. Non è vero che le dimissioni sono stato un atto generoso : B. non aveva alternative, stretto dalla morsa dell’Europa, del Quirinale, senza più una maggioranza e soprattutto con le sue aziende a rischio per la crisi economica. Così come non è vero che non gli è mai venuta meno la fiducia del Parlamento. Il Rendiconto generale dello Stato, un atto fondamentale senza la cui approvazione non si può approvare né la legge di Bilancio né la Finanziaria, è passato solo perché le opposizioni e i transfughi del pdl si sono astenuti. Il risultato della conta ha detto che la compagine governativa contava alla Camera di 308 voti contro 321, otto quindi in meno della maggioranza assoluta. La caduta di questo governo è avvenuta quindi in Parlamento ed è stato un evento politico a determinarla. B sapeva altrettanto bene che la strada delle elezioni anticipate, chieste dalla Lega e dai falchi della sua coalizione, non era percorribile. Prima di tutto per il bene delle sue aziende. Due mesi minimo di vuoto avrebbero dato modo agli speculatori di mangiarsi il Paese - lo stesso che il grande statista dice di amare, dove ha le sue radici, le sue speranze, i suoi orizzonti e amenità varie ricordo del videomessaggio della discesa in campo - facendolo passare alla storia come il premier del default. In secondo luogo andare al voto con l’attuale legge elettorale avrebbe significato una sicura paralisi istituzionale per l’impossibilità di avere una maggioranza al Senato.&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;L’indignazione per le manifestazioni di giubilo della piazza, stigmatizzate con sdegno da B e dal segretario del pdl Alfano, è del tutto fuori luogo. Avrebbero fatto più bella figura a starsene zitti e a chiedersi il perché di una festa popolare, che di solito si vede solamente alla caduta dei dittatori, Saddam e Gheddafi gli ultimi della lista. Anche George Bush tempo fa si stupì che da un sondaggio l’America fosse risultata il paese più odiato del mondo. Andare a fare la guerra in giro per il mondo di solito non ti fa proprio ben volere. Lo stesso il nostro: portare un paese sull’orlo del baratro, negando peraltro pervicacemente la crisi, l’ultima volta pochi giorni fa (ristoranti e aerei sono sempre pieni: commento da bar e non da primo ministro responsabile), non aiuta di certo ad accreditarti fiducia. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Quello che mi sembra scontato è che qualcuno, e non certamente il centro sinistra, ha deciso che era arrivato il momento del game over, della fine politica del cavaliere e del suo sodale in camicia verde. Entrambi (forse) proveranno a rialzare la testa, ma credo che saranno più che altro spasmi post mortem. Anche se non aveva alternative, il cavaliere avrà sicuramente trattato la resa ed è presumibile che, anche per età (e per pietà), non lo vedremo più candidato premier. Con lui finisce quindi questa farsa della seconda repubblica e in questi mesi assisteremo allo smottamento del truman show, con la scomparsa di tutta la pletora di segretari personali, avvocati, troie e vario circo barnum che si è portato in Parlamento. Forrest Bossi si illude invece di uscire dall’angolo resettando anni di servilismo, incompreso persino dalla base, ritirandosi in padania e sparando a zero contro un governo che, si spera,&amp;nbsp;risolverà i danni fatti anche dal suo partito. La fronda interna lo costringerà presumibilmente a ritirarsi a Gemonio e a godersi la pensione. Il suo allontanamento è forse l’unica possibilità per la lega di non scomparire. Personalmente credo che il redde rationem sia arrivato anche per l’opposizione. Come si fa a dare credibilità ad una classe dirigente che in 20 anni non è stata in grado di archiviare Berlusconi e il berlusconismo con le ragioni della politica, ma l’ha addirittura alimentato e risollevato quando sembrava morto? Per chiudere: era necessario arrivare fino a questo punto? Sì, era necessario, perché l’Italia e gli italiani non sono in grado di avere un sussulto di dignità, fino a quando eventi eccezionali esterni non li costringono, o meglio, li guidano, a voltare pagina.&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-1785254863835666303?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/1785254863835666303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=1785254863835666303' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1785254863835666303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1785254863835666303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/11/adieu.html' title='Adieu'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ynVZdHdf9Fw/TsEgzCCFM8I/AAAAAAAAAGw/G4nzFIN8Tnw/s72-c/20111113primapagina.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6728494887248866112</id><published>2011-11-09T15:17:00.000+01:00</published><updated>2011-11-09T15:17:14.355+01:00</updated><title type='text'>The end, maybe</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="background: white; border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; line-height: 14.2pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-BbcJ89N2e-U/TrqK_4ALTLI/AAAAAAAAAGo/_BTlY_SFVac/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ida="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-BbcJ89N2e-U/TrqK_4ALTLI/AAAAAAAAAGo/_BTlY_SFVac/s1600/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 12pt;"&gt;La voglia di festeggiare è, umanamente, irrefrenabile. Un po’ come l’orso Baloo quando sente la musica. Poi fai due calcoli e pensi: con B. – l’abbiamo imparato in questi anni – meglio non cantare vittoria troppo presto. Del resto le dimissioni le ha solo annunciate, primo caso al mondo di persona che riesce a non dimettersi anche quando si dimette. Chi lo conosce bene lo sa. Non a caso Il Futurista, quotidiano online vicino al presidente della Camera Fini, scrive: &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #222222; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;“Al Caimano mai lasciare tempo, spazio e soldi. L’esperienza insegna”. Gli ex amici arrivano addirittura a chiedersi, evidentemente con cognizione di causa: “Non è che la legge di stabilità in realtà nasconda il compromesso finale, il famoso salvacondotto per Silvio Berlusconi?”. Il timore è cioè quello di un inserimento “di emendamenti ad personam finalizzati a tutelare il patrimonio di Silvio”. Il conflitto d’interessi, ancora una volta. “Bisogna vigilare – ammonisce il Futurista - &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Berlusconi sta trattando la sua resa, ovvero la sua personale tutela. Anche un anno fa quel tempo supplementare che fu concesso dalle opposizioni proprio per votare la legge finanziaria, permise a Berlusconi l’acquisto dei responsabili”. Non è ancora finita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6728494887248866112?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6728494887248866112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6728494887248866112' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6728494887248866112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6728494887248866112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/11/end-maybe.html' title='The end, maybe'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-BbcJ89N2e-U/TrqK_4ALTLI/AAAAAAAAAGo/_BTlY_SFVac/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-7869336699356463819</id><published>2011-10-26T19:00:00.000+02:00</published><updated>2011-10-26T19:00:43.944+02:00</updated><title type='text'>In undici righe</title><content type='html'>Per chi si fosse distratto o arrivasse da Marte, in undici righe Michele Serra riassume 17 anni di politica italiana.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L' AMACA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;25 ottobre 2011 — pagina 46 sezione: COMMENTI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo che duole, la risatina franco-tedesca di scherno all' indirizzo del nostro (ridicolo) capo del governo. Ma ce la siamo meritata, no? Come italiani, voglio dire, come comunità di persone che non è stata in grado, in quasi vent' anni, prima di evitare e poi di far cessare una tragica farsa che si configurava esattamente tale già in partenza, con tutto quel cerone, quelle promesse assurde, quelle smargiassate da guitto, quella ricchezza smodata, quel reclutamento di mediocri purché obbedienti. E se per questo fallimento storico portiamo tutti almeno una briciola di colpa, l' onorevole Casini, che oggi fa le sue rimostranze da italiano offeso e reclama maggiore rispetto per il nostro Paese, ha invece colpe grandi come una montagna. Insieme a coloro che per anni hanno appoggiato Berlusconi per trarne vantaggi politici e visibilità personale. Non bisognava essere dei geni, e neanche essere di sinistra, per intuire il calibro di quell' uomo e la precarietà di quell' avventura. Se oggi il mondo ride di noi, l' onorevole Casini e l' intero novero degli alleati di Berlusconi, per primi i tanti confindustriali oggi preoccupati ma ieri plaudenti, devono considerarsi, a buon diritto, cointestatari di quelle risate. Ne hanno il diritto, se le sono conquistate sul campo. MICHELE SERRA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-7869336699356463819?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/7869336699356463819/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=7869336699356463819' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7869336699356463819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7869336699356463819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/10/in-undici-righe.html' title='In undici righe'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-3566264461429624994</id><published>2011-10-14T15:05:00.001+02:00</published><updated>2011-10-14T15:08:02.162+02:00</updated><title type='text'>Io sto con Fede</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 12pt;"&gt;La mia professione di fede non è riferita al vecchio sensale del premier ma all’algida Pellegrini, campionessa di Spinea, una delle poche italiane vincenti, che ha dichiarato preventivamente, in caso qualcuno glielo volesse proporre, che lei non intende fare da portabandiera alla cerimonia d’apertura delle prossime Olimpiadi di Londra.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Il giorno dopo l’evento, la Fede dovrà già scendere in acqua e le troppe ore in piedi durante l’inutile&amp;nbsp;passerella potrebbero influire negativamente sulle sue prestazioni. Apriti cielo. A stretto giro è arrivata la replica del presidente del Coni, Gianni Petrucci, replica invero doverosa dal punto di vista istituzionale, seguita da qualche intervento di atleti, ex atleti, presunti atleti, ecc. ecc. Ora, il primo obiettivo di uno sportivo che partecipa ad una competizione, soprattutto se così prestigiosa come un’Olimpiade,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;è quello di vincere. Si prepara per anni all’appuntamento: &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;giorni di allenamento per mettere nelle gambe fondo e velocità, per migliorare i particolari, superare le difficoltà, le ansie, vincere le paure, conquistare quell’equilibrio psicofisico in grado di garantire la prestazione. Se Federica Pellegrini ritiene che qualcosa o qualcuno, dal vedere la foto di Petrucci a portare la bandiera alla cerimonia, possa interferire con questo obiettivo, è giusto che lo dica. La bandiera la può portare qualcuno che si sa sin d’ora concluderà la sua esperienza olimpica alle batterie di qualificazione. Almeno potrà raccontare ai nipoti di aver avuto l’onore di rappresentare l’Italia in mondovisione. Domani nessuno si ricorderà di chi ha vinto l’argento o il bronzo in una qualsiasi gara, figuriamoci di chi ha portato la bandiera. Certo, siccome siamo un paese meschino, rancoroso e vendicativo, se Federica Pellegrini dovesse per un qualsiasi motivo non salire sul gradino più alto del podio, le verrà rinfacciata la storia della bandiera&amp;nbsp;e bla bla bla, dimenticando di tutto quello fatto finora. Ma credo che, ad oggi, per impedirle di vincere bisognerebbe spararle.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-3566264461429624994?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/3566264461429624994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=3566264461429624994' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3566264461429624994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3566264461429624994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/10/io-sto-con-fede.html' title='Io sto con Fede'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-1421782152988877559</id><published>2011-10-06T17:16:00.000+02:00</published><updated>2011-10-06T17:16:16.774+02:00</updated><title type='text'>Il partito della figa</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 12pt;"&gt;Secondo lui si aderisce ad un partito non per una condivisione, prima di tutto ideale, ma per una questione di nome, di marketing, insomma. Mi piace, non mi piace; bello, brutto; buono, cattivo; cacca, fame, nanna. Annusiamoci il culo come i cani e siamo a bolla. L’involuzione della specie. La caduta libera del pdl non è quindi dovuta al malgoverno e agli annessi e connessi, ma al marchio. Che non è più nel cuore della gente, per dirla con le sue parole. Quindi?. Quindi si accettano suggerimenti e in ogni caso farà fare dei sondaggi. Fin qui, onestamente nulla di nuovo. Il modello che Berlusconi propone da sempre è questo, perché dovrebbe cambiarlo ora? Nemmeno il baratro sul quale siamo in bilico, è evidente, lo smuove dal suo delirio e i suoi figuranti con lui. Quello che è inaccettabile, ancora di più oggi, è il patetico buttare tutto in vacca, da piacione di paese, che da di gomito, racconta barzelletta a cui tutti ridono per pietà pensando che coglione: “&lt;span style="color: #222222;"&gt;Mi dicono che il nome che avrebbe maggiore successo è Forza Gnocca". Mentre il capo del governo discettava di figa, a Barletta erano in corso i funerali di 5 giovani donne morte per il crollo della palazzina dove lavoravano in nero per 4 euro l’ora. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-1421782152988877559?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/1421782152988877559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=1421782152988877559' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1421782152988877559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1421782152988877559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/10/il-partito-della-figa.html' title='Il partito della figa'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-143418314937553723</id><published>2011-09-30T19:05:00.002+02:00</published><updated>2011-11-09T15:23:14.221+01:00</updated><title type='text'>Il Tappo</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;In fondo, more or less, è come quando ti svegli di soprassalto e ti ritrovi in un lago di sudore perché hai avuto il solito incubo. Sei chiuso in una specie di grande vasca a forma di cubo, apparentemente senza vie d’uscita, che già questo da solo ti mette &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;angoscia, e improvvisamente da più punti inizia ad entrare acqua . E la vasca comincia a riempirsi e mentre l’acqua sale tu cerchi disperatamente il modo per non fare la fine del topo. Sbatti contro tutte le pareti cercando una falla, una porta nascosta. Qualcosa. Ma niente. Solo quando hai l’acqua alla gola, non solamente in senso metaforico, e hai finito tutte le bestemmie possibili, gli occhi della disperazione ti fanno vedere la soluzione. Che poi era la più ovvia. La prima a cui avresti dovuto pensare. E allora prendi fiato, ti immergi e… E togli il tappo. Ma cosa stiamo aspettando ancora?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-143418314937553723?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/143418314937553723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=143418314937553723' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/143418314937553723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/143418314937553723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/09/il-tappo.html' title='Il Tappo'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-210176523859373966</id><published>2011-09-25T00:20:00.004+02:00</published><updated>2011-10-20T09:44:24.312+02:00</updated><title type='text'>Applausi</title><content type='html'>La storia è realmente accaduta quest'estate. A raccontarmela è un'amica e collega. Siamo in un piccolo paese di villeggiatura sulle colline veronesi. Paese che un tempo si sarebbe definito bianco. Oggi enclave berlusconiana. L'annotazione non è di maniera e il senso lo si capirà alla fine. Domenica mattina, all'ora della messa. La chiesa è come al solito piena di fedeli. Quel giorno a celebrare non è il parroco ma un anziano missionario, nativo del posto, che periodicamente torna dall'Africa a respirare un po' d'aria di casa. Espletate le formule di rito, il missionario inizia a parlare e ai presenti racconta della sua realtà quotidiana. Poi di come dalla Guinea Bissau, grazie a internet, vede l'Italia. E quello che legge in rete non gli piace. Non tanto per lui, che ormai è vecchio e lontano. Ma per loro. Il suo ragionamento è semplice. Così come sono chiare e forti le parole, ingentilite solo dalla erre arrotata e dal sorriso. C'è una classe politica che vi sta rubando il futuro: dovete ribellarvi, non potete subire in silenzio. I missionari, si sa, fanno parte della chiesa di roma solo per statuto. Sono anime candide. Probabilmente è quello che li salva dall'orrore con cui spesso sono costretti a convivere. Il parroco invece è visibilmente imbarazzato. I suoi di interventi dal pulpito sono solitamente di senso contrario. Il miracolo arriva però al termine della predica. Una cosa mai vista, mi dice la mia amica. Che non si fa, per il rispetto dovuto al luogo sacro. Quando il missionario smette di parlare, parte spontaneo e contagioso l'applauso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/09/21/lo-strano-silenzio-della-chiesa.html"&gt;Lo strano silenzio della Chiesa&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-210176523859373966?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/210176523859373966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=210176523859373966' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/210176523859373966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/210176523859373966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/09/applausi.html' title='Applausi'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6063544849371894627</id><published>2011-09-21T16:58:00.000+02:00</published><updated>2011-09-21T16:58:52.366+02:00</updated><title type='text'>La Papi tax</title><content type='html'>&lt;em&gt;Secondo Nouriel Roubini, il solo annuncio delle dimissioni di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi porterebbe a ridurre lo spread fra i btp e i bund tedeschi decennali fra i 50 e i 100 punti base, in modo permanente. Prendiamo il livello più basso di questa forchetta di valori. A regime implica risparmi della spesa per interessi sul debito di più di mezzo punto di pil. Verrebbero ottenuti gradualmente man mano che i titoli vanno a scadenza e vengono rinnovati con nuove emissioni. Circa due miliardi in meno nel primo anno, poi 3,5 nel secondo anno fino a raggiungere8 miliardi nell' arco di 7-8 anni. Non so come Nouriel Roubini sia arrivato a questa stima, ma so che ha frequenti contatti con gestori di hedge funds, fondi pensione e fondi comuni di investimento e con loro discute scelte macroeconomiche di portafoglio, su quali Paesi investire e quanto investire. Alcuni studi hanno provato a quantificare gli effetti degli annunci degli scandali sessuali del premier sui rendimenti dei nostri titoli di stato trovando che questi hanno contribuito ad allargare lo spread in modo statisticamente significativo. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/09/20/quanto-ci-costa-il-cavaliere.html"&gt;La Repubblica&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nouriel_Roubini"&gt;Nouriel Roubini&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6063544849371894627?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6063544849371894627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6063544849371894627' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6063544849371894627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6063544849371894627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/09/la-papi-tax.html' title='La Papi tax'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-3933675040273167433</id><published>2011-09-19T11:10:00.003+02:00</published><updated>2011-10-19T09:35:12.931+02:00</updated><title type='text'>Vergognati Giovanardi</title><content type='html'>Perché esiste Giovanardi? Perché un uomo così stupido siede da un milione di anni in Parlamento, a volte anche con incarichi di governo? Passi - ma anche no, è ora di smetterla di giustificare dichiarazioni ridicole e fuori luogo: Giovanardi non è un comico, o perlomeno non dovrebbe esserlo – passi, dicevo,&amp;nbsp;che se la prenda con Madonna (nel senso della cantante/attrice/regista, non della Vergine), chiedendo di boicottarne il film presentato alla mostra di Venezia, perché la suddetta avrebbe espresso giudizi poco lusinghieri sul presidente del consiglio. Non ha il senso della famiglia avrebbe detto Giovanardi, come se quel puttaniere del suo padrone fosse un esempio di virtù. Non contento ha quindi aggiunto: “&lt;em&gt;Il pensiero politico di Madonna su Berlusconi non conta nulla. Gli italiani sanno che è una supermiliardaria e non è che la gente si lasci irretire da questi satrapi ricchi e viziati&lt;/em&gt;". Poi finalmente l’hanno spento, per pietà. Ma del resto si sa che Giovanardi quando apre bocca fa più danni di qualsiasi intercettazione. Passi, dicevo, (ma anche no), l’uscita infelice sulla signora Ciccone. Tanto più che Madonna non leggerà mai le dichiarazioni di Giovanardi - who is? - e se mai lo facesse le basterebbe fare una ricerca su google immagini per capire tante cose di quest’uomo, e, purtroppo, anche dell’Italia. Quello che è intollerabile è che Giovanardi intervenga sulla decisione del giudice monocratico di Palermo di accordare 100 milioni di euro di risarcimento ai parenti delle vittime della strage di Ustica, condannando al pagamento i ministeri della difesa e dei trasporti, per “omissioni, negligenze e depistaggi”: i ministeri non prevennero cioè il disastro e poi impedirono l’accertamento dei fatti. Giovanardi, dall’alto del suo sottosegretariato al leccaggio di culo, ha fatto sapere che lo Stato ricorrerà contro la sentenza, sostenendo la tesi della bomba a bordo, cancellando trent’anni di vergogna, di registrazioni manomesse, sparizioni di tracciati radar, registri bruciati, morti misteriose di militari che sapevano e potevano parlare, di intimidazioni a giudici e periti. Tutti fatti accertati e incomprensibili se la causa fosse stata davvero una bomba. La realtà è che, con ogni probabilità, quella notte del 27 giugno 1980 sui cieli di Ustica c’era in atto una guerra e un missile è sfuggito al controllo dei contendenti andando a colpire il DC 9 Itavia con 81 passeggeri a bordo: 69 adulti e 12 bambini che tornavano a casa o andavano in vacanza. 81 famiglie che non hanno ancora avuto una verità perché è una verità che l’Italia non ha il coraggio o il potere di dire. 81 famiglie a cui oggi il ministro della famiglia vuole negare un risarcimento dovuto, non foss’altro per vergogna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/13/ustica-giovanardi-spara-sui-giudici-come-aver-condannato-tortora-per-droga/157140/"&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/12/ustica-condanna-record-per-i-ministeri-cento-milioni-ai-familiari-delle-vittime/156950/"&gt;Il Fatto Quotidiano &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/06/wikileaks-giovanardi-chiese-aiuto-agli-usa-su-ustica-dovete-supportare-la-mia-tesi/155637/"&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_muro_di_gomma"&gt;Il Muro di gomma&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-3933675040273167433?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/3933675040273167433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=3933675040273167433' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3933675040273167433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3933675040273167433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/09/vergognati-giovanardi.html' title='Vergognati Giovanardi'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-7230669536118207190</id><published>2011-09-13T11:27:00.001+02:00</published><updated>2011-09-13T15:46:04.310+02:00</updated><title type='text'>Angelino, anche meno</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Arial','sans-serif';"&gt;Angelino, anche meno. Prima ha detto che dopo Berlusconi ci sarà solo Berlusconi, e la lega (ma non solo) non l’ha presa benissimo. Poi, che chi non vuole giocare per vincere si può accomodare a bordo campo, rispondendo ai malpancisti interni che hanno già sentito puzza di cadavere e, in ragione della loro storia personale e con le conseguenti modalità, si stanno dando da fare per sganciarsi in tempo. Il cavaliere è politicamente morto, lo sanno tutti anche all’interno del centrodestra, probabilmente ne è consapevole &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;lo stesso coro plaudente, solo che nessuno ha il coraggio di dirglielo. &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/09/12/exit-strategy-per-il-premier.html"&gt;A parte Letta e Confalonieri&lt;/a&gt;, gli amici di una vita, gli unici al di sopra di ogni sospetto di tradimento, che pare gli abbiano consigliato di trattare una exit strategy: per amor di patria, del futuro del pdl e della sua roba. Per questo, Angelino, anche meno, se vuoi trovare legittimazione come il leader (o uno dei leader)&amp;nbsp;del dopo: perché il dopo ci sarà, Angelino, rassegnati. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;A meno che tanta foga è dovuta alla consapevolezza – ammessa dallo stesso Alfano rispondendo a chi gli suggeriva di pensare al proprio futuro politico - che dopo Berlusconi nessuno di loro ci sarà più.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-7230669536118207190?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/7230669536118207190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=7230669536118207190' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7230669536118207190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7230669536118207190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/09/angelino-anche-meno.html' title='Angelino, anche meno'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-3102584140290304475</id><published>2011-09-09T09:34:00.002+02:00</published><updated>2011-09-09T22:29:22.402+02:00</updated><title type='text'>Viaggio premio</title><content type='html'>Sono due giorni che le prime tre carrozze del mio treno per Verona sono chiuse. Mi piace pensare che sia l'omaggio di Trenitalia per i lunghi anni di&amp;nbsp;onorato servizio: un viaggio premio prima della rottamazione senza il peso di passeggeri spesso molesti e a volte maleodoranti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-3102584140290304475?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/3102584140290304475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=3102584140290304475' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3102584140290304475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3102584140290304475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/09/viaggio-premio.html' title='Viaggio premio'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6377771313493303119</id><published>2011-09-07T11:33:00.002+02:00</published><updated>2011-09-09T22:28:06.254+02:00</updated><title type='text'>Nemmeno un sottosegretario per Mino</title><content type='html'>Ieri Brescia ha reso omaggio all'ex sindaco&amp;nbsp;Mino Martinazzoli, l’ultimo segretario della democrazia cristiana, traghettatore di quel che rimaneva dello scudo crociato, dopo l’uragano di tangentopoli, nel partito popolare. Nelle navate del Duomo, tra le migliaia di semplici cittadini, c’erano, in ordine sparso, alcuni dei compagni di viaggio di un tempo: Rosy Bindi e Casini, Enrico Letta, Franceschini, Follini, Castagnetti. C'era&amp;nbsp;il segretario del Pd Bersani. I servizi e i televideo delle televisioni locali ieri sera sottolineavano la totale assenza del governo al funerale di un uomo che è stato tre volte ministro ed ha sempre onorato e rispettato le istituzioni. Nemmeno un sottosegretario ha sentito il dovere di chinare la testa di fronte al feretro di un&amp;nbsp;uomo che,&amp;nbsp;per giudizio unanime,&amp;nbsp;era&amp;nbsp;considerato&amp;nbsp;tra i&amp;nbsp;pochi politici onesti e specchiati. Ecco, appunto, onesti e specchiati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6377771313493303119?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6377771313493303119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6377771313493303119' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6377771313493303119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6377771313493303119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/09/nemmeno-un-sottosegretario-per-mino.html' title='Nemmeno un sottosegretario per Mino'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-7333834907056393567</id><published>2011-09-03T20:56:00.001+02:00</published><updated>2011-09-05T14:48:33.198+02:00</updated><title type='text'>Qualcos(in)a di sinistra</title><content type='html'>Credo ancora nella politica come un processo di costruzione dialettica del consenso intorno a un'idea.&amp;nbsp;Credo anche&amp;nbsp;che per offrire un contributo al paese si debba studiare tanto, iniziare dalla gavetta ed impegnarsi a fondo: per questo non sono contrario ai professionisti e temo come la peste i tanti 'prestati' dalla società civile, idea che poteva avere anche un senso nel post tangentopoli ma che è sevita solo ad aprire le porte dei palazzi a piccoli ras di quartiere,&amp;nbsp;imbarazzanti&amp;nbsp;più di&amp;nbsp;Cetto Laqualunque, e a troie d'alto bordo. &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/09/02/news/intervista_renzi-21140248/index.html?ref=search"&gt;Detto questo e premesso che non mi è simpatico, Mattero Renzi ha ragione.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-7333834907056393567?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/7333834907056393567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=7333834907056393567' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7333834907056393567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7333834907056393567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/09/qualcosina-di-sinistra.html' title='Qualcos(in)a di sinistra'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-4554063875661640647</id><published>2011-09-02T11:43:00.003+02:00</published><updated>2011-11-24T12:27:28.098+01:00</updated><title type='text'>Abazo la squola</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;, &amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Ci sono piccole storie che passano via come l’acqua ma che invece sono &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;emblematiche della civiltà di un paese &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;e della sua percezione del diritto. Leggevo ieri sugli online di diversi quotidiani di questa &lt;a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/09/01/news/caltanissetta_insegnante_precaria_ottiene_la_cattedra_dopo_37_anni-21111879/?ref=HREC1-11"&gt;insegnante siciliana di educazione artistica che a 63 anni&lt;/a&gt;, e dopo 37 di precariato in tour per le scuole dell’isola, ha finalmente ottenuto la nomina di ruolo. La signora ha accolto la notizia in lacrime dicendo di considerarsi comunque fortunata, visto il periodo di crisi e bla bla bla. Ora, ognuno è libero di reagire come crede e quindi assoluto rispetto per i sentimenti di tutti, resta il fatto che alla signora in questione questo Stato ha negato per tutta la vita un diritto acquisito. E la&amp;nbsp;titolarità della cattedra&amp;nbsp;a due anni dalla pensione risulta più una beffa che altro. Certo, nell’euforia per il traguardo tanto atteso, forse non si può pretendere (anche se sarebbe auspicabile) che uno si metta a puntualizzare, quello che mi fa specie è che un giornalista si limiti a riportare il fatto con toni da libro Cuore senza minimamente accennare ad un palese sopruso e alla stortura di un sistema perverso. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-4554063875661640647?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/4554063875661640647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=4554063875661640647' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4554063875661640647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4554063875661640647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/09/abbasso-la-squola.html' title='Abazo la squola'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-5215700076230275220</id><published>2011-08-27T20:31:00.000+02:00</published><updated>2011-08-27T20:31:23.298+02:00</updated><title type='text'>Non sottovalutate il posizionamento</title><content type='html'>Arrivo in stazione con un buon anticipo. Vedo con piacere che sul tabellone compare già orario di partenza e binario del mio treno. So che è un treno che si forma&amp;nbsp;a Verona e a meno di disastri o di ritardi di altre frecce varie, che hanno diritto di precedenza, non dovrebbero esserci problemi. Errore. E sì che ormai dovrei essere un pendolare esperto. Mi avvio al binario pensando che nell'arco di una decina di minuti il treno uscirà dal deposito e potrò salire a leggermi tranquillamente il giornale. Ultimamente, tra l'altro, hanno declassato alcune carrozze di prima e, finchè dura, i sedili sono sedibili. Mi accomodo su una panchina e inizio a leggere Repubblica. Anche se so già che verrò interrotto almeno dieci volte dai diversi questuanti che bivaccano a Porta Nuova; sicuramente quello che&amp;nbsp;mostra un vecchio biglietto&amp;nbsp;con destinazione precedente alla sua ipotetica meta e chiede qualche moneta per convertire il ticket -&amp;nbsp;un giorno bisogna che glielo dica: caro, io son qui tutti i giorni, ogni tanto vedi&amp;nbsp;ti do qualcosa, ma lascia stare la storia del biglietto sbagliato - oppure quello schizzato che ti dice di non dare i soldi al negretto (che se non è già&amp;nbsp;passato è subito lì a ruota) perchè quello i soldi ce li ha, e da di matto se qualcuno gli risponde male. Con stupore riesco ad arrivare in fondo alla &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/08/26/news/lettera_veltroni-20884888/"&gt;lettera di Veltroni&lt;/a&gt; senza alcun disturbo e senza essermi dato fuoco. Nel frattempo arriva anche il treno, dieci minuti prima della partenza annunciata. Salgo, prendo posto e torno al giornale. Mi accorgo che qualcosa non va perchè una coppia di anziani inizia a mostrare i primi segni di insofferenza: lei soprattutto, che&amp;nbsp;prende a vessare il povero nonno come se fosse colpa sua del ritardo, di dieci, venti e poi 30 minuti. Il controllore, che ha un simpatico accento emiliano, non si sbilancia sui motivi del fermo e si limita a dire: questione di poco e partiamo. Io non mi incazzo neanche più, aspetto che Trenitalia mi riservi lo spunto per scrivere queste note. Che puntuale arriva.&amp;nbsp;E' il capotreno a&amp;nbsp;servirlo attraverso la filo. Con una voce del cazzo tipo quella di certi piloti di aereo che appena dopo il decollo ti danno tutta quella serie di informazioni di cui non te ne fai nulla, tipo la temperatura esterna - chissenefrega se fuori ci sono 55 gradi sotto zero, mica devo uscire a fare una passeggiata - che senti che lo fanno per dovere: ma fai a meno, chi ti ha chiesto nulla? - con voce del cazzo,&amp;nbsp;dicevo, il capotreno annuncia urbi et orbi, sprezzante del ridicolo:&amp;nbsp;la partenza&amp;nbsp;è prevista&amp;nbsp;tra 30 minuti per ritardo nel posizionamento del treno.&amp;nbsp;Se si fosse&amp;nbsp;scusato per il disagio giuro che gli avrei buttato il berretto dal finestrino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-5215700076230275220?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/5215700076230275220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=5215700076230275220' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5215700076230275220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5215700076230275220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/08/non-sottovalutate-il-posizionamento.html' title='Non sottovalutate il posizionamento'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-5674735240743694256</id><published>2011-08-26T11:02:00.001+02:00</published><updated>2011-08-26T11:02:47.940+02:00</updated><title type='text'>Mi brucia il culo</title><content type='html'>&lt;em&gt;Buonanotte all'Italia che si fa o si muore, o si passa la notte a volersela fare (Buonanotte all'Italia di Luciano Ligabue).&lt;/em&gt; Finora non mi era molto chiaro perché eravamo arrivati ad un passo dal rischio default: cosa e perché, per esempio, avesse generato questo circolo vizioso tra debito e risanamento; quali siano le possibili soluzioni strutturali per uscire dal loop delle manovre d’emergenza; quanto sia effettivamente grave la crisi e presente il pericolo di fallimento, nonostante gli interventi della BCE. Chi, alla fine, sta inculando chi. E perchè in questo trenino ho la sensazione di&amp;nbsp;occupare il vagone di testa. &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/08/25/debito-speculazione-banche-la-mappa-della-crisi.html"&gt;Questo articolo di Alessandro Penati, docente di Finanza Aziendale all’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano, è stato un prezioso aiuto. Copio di seguito solo la contromanovra in 7 punti proposta da Penati, che mi sembra una buona base di partenza per ragionare.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) evitare tutti gli interventi di natura temporanea, come la tassa di solidarietà o le patrimoniali una tantum; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2) rallentare la crescita della spesa previdenziale, principale voce di costo; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(3) eliminare la boscaglia di enti inutili e relativi costi; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(4) eliminare, fra le centinaia di detrazioni, deduzioni, facilitazioni, contributi, sussidi, incentivi concesse a imprese e individui, quelli che sono solo canali per foraggiare interessi particolari; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(5) privatizzare e vendere beni e aziende pubbliche per abbattere lo stock del debito (i regali, vedi frequenze televisive, non sono ammessi); &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(6) tassare i consumi invece dei redditi personali e di impresa per non deprimere la crescita, penalizzando chi lavora e produce; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(7) tassare stabilmente tutti gli immobili (a valori di mercato) per fornire le risorse agli enti locali, abolendo le addizionali sui redditi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tutto questo non c'è traccia nella manovra del governo. Che non è risolutiva. E quindi non sarà l'ultima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-5674735240743694256?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/5674735240743694256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=5674735240743694256' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5674735240743694256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5674735240743694256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/08/mi-brucia-il-culo.html' title='Mi brucia il culo'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-5377210531405985906</id><published>2011-08-25T16:17:00.000+02:00</published><updated>2011-08-25T16:17:01.026+02:00</updated><title type='text'>Sciopero</title><content type='html'>Mi fanno ridere, per non dire di peggio, quelli che è meglio restare uniti che scioperare: fighetti alla John Elkann o valvassori di governo alla Sacconi. Dovrebbero quantomeno spiegare – e con loro Cisl e Uil – perché noi lavoratori dipendenti dovremmo solidarizzare e fare fronte comune con chi ha negato per mesi la crisi, se ne è fatto carico più o meno da 15 giorni solo perché l’Europa l’ha preso per le orecchie e ha detto: adesso basta! e l’unica soluzione che ha trovato è di scaricarci l’intero peso di una manovra iniqua, frutto della sua/loro volgare incapacità. Le ragioni dello sciopero del 6 settembre indetto dalla CGIL mi sembrano ben sintetizzate nella lettera inviata ai giornali dal segretario generale della Camera del Lavoro di Bergamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Dopo la proclamazione dello sciopero generale di 8 ore per martedì 6 settembre contro e per cambiare la manovra economica del Governo, da più parti, si accusa la CGIL di essere irresponsabile nei confronti del Paese e dei lavoratori. Cosa deve fare, secondo loro, un sindacato riformista per cambiare questa manovra? Un presidio sotto il senato? Qualche incontro riservato con Sacconi e Tremonti? La CGIL non è un sindacato irresponsabile e lo sanno bene i lavoratori ed i pensionati. Da tre anni parliamo della crisi di questo Paese e della necessità di investire sulla crescita e lo sviluppo. Abbiamo faticosamente costruito il 28 giugno, con Cisl Uil e Confindustria, un accordo sindacale che chiudesse la stagione degli accordi separati. Il Governo si vendica e prova invece a snaturare quell’accordo. Gli incontri del 4 e del 9 agosto sono stati avvilenti, il Governo non ci ha ascoltato e bene lo sanno anche Cisl e Uil. La verità è che oggi l’Italia è un paese commissariato dalla Germania e dalla BCE. La manovra economica è insopportabile perché colpisce i lavoratori, i pensionati, il sistema di welfare. Chi paga la manovra? La classe che ha sempre pagato le tasse. La pagheremo due volte perché è una manovra depressiva e quindi diminuiranno ancora i posti di lavoro. È ingiusta perché taglia il reddito dei cittadini ed è bugiarda perché non risolve i problemi del paese, salva il Palazzo e scarica sugli Enti locali il carico dei tagli.Ed è anche una manovra fortemente ideologica: cancellare il 25 aprile (festa della Liberazione), il 1 maggio (festa del Lavoro) ed il 2 giugno (festa della Repubblica) significa decidere di cambiare l’anima di questo paese. Decidere di introdurre la negazione della libertà contrattuale delle parti e il licenziamento senza giusta causa significa negare il ruolo delle parti sociali. Cancellare le regole del Sistri sul ciclo dei rifiuti significa fare un regalo alle ecomafie. Il giudizio delle ultime ore, compreso quello di Famiglia Cristiana, confermano come la grande maggioranza del Paese non si ritrovi nelle scelte del Governo e ne denuncia le iniquità. Cosa significa introdurre una norma per cui la tredicesima degli statali dipenderà dal comportamento dei loro dirigenti? E’ una norma ignobile. Così come l’art. 9 che riguarda il collocamento dei disabili. Noi siamo preoccupati per la situazione del paese e sarebbe il momento di unire le forze. Noi presentiamo una contromanovra che si fa carico degli stessi saldi previsti dal Governo. Ma deve essere giusta e ognuno deve fare la sua parte.Il cuore della nostra proposta è sui temi del fisco: ognuno faccia la sua parte e chi ha di più deve dare di più e questo è possibile solo se noi introduciamo una tassa sui grandi patrimoni. Il contributo di solidarietà può essere utile, ma lo pagano ancora e solo i lavoratori dipendenti. La battaglia contro l’evasione fiscale si può vincere: occorre abbassare la tracciabilità dei pagamenti sino a 500 euro, mettere insieme le banche dati per avere le informazioni sui patrimoni, introdurre pesanti sanzioni e dire no, per sempre, ai condoni. Sulle pensioni: oggi il problema non è la sostenibilità delle pensioni, ma la pensione futura dei giovani. Anche qui, ognuno faccia la sua parte: introduciamo l’obbligo del pareggio di bilancio anche per i fondi pensione. Scopriremmo che l’unico fondo che passa l’esame sono quelli dei lavoratori dipendenti, tutti gli altri non sono in equilibrio (autonomi, dirigenti).Con lo sciopero chiediamo un sacrificio straordinario, ma serve una mobilitazione per cambiare la manovra e per questo la CGIL si mobilita. Le ragioni della protesta ci sono tutte ed è qui che, ancora una volta, e ne siamo dispiaciuti, non si ritrova l’unità delle forze sindacali. Come ha scritto un autorevole sindacalista, a volte può succedere che “a fare meno si possa fare meglio. Ma non accade mai che si possa fare meglio non facendo nulla”. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luigi Bresciani&lt;br /&gt;Segretario generale CGIL Bergamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-5377210531405985906?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/5377210531405985906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=5377210531405985906' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5377210531405985906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5377210531405985906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/08/sciopero.html' title='Sciopero'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6690655623895695467</id><published>2011-08-25T12:59:00.003+02:00</published><updated>2011-09-07T14:22:59.901+02:00</updated><title type='text'>La figa di Alberoni</title><content type='html'>Alberoni ha scoperto la figa fu uno dei tanti titoli magistrali che ci ha regalato negli anni 80 Cuore, la rivista satirica fondata e diretta da Michele Serra. Un titolo che, credo, non abbia bisogno di commenti: riassumeva il pensiero del giornale sul contributo culturale offerto sin da allora dal noto sociologo attraverso i suoi articoli sul Corriere della Sera del lunedì. Ho ripensato ieri a questo titolo leggendo che nel fine settimana uscirà nelle sale &lt;em&gt;&lt;a href="http://trovacinema.repubblica.it/news/dettaglio/la-scelta-di-laura-sesso-per-pagarsi-gli-studi/406463"&gt;Student Services&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;. film tratto dal romanzo autobiografico &lt;em&gt;“Mès chères études",&lt;/em&gt; di Laura D., giovane studentessa francese, prostituta prima per gioco e poi per scelta, dopo aver risposto ad un annuncio trovato in internet ed aver così scoperto una fonte redditizia di guadagno. Il libro racconta che la prima volta di Laura fu per pagarsi gli studi, ma non è qui il punto. Quello che mi ha stupito non è la storia in sé, né mi interessa darne un qualsiasi giudizio, tantomeno morale - non sono Giovanardi né la Roccella che sui casi specifici rappresentano il foro competente – è stato lo shock che pare abbia accolto lo scorso anno&amp;nbsp;l’uscita del libro in Francia e oggi del film, con annesse analisi e dibattiti sulla solitudine dei giovani, la loro mancanza di mezzi, ecc. ecc. La figa di Alberoni, insomma. Una 30ina di anni fa avevo un conoscente, amico di amici, che aveva un’idea un po’ particolare dei contratti amorosi. In estrema sintesi, riteneva di non essere&amp;nbsp;abbastanza bello per poter ambire ad accompagnarsi a donne bellissime, o quantomeno a donne che lui riteneva bellissime. Per amore di verità, diciamo che questo conoscente era un ragazzo assolutamente normale, anche ben messo fisicamente, che, bastasse l'aspetto, avrebbe potuto avere una vita sentimentale normale. Solo che, probabilmente, non aveva sufficienti motivazioni per impegnarsi in lunghi corteggiamenti, senza peraltro la certezza di un ritorno&amp;nbsp;carnale – esperienza drammaticamente comune un po’ a tutti - verso una persona, una donna, che comunque avrebbe rappresentato ai suoi occhi sempre e soltanto un ripiego. Anche in questo caso, non essendo Giovanardi né la Roccella, mi astengo da qualsiasi commento. Per farla breve, i suoi guadagni, invece di trasformali in azioni o beni immobili, li spendeva per passare qualche ora, la notte o l’intero week end, con giovani ragazze universitarie, che, più o meno saltuariamente, dedicavano i loro fine settimana a fare cassa come nel film francese. Ricordo che nei suoi racconti parlava di giovani tutt’altro che indigenti, a cui i genitori garantivano le tasse universitarie e, per quelle che venivano dalla provincia, anche la stanza o l’appartamento in città. Il meretricio serviva per la vacanza con le amiche o il moroso, il vestito, la borsa o le scarpe firmate. E le tariffe erano di tutto rispetto: per l’intera notte si poteva arrivare anche al milione di lire. Incontri in casa o in albergo. Nessun vincolo. Tutti adulti consenzienti. Alcune ragazze erano più assidue, altre meno. Succedeva 30 anni fa a Brescia. Non a Parigi.&amp;nbsp;E presumo accada tuttora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6690655623895695467?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6690655623895695467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6690655623895695467' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6690655623895695467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6690655623895695467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/08/la-figa-di-alberoni.html' title='La figa di Alberoni'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-8093667925503708207</id><published>2011-08-23T11:21:00.003+02:00</published><updated>2011-09-14T23:50:56.881+02:00</updated><title type='text'>I nazionalisti neri nelle valli del carroccio</title><content type='html'>Leggevo ieri &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/08/22/news/autorit_perduta-20718490/"&gt;Ilvo Diamanti su Repubblica&lt;/a&gt; che ragionava sulla perdita del principio di autorità, della sua rapida e diffusa caduta, che Diamanti vede all’origine della crisi che si è poi fatta economica e finanziaria. “&lt;em&gt;Il nuovo moto di insofferenza contro la casta non deriva solo dal riprodursi di un sistema di privilegi - e di corruzione - che, in effetti, non è mai cessato. Ma dall'assoluta perdita di autorità della classe dirigente. Soprattutto dei leader che governano il Paese da 10 anni, in modo quasi ininterrotto. Quelli che, fino a un anno fa, avevano trasformato Villa Certosa nella rutilante capitale estiva del Paese. Affollata di veline e velinari. Quelli che parlano di politica con un linguaggio antipolitico. Usano il turpiloquio come linguaggio pubblico. E alzano il dito non per mostrare la luna ... Come immaginare che possano riscuotere "prestigio" e deferenza tra i cittadini? Se riproducono i vizi e le debolezze del popolo, perché dovrebbero ottenere privilegi e riconoscimento da parte del popolo? Oggi che la crisi minaccia la condizione economica e sociale, la vita quotidiana di tutti? Questa fase mi pare particolarmente insidiosa. Difficile da superare. È frustrata da un grande deficit di autorità - e di potere. Da una grande povertà di riferimenti etici e di comportamento. Un problema aggravato, (non solo) in Italia, dalla scarsità di attori e persone credibili. In grado di "dire" le parole necessarie a esprimere il sentimento del tempo. Ma, soprattutto, di tradurle in pratiche coerenti. Di dare il buon esempio”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggevo e mi son trovato a riflettere sul nazionalismo nero inneggiante alle camice brune che, dopo aver fatto proseliti in Europa, è arrivato anche qui da noi, dove ha preso il volto inquietante&lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/08/21/news/iscrizioni_partito_nazionalista-20687236/"&gt; di Gaetano Saya&lt;/a&gt;, ex missino e massone, già noto alle cronache per aver costituito un servizio segreto parallelo. Saya, fondatore del partito nazionalista italiano, posta sul web le sue deliranti tesi razziste e omofobe ed ha chiamato a raccolta i militanti per il 24 e 25 settembre a Genova. A preoccuparmi è aver visto comparire scritte inneggianti ai nazionalisti sui muri delle valli bresciane, gli stessi che venticinque anni fa ospitavano i primi vagiti di un leghismo al confronto ruspante e da sagra paesana. All’epoca i leghisti, che non dimentichiamoci ce l’avevano con i &lt;em&gt;terù&lt;/em&gt; e i &lt;em&gt;negher&lt;/em&gt; e non vedevano di buon occhio nemmeno i &lt;em&gt;culatù&lt;/em&gt;, vennero sottovalutati, derisi e sbeffeggiati come un fenomeno da baraccone, transitorio e in ogni caso circoscritto, salvo poi diventare – la Lega – la vera protagonista della politica italiana degli ultimi due decenni. La situazione in queste valli, nonostante i governi del carroccio, non è migliorata economicamente e socialmente. Il declino della grande industria tessile e siderurgica ed il mancato completo sviluppo turistico, malgrado le enormi potenzialità - mancato sviluppo a questo punto da imputare a cause antropologiche più che politiche e sociologiche - ha contribuito a rendere precario e incerto il futuro, alimentando radicalità mai sopite, inasprite ultimamente dai forse eccessivi trasferimenti coatti dei rifugiati sbarcati sulle coste siciliane. In un contesto di crisi globale, di mancanza di autorità e di prospettive, il rischio di abbracciare estremismi capaci di indicarti soluzioni facili e soprattutto i nemici da combattere è altissimo. La storia è lì a ricordarcelo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-8093667925503708207?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/8093667925503708207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=8093667925503708207' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8093667925503708207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8093667925503708207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/08/i-nazionalisti-neri-nelle-valli-del.html' title='I nazionalisti neri nelle valli del carroccio'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-196302072588915612</id><published>2011-08-14T23:35:00.001+02:00</published><updated>2011-10-20T14:20:45.337+02:00</updated><title type='text'>Leghisti ribelli</title><content type='html'>Alberto Filippi è un leghista della prima ora. Un&amp;nbsp;imprenditore vicentino non specchiatissimo, almeno stando a quanto scrive il Manifesto. Quando però viene eletto in Senato e si trova a dover votare il bilancio annuale di Palazzo Madama, invece di schiacciare il pulsante, come tutti i peones, legge i numeri, ha un sussulto di coscienza e si astiene. Risultato: espulsione immediata. E questo articolo-denuncia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alberto Filippi &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I CONTI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«Zitto e vota questo bilancio» Ma leggete quanto spendono... &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2008, eletto da poche settimane nelle fila dei senatori, nel pieno dell'inesperienza, poco prima di votare il bilancio del senato butto gli occhi sui numeri e leggo qualche spesa. E non dovevo farlo, certi errori poi si pagano. Ma è stato un errore di gioventù, solo una distrazione scoprire che i «fenomeni della politica» avevano affittato un'ape car per trasportare i libri della biblioteca per 6mila euro! Tra me e me ho detto: ma... sono scemi? Con un po' di euro in più se la comperavano nuova. E così non ce l'ho fatta, al momento del voto mi sono astenuto. Apriti cielo. Il capogruppo Bricolo mi ha subito convocato. Ho provato ad entrare nel merito ma non c'è merito: «Fai quello che dico io!».&lt;br /&gt;Già ma io sono un rompipalle! E allora, sì votavo ma rompevo, votavo ma protestavo, e oggi che non ho più chi può impormi come schiacciare il tastino, con gusto, a ridosso proprio del voto sul bilancio del senato decido di non gettare velocemente l'occhio sui numeri ma di incollarlo bene bene a questo bilancio. E che ti trovo? Ti trovo che tra servizio calore (circa 3 milioni di euro) gas (800mila euro) ed energia elettrica (1.500.000) si arriva ad un totale di 5.300.000 di costi energetici e allora mi chiedo: ma lo sanno che con un semplice cogeneratore si risparmierebbe almeno 1.500.000 euro all'anno? Poi l'occhio mi scende sui 1.300.000 euro di canoni di telefonia, mi blocco e rileggo: ma saranno tutti i costi telefonici... e invece no, sono solo i canoni e i costi dei servizi! Ma se siamo 300 senatori! Ma quanti cavolo di canoni telefonici ci saranno mai? (Poi rifletto e ricordo che noi senatori il telefono ce lo paghiamo quindi è ancora peggio, che canoni sono?). E allora inizio ad appassionarmi e come fosse un libro giallo da divorare sotto l'ombrellone proseguo con i numeri e trovo che per «facchinaggio e traslochi» si spende 1.505.000 euro, allora penso che c'è un trasferimento in atto ma poi noto, basito, che questo accade tutti gli anni.&lt;br /&gt;Il libro giallo si trasforma velocemente in un horror ma decido di tenere gli occhi aperti; 340mila euro in vestiario di servizio e questo ogni anno e uno si domanda se non costerebbe meno farsi fare l'abito dei dipendenti da Armani; ma ciò che mi lascia fritto, immobile, congelato è il costo per le posate: 40mila euro all'anno in posate. Ma perché ogni anno? La tradizione di cambiare le posate continuamente era in voga alla corte di Francia ai tempi del re sole e ne sono passati di anni, è passata perfino la ghigliottina. A casa mia le posate magari te le regalano nella lista nozze, ma poi ti durano una vita. E poi ci sono 61mila euro per le auto, e non le auto blu da noleggiare, sono i costi del lavaggio delle auto! Ma quante sono? Io me la pago come la stragrande maggioranza dei senatori e allora dove cavolo sono tutti questi eserciti di berline da lavare?&lt;br /&gt;Ogni anno si stampano le tesserine di riconoscimento ma, noi senatori siamo sempre i soliti trecento circa, non sarà poi chissà quale follia. E invece: 50mila euro l'anno, in una legislatura 250mila euro. Mi viene voglia di vomitare.&lt;br /&gt;Sto perdendo le forze e le pagine di horror si stanno trasformando in qualche cosa di peggiore, ma non so come decido di affrontare le voci della manutenzione: non dovevo farlo. 355mila euro per fare la manutenzione alla tappezzeria, e mi chiedo se qui siamo all'asilo con eserciti di bambini che si appendono alle tende. Tenere in manutenzione gli impianti di sicurezza vuol dire spendere 750mila euro mentre fare la manutenzione per stare belli freschi (per inciso i condizionatori funzionano malissimo) bastano solamente, si fa per dire, 750mila euro e allora penso, ormai tutto sudato dalla confusione, che a pagare, a mo' di faraone, qualcuno che ti sventola si andrebbe a risparmiare.&lt;br /&gt;Poco meno di 1 milione di euro per la manutenzione degli impianti elettrici, quasi 300mila euro per la manutenzione dei video, 240mila euro per la manutenzione alla rete informatica, 400mila euro per gli ascensori (quello degli uffici in piazza san Luigi de Francesi si è bloccato 4 volte in un anno).&lt;br /&gt;Poi c'è l'antincendio che per farci la manutenzione ci vogliono 240mila euro e sono quelli spesi peggio perchè se prendesse fuoco tutto forse sarebbe meglio. Quel che è peggio però è che ho girato pagina e sono passato dalle manutenzioni ordinarie che credovo comprendessero tutto, a quelle straordinarie, che però si ripetono pari pari ogni anno. E quindi alle famose spese ordinarie per le tappezzerie di prima vanno aggiunti 1.125.000 euro di manutenzioni straordinarie in arredi e tappezzerie e poi poco sotto altri 500mila euro annui ovviamente di acquisto di arredi e tappezzeria. E lo stesso vale per gli impianti di sicurezza di prima ai quali si aggiungono ogni anno manutenzioni straordinarie per 3.540mila euro, mentre ci vogliono altri 1.610mila euro per i condizionatori di prima. Arrivo fino ai 625mila euro da aggiungere alla manutenzione per gli ascensori e alzo bandiera bianca.&lt;br /&gt;Chiudo il faldoncino, mi chiedo: ma chi sono questi fenomeni che hanno il fegato di presentare questa schifezza? Qui la rispostina è facile, sono i tre senatori questori del senato e guarda un po uno lo conosco bene: è vicentino come me e della Lega Nord. Si chiama senatore Paolo Franco, uno dei vertici del famoso cerchio magico tanto per non fare nomi. Avrei voglia di andare a chiedergli qualche cosa ma poi mi blocco perché ricordo che loro sono quelli che decidono anche i tagli della politica, quindi anche il mio stipendio senatoriale; in fondo qualcosina hanno tagliato ma poi mi chiedo: loro, a loro tre, che tagli si sono fatti? Scopro che i tre questori hanno l'auto blu, hanno un'aggiunta di segretarie pagate, hanno una dotazione speciale da usare a natale per fare regalini agli amici, hanno ovviamente uno stipendio maggiorato e hanno un appartamento arredato nel cuore di Roma tutto gratis. Rialzo bandiera bianca: avrei voluto votare astenuto questo bilancio ma ora proprio non ce la faccio. Mi alzo e per protesta faccio quello che poi ho fatto: ho scritto tutto, di getto, per voi che leggete e disarmato me ne sono tornato a casa... se lo votino loro il bilancio del senato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-196302072588915612?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/196302072588915612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=196302072588915612' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/196302072588915612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/196302072588915612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/08/leghisti-ribelli.html' title='Leghisti ribelli'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-3874849847946350862</id><published>2011-08-14T00:42:00.000+02:00</published><updated>2011-08-14T00:42:47.322+02:00</updated><title type='text'>Manovre e manovratori</title><content type='html'>In merito alla manovra da 45 miliardi varata dal governo propongo alla lettura questa lucida analisi di Asor Rosa pubblicata giovedì dal Manifesto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMMENTO di Alberto Asor Rosa &lt;br /&gt;LA LINEA DEL PIAVE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella storia di questo disgraziato paese (l'Italia, intendo, per chi non ami le metafore), c'è una sindrome spesso ricorrente: si chiama la linea del Piave. Funziona così. Per anni, talvolta per decenni, gli alti comandi, i Governi, le classi dirigenti in genere, prendono decisioni inique, sbagliate, avventurose, persino ciniche e anche delinquenziali: l'incredibile mediocrità degli alti comandi medesimi, la strategia irresponsabile dell'attacco frontale, il mostruoso disavanzo di bilancio, l'incapacità del ricambio, la stralunata soggezione dell'interesse pubblico agli interessi privati o di gruppo, ne rappresentano le manifestazioni più significative ed esemplari. Poi, ad un certo punto, dai e dai, si verifica la catastrofe: le linee cedono, il bilancio crolla, l'economia va in pezzi, le classi dirigenti, d'ogni razza e colore - ripeto: d'ogni razza e colore - annaspano nel vuoto che loro stesse hanno creato. È a quel punto che a qualcuno viene in mente la linea del Piave: gli interessi non sono più diversi, separati e magari contrapposti, diventano "unico". La catastrofe si può affrontare solo tutti insieme, senza più differenze né di razza, né di colore, né di collocazione sociale, né di orientamento politico. E questo, a pensarci bene, è anche giusto: chi, infatti, vorrebbe vedere gli austriaci a Milano o a Venezia?&lt;br /&gt;Se poi, come nel caso di oggi, la linea del Piave assume dimensioni planetarie, la solidarietà di tutti intorno a un modello unico di soluzione assume un'evidenza ancor più eloquente: o ci si salva tutti oppure non si salva nessuno. E anche questo potrebbe essere giusto. Ma vediamo fino a che punto il discorso del Piave regge e, ammesso che regga, quali diverse impostazioni gli si possono dare.&lt;br /&gt;Facciamo (almeno noi) un passo indietro e torniamo in Italia. Negli ultimi tre-quattro mesi è accaduto nel nostro paese qualcosa che in precedenza sarebbe stato inimmaginabile: e cioè un cambiamento vistoso della costituzione materiale, un aggiustamento invisibile dei meccanismi decisionali. Tutte le più importanti scelte in materia politica ed economica sono state, non certo prese, ma indotte con forza e con, appunto, autorevolezza "dall'alto". E quale esempio più lampante di "Camere congelate" di quelle che, nel giro di quarantotto ore, hanno votato un bilancio dello Stato strangolatorio e, nel caso di certi partiti, addirittura apertamente non condiviso? Non sto dicendo né che sia stato un bene né che sia stato un male: mi limito per ora a constatare che è accaduto. Ricordate il mio articolo sul manifesto del 13 aprile? «Ciò cui io penso è una prova di forza che, con l'autorevolezza e le ragioni inconfutabili che promanano dalla difesa dei capisaldi irrinunciabili del sistema repubblicano, scenda dall'alto, instauri quello che io definirei un normale "stato di emergenza", eccetera eccetera». L'unico auspicio di quell'appello che non sia stato per ora praticato è il ricorso all'Arma dei carabinieri e alla polizia di Stato: non ce n'è stato bisogno, e comunque la magistratura e le forze dell'ordine erano impegnate in altro (sempre però nei dintorni: Papa, Milanese, Penati, Bisignani eccetera eccetera).&lt;br /&gt;Ma in generale la linea più volte adottata è andata puntualmente in quella direzione, tacciata allora dai pulpiti più diversi d'imbecillità, provocazione, golpismo, ecc. ecc. Oggi tutti i dubbi e le riserve sono svaniti nel nulla: la linea estrema di difesa delle istituzioni repubblicane e dell'economia e coesione sociale nazionali è diventata il Governo del Presidente (non quello del Consiglio, naturalmente), universalmente invocato dalle forze, partitiche e d'opinione, che si collocano all'opposizione dell'attuale maggioranza parlamentare.&lt;br /&gt;Restiamo anche noi all'interno del ragionamento, ma al tempo stesso prendiamoci la libertà di porci - di porre - alcune domande decisive: a favore di chi? Con quali mezzi? Con quale, non solo istituzionale, ma anche politica autorevolezza? Le linee del Piave, in sé e per sé considerate, non servono a scardinare i sistemi, servono a confermarli e a renderli ancora più inattaccabili. La difesa del "bene comune" è pagata sempre da una sola parte. Sul Piave (storicamente, non metaforicamente inteso) la linea fu tenuta dalla leva dei '99, giovani diciottenni gettati in massa nel rogo a difendere l'integrità e l'unità nazionale. Oggi nel tritacarne dell'unità nazionale sono destinati ad essere macinati - alfieri del tutto involontari d'un patriottismo a senso unico - gli anziani e le famiglie deboli, i pensionati, gli operai, i giovani (soprattutto i giovani), i piccoli e medi borghesi, impiegati e professionisti, gli uni e gli altri ovviamente senza rendite parassitarie alle spalle. Sull'atteggiamento da tenere nei confronti di questa situazione si è già sfarinato il fronte delle opposizioni: il Terzo Polo ha subito adottato la linea della massimizzazione dei "sacrifici popolari" (davvero singolare in questo quadro - mi sia permesso di osservarlo - l'atteggiamento della formazione che recentemente ha scelto di chiamarsi "Futuro e Libertà": non dovevano essere la forza di rinnovamento del quadro politico italiano e sono finiti alleati in tutto e per tutto subalterni dei moderati più moderati?). Ma lo sfarinamento ha già raggiunto vertici e settori anch'essi in precedenza inimmaginabili: vedere la Camusso, leader di un'organizzazione operaia e popolare come la Cgil, collocarsi anche fisicamente, quasi a segnare il rapporto gerarchico nuovo testé costituitosi, alle spalle della Marcegaglia, leader delle organizzazioni padronali, ha avuto la portata e il valore di un manifesto, ben comprensibile ai più.&lt;br /&gt;La linea del Piave, per essere minimamente condivisa prima che accettata e praticata, avrebbe bisogno di molte condizioni, di cui per ora non si vede traccia, anzi, per essere più esatti, quasi nessuno parla. A scopo puramente provocatorio, come di consueto (poi fra qualche mese si vedrà meglio), ne elenco due, una di carattere economico-sociale, l'altra di carattere politico, la seconda, ovviamente, condizione sine qua non perché la prima diventi credibile.&lt;br /&gt;La condizione economico-sociale è la conservazione integrale dello Stato sociale, e cioè, per essere più precisi, di quell'insieme di statuti, regole, leggi e abitudini, che garantiscono la libertà e il benessere ai cittadini più deboli. Quanto al pareggio di bilancio, bisognerebbe chiedersi se le cure prospettate, in dimensioni e rapidità di tempi, non siano destinate ad ammazzare il cavallo invece di rimetterlo in piedi. La distribuzione dei pesi e delle misure, e le loro conseguenze effettive, devono perciò fin d'ora essere elencate con estrema precisione: l'obiettivo, infatti, è garantire con assoluta certezza - e la cosa è tutt'altro che impossibile - che dalla crisi ci si proponga di uscire con uno stato più giusto, non con uno più infame.&lt;br /&gt;La condizione politica è che dalla crisi si esca con un riassetto del sistema di potere che almeno garantisca la riapertura di una nuova fase. Dobbiamo invece prendere atto che finora si è andati nella direzione esattamente contraria: e cioè - nella più pura tradizione delle linee del Piave nazionali (ma almeno Cadorna nel '17 perse il posto) - la crisi ha paradossalmente rafforzato, o almeno lasciato più tranquillo, il Governo Berlusconi: è entrato a far parte anch'esso, infatti, della "soluzione unica nazionale" della crisi. Ma questo è intollerabile, e quindi inaccettabile: significherebbe far pagare al paese, come prezzo per uscire dalla crisi, la perpetuazione delle ragioni più profonde della crisi medesima, l'inaffidabilità, il discredito, interno ed internazionale, l'assoluta mancanza del senso dell'interesse pubblico da parte dei suoi governanti.&lt;br /&gt;Perché la linea del Piave sia almeno decentemente compresa e condivisa, occorre che il governo del Presidente metta in programma questa apertura di una nuova fase in netta, inequivocabile discontinuità con quella precedente: anche ricorrendo, in tempi ragionevoli, ad un nuovo responso elettorale. Ai costituzionali - notoriamente ce ne sono molti e di molto eccellenti - va richiesta con urgenza una rilettura del primo comma dell'art. 88 della Costituzione, il quale recita (com'è universalmente noto): «Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti; sciogliere le Camere o anche una sola di esse». Le interpretazioni correnti, che depotenziano in genere la facoltà del Capo dello Stato di assumere autonomamente tale decisione, mi sembrano estremamente discutibili, e perciò andrebbero ridiscusse, in una situazione come questa in cui si potrebbe da un momento all'altro avere bisogno di disporre tranquillamente di tale estrema risorsa.&lt;br /&gt;Insomma: il Governo del Presidente comporterebbe una netta e puntuale individuazione dei pesi e delle misure da adottare, una equa distribuzione dei sacrifici, una preliminare scelta di campo a favore delle classi e dei ceti più deboli e, preliminarmente e contestualmente, la ricostituzione d'un quadro politico in grado di giocare la partita nella piena dignità ed efficacia dei suoi possibili mezzi (e uomini). Altrimenti, sarà un confuso, inane e un po' disperato tentativo di tenere in piedi il sistema a favore dei soliti "amici". Non sarebbe una bella cosa, e non funzionerebbe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-3874849847946350862?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/3874849847946350862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=3874849847946350862' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3874849847946350862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3874849847946350862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/08/manovre-e-manovratori.html' title='Manovre e manovratori'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6861777329714124659</id><published>2011-08-11T20:31:00.002+02:00</published><updated>2011-08-11T23:33:51.236+02:00</updated><title type='text'>Gli intoccabili</title><content type='html'>Sarà pure una goccia nel mare, ma visto le cifre - peraltro solo supposte - mica poi tanto. Sarà anche&amp;nbsp;una proposta un&amp;nbsp;filino demagogica: certo che nel balletto di ipotesi di tagli,&amp;nbsp;la sforbiciata&amp;nbsp;ai privilegi della Chiesa non viene mai, mai nemmeno presa in considerazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Recuperare risorse? Si cominci tagliando i costi della religione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gravità della crisi economica è tale che tutti parlano di ridurre gli sprechi. Molti parlano di sforbiciare i privilegi della casta politica, ma nessuno, proprio nessuno, parla invece di intervenire sugli enormi contributi che lo Stato eroga ogni anno per fini religiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’UAAR ricorda che, anche solo lasciando allo Stato la quota delle scelte inespresse dell’Otto per Mille, si recupererebbero ogni anno oltre seicento milioni di euro. Ed introducendo l’ICI sui beni ecclesiastici ad uso commerciale, azzerando l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione destinati all’edilizia di culto ed eliminando, come Costituzione comanda, ogni onere statale per la scuola privata, la cifra aumenterebbe in modo ancora più sostanzioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’entità della somma che finisce nelle tasche delle organizzazioni ecclesiastiche è sconosciuta persino al governo, e ciò dimostra come in Italia esista una realtà economica semisommersa che sfugge ai controlli. Se bisogna stringere la cinghia, conclude l’UAAR, giustizia vuole che si cominci da chi gode dei privilegi più sostanziosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.uaar.it/"&gt;http://www.uaar.it/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6861777329714124659?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6861777329714124659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6861777329714124659' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6861777329714124659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6861777329714124659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/08/gli-intoccabili.html' title='Gli intoccabili'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-2642337157937658204</id><published>2011-08-10T12:57:00.004+02:00</published><updated>2011-08-22T14:50:16.016+02:00</updated><title type='text'>Niente Paura</title><content type='html'>&lt;em&gt;Niente Paura&lt;/em&gt; di&amp;nbsp;Piergiorgio Gay è un bel film. Andrebbe fatto vedere nelle scuole, per introdurre la nostra storia recente.&amp;nbsp;Racconta, attraverso le&amp;nbsp;vicende personali di uomini e donne comuni e&amp;nbsp;di persone conosciute - Stefano Rodotà, Margherita Hack, Umberto Veronesi, Paolo Rossi, Silvio Soldini, Fabio Volo, Carlo Verdone,&amp;nbsp;don Luigi Ciotti e soprattutto Luciano Ligabue - colonna sonora e narratore del film - come siamo e come eravamo: in realtà da dove veniamo (fine anni Settanta, primi anni Ottanta, quando si opera una svolta sia nelle istituzioni che nel costume) e quale Paese siamo diventati oggi. Un Paese dove la dimensione collettiva della festa e dell'identità si esprime ormai solo ai concerti e alle partite di calcio della Nazionale, un Paese in cui perfino difendere il tricolore o l'inno di Mameli è motivo di scontro politico.&lt;br /&gt;Niente Paura offre parecchi spunti di riflessione, e in un certo senso di speranza. Alle stragi, al buio del terrorismo, all'omertà, all'aridità&amp;nbsp;individuale di un popolo che è "diventato spettatore, vota da casa, s'indigna ma poi va a dormire", come dice Paolo Rossi, contrappone una parte sana e bella, che&amp;nbsp;si&amp;nbsp;sente rappresentata dagli&amp;nbsp;articoli della Costituzione, l'altro filo conduttore del film. Due&amp;nbsp;storie mi hanno colpito. Molto diverse tra loro ma&amp;nbsp;legate da un profondo senso&amp;nbsp;di dignità, di civiltà, di voglia di andare avanti: per testimoniare, per darsi e dare una ragione, a un ideale - appreso, trasmesso,&amp;nbsp;condiviso -&amp;nbsp;a un sentimento che nemmeno la morte riesce a spezzare e torna&amp;nbsp;riflesso nella musica, in una o in infinite canzoni.&amp;nbsp;La prima&amp;nbsp;la racconta Sabina Rossa, figlia di Guido, operaio comunista dell'Italsider, ucciso a Genova nel gennaio 79 da un commando delle Brigate Rosse. Guido Rossa, per una serie di circostanze fortuite, tre mesi&amp;nbsp;prima&amp;nbsp;era stato&amp;nbsp;l'unico testimone del ritrovamento all'interno della fabbrica di alcuni volantini di propaganda terroristica.&amp;nbsp;Di conseguenza è&amp;nbsp;stato&amp;nbsp;l'unico testimone di fronte al magistrato e poi al processo che ha visto imputato&amp;nbsp;Francesco Berardi, il fiancheggiatore delle BR all'interno dell'azienda. Dice Sabina Rossa. "Gli ideali di mio padre sono quelli che oggi mi appartengono. Che mi hanno portato ad incontrare chi quella mattina gli sparò e poi ad incontrare il giudice che deve decidere sulla sua liberazione,&amp;nbsp;per dirgli che oggi Vincenzo Guagliardo è un'altra persona e, soprattutto, che&amp;nbsp;dopo 30 anni di carcere merita di uscire&amp;nbsp;(...)&amp;nbsp;Non mi sono mai posta la questione nei termini del perdono. La mia è una formazione laica: mi sono sempre posta la questione in termini di giustizia. Quando il giudice ha negato la scarcerazione e la libertà condizionale a Vincenzo Guagliardo ho creduto che fosse stata commessa un'ingiustizia. Ho creduto che il nostro Paese avrebbe potuto compiere un gesto di civiltà importante".&lt;br /&gt;La seconda narra di un'altra morte sul lavoro e di un amore che continua. E' la storia&amp;nbsp;di Fabio e Annalisa. Fabio&amp;nbsp;Casartelli, medaglia d'oro olimpica di ciclismo,&amp;nbsp;è scomparso&amp;nbsp;nel luglio del 95 in seguito ad una caduta lungo le strade&amp;nbsp;della &lt;em&gt;Grande Boucle&lt;/em&gt;. Aveva solo 25 anni. Annalisa era in attesa del loro primo figlio.&amp;nbsp;Ricorda Annalisa: "Quindici anni fa ho perso mio marito. Una caduta durante una tappa del Tour de France e la sua e la mia vita si sono fermate. Quindici anni fa è nato mio figlio ed è per lui che il mio cuore senza un pezzo ha continuato a battere. Ed è da 15 anni che aspettavo che qualcuno mi dicesse Niente Paura, stai tranquilla, ce la farai, non preoccuparti: in qualche modo riuscirete a vedere la luna anche senza Fabio. Questa canzone mi da forza, voglia di dimostrare che ce la faccio, che il mio amore per Fabio frega la sua morte....".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-2642337157937658204?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/2642337157937658204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=2642337157937658204' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2642337157937658204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2642337157937658204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/08/niente-paura.html' title='Niente Paura'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-5831168089354855896</id><published>2011-08-03T18:36:00.004+02:00</published><updated>2011-09-09T22:46:14.979+02:00</updated><title type='text'>Moretti, ma perchè non ti dimetti?</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx. Le prime dieci righe sono bestemmie. Ognuno le declini come crede, ci metta cioè quelle che sente più sue. E sì che questa mattina ero uscito di casa ben disposto. C’era il sole. Ero persino riuscito a bermi due tazze di caffè, fatto raro avendo sempre i minuti contati. In borsa, appena comprato, avevo Fùtbal di Osvaldo Soriano. E nel quarto d’ora a piedi che mi separa dalla stazione, le mie connessioni cerebrali stavano dando segni positivi: pensavo con timore al discorso di oggi in Parlamento del clown di Arcore, alle reazioni dei mercati. Mi chiedevo se saranno proprio i mercati a mettere la parola fine a questi 20 anni malati e se ciò sarà un bene o un male, visto il momento, e quali potrebbero essere i pro, i contro e gli eventuali rischi per noi lavoratori dipendenti con mutuo. Berlusconi a parte, una giornata che nasceva sotto buoni auspici. Non avevo fatto i conti con Trenitalia. Arrivo in stazione e il treno veloce (treno associato a veloce&amp;nbsp;è un ossimoro, ma tant’è), il treno veloce, dicevo, proveniente da Milano Centrale e diretto a Venezia ha 15 minuti di ritardo. Fin qui nulla di nuovo. Tanto so che sarà comunque un’agonia. Lo è sempre da giugno a settembre: ai soliti turisti stranieri, che aumentano con la temperatura, si aggiungono le centinaia di ragazzini che ogni giorno, dal rompete le righe all’inizio del nuovo anno scolastico, vanno a Gardaland. Tutto questo – detto per inciso - senza che lo stramaledetto trust di cervelli a capo di Trenitalia provi quantomeno ad abbozzare una soluzione, se non definitiva - treni speciali? – quantomeno di minima: qualche carrozza in più? Cose semplici, insomma. Attraverso l’intera banchina e arrivo in testa al binario: nelle prime carrozze uno strapuntino tra un vagone e l’altro si trova sempre. Nell’attesa apro il libro e leggo la prima delle storie di calcio. In realtà la conosco già. E’ quella di Obdulio Varela, ripresa anche in &lt;em&gt;Artisti, pazzi e criminali&lt;/em&gt;, di cui ho già parlato all’inizio di questo mio diario e che ne rappresenta lo spirito: &lt;em&gt;all’arbitro non ho dato la mano. Non ho mai dato la mano a nessun arbitro…&lt;/em&gt; Non sapevo che c’era: è stata una bella sorpresa, come rivedere un vecchio amico. Nel frattempo la voce della stazione ricorda più volte il ritardo, per poi annunciare che il mio treno arriverà al binario 3 invece che al binario 1. Il sole, il caffè, Obdulio Varela: ce ne vuole per farmi cambiare umore. Ancora non sapevo. Rifaccio la banchina in senso inverso, scendo nel sottopassaggio, risalgo al binario 3 e ritorno verso la testa del treno. Le prime tre carrozze sono vacanti, come direbbe Montalbano. E già qui avrei dovuto insospettirmi. Invece l’effetto solecaffèobdulio insieme mi ha evidentemente&amp;nbsp;cariato le sinapsi. Le prime tre carrozze non sono vacanti, sono chiuse. E il perché lo apprenderò a Desenzano, dopo che il treno veloce ha&amp;nbsp;accumulato un’ulteriore mezzora di ritardo in soli 20 chilometri,&amp;nbsp;e il disagio di&amp;nbsp;una promiscuità già imbarazzante è aumentato di conseguenza. Ce lo dice un controllore a cui chiedo gentilmente conto: purtroppo questa mattina non si chiudevano le porte e siamo stati costretti a isolarle per evitare pericoli di caduta. Sempre gentilmente pongo un altro quesito: ma il materiale rotabile (lo chiamano così loro, non è colpa mia) non viene provato prima di partire? Lo ammetto: domanda da pensionato milanese che commenta i lavori stradali, ma vista la situazione va perdonata. A quel punto l’uomo ferroviario, forse colpito nell’orgoglio aziendale, mi avrebbe volentieri sputato. Poi ha probabilmente valutato che ero più grosso di lui e visibilmente più cattivo e non ha replicato. Morale, sono sceso a Verona, insieme ad una trentina di ostaggi, con quasi un’ora di ritardo. Pronti a salire ce n’era però almeno un altro centinaio. Per Venezia, si parte.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-5831168089354855896?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/5831168089354855896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=5831168089354855896' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5831168089354855896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5831168089354855896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/08/moretti-ma-perche-non-ti-spari.html' title='Moretti, ma perchè non ti dimetti?'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-4012840941433473586</id><published>2011-07-30T12:27:00.001+02:00</published><updated>2011-07-30T22:18:18.231+02:00</updated><title type='text'>Sull'orlo del baratro</title><content type='html'>Il processo lungo non è più solo l'ennesima legge ad personam. Il momento storico che ci vede a&amp;nbsp;rischio di fallimento, la speculazione sui mercati, mostrano urbi ed orbi, in modo persino imbarazzante, per non dire ripugnante, l'assoluto disinteresse al bene pubblico e alle sorti del Paese del presidente del consiglio. Nessuna presa in carico del problema, nessun&amp;nbsp;intervento per rassicurare gli italiani, come sarebbe stato auscapicabile da un qualsiasi primo ministro minimamente decente. Anzi, dopo aver mentito per anni sui conti pubblici e negato una crisi globale,&amp;nbsp;con la complicità del ministro dell'economia, Berlusconi non solo è sempre più prigioniero di un'ossessione&amp;nbsp;giudiziaria, a cui tenta di trovare rimedio grazie ad un parlamento&amp;nbsp;a libro paga, ma gode del fatto che anche il titolare del dicastero dell'economia stia male in arnese e aspetta sulla riva del fiume che ne passi il cadavere. E chi se ne frega cosa succede nel frattempo alle borse finanziarie e soprattutto a quelle dei suoi concittadini. Barricato in una delle sue tante ville mette al riparo la roba prima che sia troppo tardi, indifferente agli appelli del mondo produttivo, angosciato da complotti veri o presunti che possano metterne in discussione la leadership, nonostante anche i sondaggi più taroccati dimostrino che ormai ha la stessa credibilità dello scemo del bar del paese, come del resto è sempre stato. Nomina a ministri altri ventriloquati e assiste silenzioso alle follie del principale alleato, dall'apertura di presunte sedi ministeriali a Monza alle abominevoli dichiarazioni di un eurodeputato&amp;nbsp;secessionista sulla condivisibilità delle idee del folle di Oslo. La notizia positiva è l'annuncio che nel 2013 non si candiderà. Chissà, come dice Spinoza, che non sia questa la vera vittoria sul cancro, annunciata in una delle innumerevoli eiaculazioni verbali a cui siamo stati sottoposti nell'ultimo ventennio. Chissà però se ci saremo ancora noi o se saremo stati travolti dalle macerie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-4012840941433473586?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/4012840941433473586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=4012840941433473586' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4012840941433473586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4012840941433473586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/07/sullorlo-del-baratro.html' title='Sull&apos;orlo del baratro'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-3163633888695813633</id><published>2011-07-14T19:39:00.001+02:00</published><updated>2011-07-14T19:43:05.479+02:00</updated><title type='text'>il ueb</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Renzo Bossi è un caso umano e andrebbe trattato come tale. Se fosse nato negli anni 70 probabilmente sarebbe stato dapprima avviato alle scuole differenziali. Poi i professori avrebbero consigliato ai genitori un buon istituto professionale, dove avrebbe potuto imparare un mestiere. Per questo non riesco a ridere guardando il video che&amp;nbsp;ieri ha spopolato in rete, con lui che spiega il web 2.0. Certo se penso al mutuo da pagare e che il suo stipendio è cinque volte il mio, un po’ mi girano i coglioni. Ma poi penso anche che essere Renzo Bossi non deve essere facile. E che in fondo non è totalmente colpa sua: più di 13 mila bresciani l’hanno eletto consigliere regionale.&amp;nbsp;Sono loro i mandanti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-3163633888695813633?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/3163633888695813633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=3163633888695813633' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3163633888695813633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3163633888695813633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/07/il-ueb.html' title='il ueb'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-5812907210718642660</id><published>2011-07-12T17:12:00.000+02:00</published><updated>2011-07-12T17:12:28.617+02:00</updated><title type='text'>Colpo di sole</title><content type='html'>Oddio, il caldo gioca brutti scherzi: sono d'accordo con Capezzone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POL:BIOTESTAMENTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2011-07-12 16:52&lt;br /&gt;BIOTESTAMENTO: CAPEZZONE, SE FOSSI IN PARLAMENTO NON VOTEREI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA) - ROMA, 12 LUG - "Desidero manifestare un'opinione strettamente personale e di coscienza, che ovviamente esprimo a titolo individuale e non in veste di portavoce del Pdl". Lo premette Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, spiegando, in una nota che "in questa legislatura non sono in Parlamento ma, se lo fossi, non voterei a favore della proposta di legge in materia di biotestamento, per ragioni che ho più volte chiarito". Il testo, osserva, "resta insoddisfacente almeno per tre fondamentali ragioni. Primo: ma davvero serve una legge? Secondo: la sottosegretaria Roccella, in teoria, ha ragione quando ammonisce contro i rischi di una 'giurisprudenzializzazione' della vicenda: ma forse sottovaluta il fatto che, se fosse approvata la legge in esame, i margini di contesa giudiziaria aumenterebbero ulteriormente, a partire da inevitabili dispute dinanzi alla Corte costituzionale, accompagnate da una prevedibile e belluina rissa politica. Terzo. Resta la questione di fondo. Una volta che si chiama in causa la volontà individuale, perché questa non deve più valere rispetto all'idratazione e alla nutrizione artificiale? Se è un testamento, va rispettata la volontà di chi lo firma. Altrimenti, che testamento è?". "Il mio auspicio personale - conclude - è che ci sia spazio per un supplemento di riflessione da parte di tutti, anche nei successivi passaggi parlamentari". (ANSA). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Y87-NAN/ S04 QBKN&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-5812907210718642660?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/5812907210718642660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=5812907210718642660' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5812907210718642660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5812907210718642660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/07/colpo-di-sole.html' title='Colpo di sole'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-4170151649273617352</id><published>2011-07-11T16:58:00.000+02:00</published><updated>2011-07-11T16:58:38.231+02:00</updated><title type='text'>Notizie</title><content type='html'>Per fortuna in tv hanno detto che fa caldo. Così stamattina mi sono tolto la sciarpa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-4170151649273617352?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/4170151649273617352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=4170151649273617352' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4170151649273617352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4170151649273617352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/07/notizie.html' title='Notizie'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-2830012894982065014</id><published>2011-07-06T19:58:00.001+02:00</published><updated>2011-07-06T20:02:22.657+02:00</updated><title type='text'>Libere elezioni</title><content type='html'>All'inizio dell'anno scolastico la maestra Laura indiceva libere elezioni per la nomina del capoclasse. Il capoclasse&amp;nbsp;doveva assolvere sostanzialmente a due mansioni: la prima, urlare classe at-tenti qualora fossero entrati in aula&amp;nbsp;un'altra maestra, il dirigente scolastico, che all'epoca veniva chiamato in altro modo, il prete, o un&amp;nbsp;genitore, le&amp;nbsp;uniche persone&amp;nbsp;accreditate ad avvicinarsi senza essere bloccate da quel buon uomo&amp;nbsp;di Faustino, il bidello; la seconda,&amp;nbsp;scrivere alla lavagna i&amp;nbsp;nomi dei buoni e dei cattivi&amp;nbsp;se lei si&amp;nbsp;fosse assentata&amp;nbsp;un attimo.&amp;nbsp;Le candidature erano libere, bastava proporsi alla carica, dopodichè si votava per alzata di mano.&amp;nbsp;La classe aveva anche&amp;nbsp;la possibilità di sfiduciare il nominato&amp;nbsp;se lo stesso&amp;nbsp;non si fosse dimostrato all'altezza, per esempio abusando del proprio potere per piccole vendette o per&amp;nbsp;un tornaconto personale.&amp;nbsp;Ma in 5 anni di elementari penso sia successo solo un paio di&amp;nbsp;volte. Credo, anzi ne sono quasi certo,&amp;nbsp;che la maestra Laura fosse missina, ma in quel Bronx che era il mio paese ci ha insegnato la democrazia e il rispetto delle regole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-2830012894982065014?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/2830012894982065014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=2830012894982065014' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2830012894982065014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2830012894982065014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/07/libere-elezioni.html' title='Libere elezioni'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-3026199881897682998</id><published>2011-07-05T21:46:00.001+02:00</published><updated>2011-07-06T18:47:10.917+02:00</updated><title type='text'>Evoluzione</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-zTey60vWKCY/ThNpcfPnkUI/AAAAAAAAAGY/6hT6gMXjFlo/s1600/corvo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" i$="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-zTey60vWKCY/ThNpcfPnkUI/AAAAAAAAAGY/6hT6gMXjFlo/s200/corvo.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-P9Ij3ikzxKE/ThNpkduFp5I/AAAAAAAAAGc/H9etkAZJ6ug/s1600/alfano.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="138" i$="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-P9Ij3ikzxKE/ThNpkduFp5I/AAAAAAAAAGc/H9etkAZJ6ug/s200/alfano.bmp" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-3026199881897682998?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/3026199881897682998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=3026199881897682998' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3026199881897682998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3026199881897682998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/07/evoluzioni.html' title='Evoluzione'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-zTey60vWKCY/ThNpcfPnkUI/AAAAAAAAAGY/6hT6gMXjFlo/s72-c/corvo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-3341558651969221039</id><published>2011-07-04T17:46:00.002+02:00</published><updated>2011-07-04T17:46:59.733+02:00</updated><title type='text'>Scusa un cazzo</title><content type='html'>Ma le scuse per i disagi vengono resettate alla fine di ogni giornata o Trenitalia ha un bonus a esaurimento finito il quale un utente ha il diritto non dico di incazzarsi, che tanto non serve, ma di pretendere almeno la sospensione di queste contrizioni false e ipocrite e magari anche delle ormai surreali giustificazioni. Annuncio ritardo: il treno proveniente da e diretto a arriverà con 30 minuti di ritardo: non abbiamo parole, portate pazienza. Più onesti, no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-3341558651969221039?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/3341558651969221039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=3341558651969221039' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3341558651969221039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3341558651969221039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/07/scusa-un-cazzo.html' title='Scusa un cazzo'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6182164035513424183</id><published>2011-06-28T11:59:00.000+02:00</published><updated>2011-06-28T11:59:00.164+02:00</updated><title type='text'>Il treno e la Vergine</title><content type='html'>Certo che il treno speciale per Lourdes in ritardo di un'ora è una vera beffa (tabellone visto con i miei occhi alla stazione di Verona).&amp;nbsp;Nemmeno la&amp;nbsp;Madonna&amp;nbsp;può nulla contro le FS.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6182164035513424183?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6182164035513424183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6182164035513424183' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6182164035513424183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6182164035513424183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/06/il-treno-e-la-vergine.html' title='Il treno e la Vergine'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-5025152184251828204</id><published>2011-06-17T16:36:00.003+02:00</published><updated>2011-07-06T18:50:23.737+02:00</updated><title type='text'>Costruita intorno a te</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Era da molto tempo che non vivevo la città come nelle ultime settimane. Complice il trasloco di casa che mi ha costretto a continui trasferimenti, anche a piedi, tra il vecchio e il nuovo appartamento, attraverso le vie del centro storico e la loro variopinta multietnicità. Riflettevo su due aspetti. In una settimana, in una delle&amp;nbsp;strade principali, un tempo il salotto buono di Brescia, oggi declassata a tinello, hanno aperto due nuove banche, che vanno ad aggiungersi alle non so quante presenti nel comune. Segno evidente di ricchezza, almeno&amp;nbsp;così mi&amp;nbsp;hanno sempre detto. A distanza di 500 metri, forse nemmeno, c’è una delle postazioni del camper emergenza, che da anni distribuisce il pasto a chi non ha da mangiare. Un tempo, ricordo, lì intorno si vedeva solo qualche tossico, alcuni stranieri spauriti appena arrivati e i chochard storici. Adesso il numero delle persone è aumentato. E a &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;ritirare il sacchetto si mettono in fila anche molti bresciani. Lo leggevo sul giornale locale. Una testimonianza a corredo di un’inchiesta sulla cassaintegrazione che, scriveva il quotidiano, ha colpito anche gli studi legali e notarili. Il racconto di un uomo di 50 anni, dipendente di un’azienda terziaria che un anno fa è stata costretta a chiudere per mancanza di commesse. Questo signore non se l’è ancora sentita di dire ai 3 figli&amp;nbsp;che ha&amp;nbsp;perso il lavoro. Così ogni mattina esce alla stessa ora di sempre e va alla ricerca di un impiego. Poi aspetta il camper emergenza, prende il pasto e si piazza all’esterno di un supermercato un po’ defilato in attesa che qualche massaia svuoti e abbandoni una busta. Quindi vi trasferisce il contenuto della carità, in modo da poter nascondere ai figli, quando rientra, la sua vergogna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-5025152184251828204?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/5025152184251828204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=5025152184251828204' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5025152184251828204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5025152184251828204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/06/costruita-intorno-te.html' title='Costruita intorno a te'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-9173898966194284438</id><published>2011-06-17T12:57:00.001+02:00</published><updated>2011-06-17T12:58:10.367+02:00</updated><title type='text'>Sua altezza</title><content type='html'>COMMENTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal Manifesto del 16/06/2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Paternò&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro precario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-B0jeyesmyIc/TfsyluZKayI/AAAAAAAAAGU/GQMDnf2OXq8/s1600/brunetta.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="255px" i$="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-B0jeyesmyIc/TfsyluZKayI/AAAAAAAAAGU/GQMDnf2OXq8/s320/brunetta.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;Ce l'eravamo perso per strada Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, tanto che pensavamo di ricorrere alla famosa trasmissione cerca persone di Rai 3. Sempre nella polvere e mai sugli altari al contrario di Napoleone, Brunetta era mediaticamente scomparso dopo avere insultato impiegati e poliziotti, donne lavoratrici e magistrati, sinistra «di merda» at large. Ma è bastato che Michele Santoro lo invitasse nella sua ultima puntata (da vero servizio pubblico Annozero, altro che chiacchiere) e il ministro ha ripreso fiato. Tanto che qualche giorno dopo in un convegno dal titolo sbagliatissimo, «Giornata dell'innovazione», Brunetta ha rispolverato la sua cultura volgarmente stantia, definendo un gruppo di precari «l'Italia peggiore». A seguire, canovaccio noto: polemiche, lui che ci salta sopra e rivendica, altrimenti chi ne parlerebbe?&lt;/div&gt;Su Internet, il ministro e le sue gesta ovviamente impazzano. Ma a coloro che usano «la rete come un manganello» (parole sue) andrebbe ricordato che anche Brunetta è oggi un precario. Un precario di quella vera «Italia peggiore» che i risultati elettorali delle amministrative e il voto referendario stanno provando a spazzare via. Se c'è un ministro barcollante e senza futuro, è lui: stressato da Giulio Tremonti che continua a non dargli un euro per le sue effimere riforme, e dalla Lega che lo ignora in quanto pasdaran berlusconiano. Insomma, un po' di pietà. &lt;br /&gt;Nel 2008, all'inizio del suo mandato, è più precario che temerario il suo attacco contro i lavoratori del pubblico impiego, chiamati «i fannulloni». Riesce a imporre il contratto separato, ma l'Avis, per dirne una, gli fa sapere che d'ora in poi la donazione di sangue verrà equiparata all'assenteismo, peggio di Dracula. Agisce sempre lontano dal vaso quando definisce «panzoni» i poliziotti (se non altro perché nemmeno lui esibisce le physique di un Fassino) e quando strilla che le donne dei ministeri vanno a fare la spesa in orario di lavoro, facendo sgranare ulteriormente gli occhi alla collega di governo Mara Carfagna. Sui temi più cari al suo padrone, quelli della giustizia, un giorno sostiene che va sciolta l'antimafia, perché tanto (par di capire) se c'è, non esiste. E un altro giorno chiama «mostro» il Consiglio supremo della magistratura, aggiungendo che i magistrati «forse si sono un po' montati la testa». Quel «forse» gli fa però vincere la palma del più moderato della compagine governativa in fatto di giudici e giustizia, il che può anche essere considerata l'eccezione che conferma la regola. &lt;br /&gt;Ma più precario di Brunetta in questo paese c'è l'aiuto pubblico alla cultura, e infatti il ministro coglie l'occasione per mettere in piedi una guerra tra poveracci e se la prende con il cinema e con quel «culturame» (fine vocabolario fascistizzante). Se poi qualcuno di sinistra alza il dito per difendere cinema e teatro, per Brunetta ecco la «sinistra del male». O «di merda» per la precisione. Cui augura senza tema che «vada a morire ammazzata». Nell'occasione, sproloquia anche di «colpo di stato» e non si pente mai di quel che dice. &lt;br /&gt;Eppure, il ministro è un precario anche lui. Pensate che, se si dimettesse come ha tante volte minacciato in polemica con Tremonti senza farlo, non lo vorrebbero nemmeno a Venezia, sua città natale, dove nel 2000 e nel 2010 è stato sconfitto per due volte a candidato sindaco.&lt;br /&gt;Solo una volta era nel giusto, quando Massimo D'Alema lo chiamò «energumeno tascabile» e lui rispose: «Volgarità razziste». Ma è noto che da anni D'Alema sbaglia sempre, anche quando ha ragione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-9173898966194284438?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/9173898966194284438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=9173898966194284438' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/9173898966194284438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/9173898966194284438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/06/sua-altezza.html' title='Sua altezza'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-B0jeyesmyIc/TfsyluZKayI/AAAAAAAAAGU/GQMDnf2OXq8/s72-c/brunetta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-603725066281618547</id><published>2011-06-09T16:44:00.000+02:00</published><updated>2011-06-09T16:44:54.163+02:00</updated><title type='text'>L'euforia del culo</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Ha vinto Pisapia. Sono stato impegnato nel trasloco di casa e non ho avuto tempo di guardare la tv né di leggere i giornali. Non che sia stato male, anzi, ma mi sarebbe piaciuto vedere alcune facce livide e soprattutto sentire i loro commenti. Sono comunque sicuro, pur non avendole lette, di condividere e di sottoscrivere le analisi che avranno sicuramente fatto, per esempio Ezio Mauro o Eugenio Scalfari, o altri colleghi di Repubblica, del Manifesto, del Corriere, della Stampa. Personalmente non ho contributi da dare, almeno non credo. Potrei dire, prendendo a prestito una battuta pubblicata da Spinoza, che non ero così felice dai tempi dell’invasione della Cecoslovacchia. Ma sarebbe troppo radical chic e soprattutto non sarebbe vero. Il sentimento, quello profondo, che interpreta appieno il mio stato d’animo nel vedere Milano girare le spalle a Berlusconi, con quello che ciò significa anche simbolicamente, può essere riassunto in un’espressione un po’ grossier delle mie parti, di cui mi scuso ma non mi pento: mi ride anche il buco del culo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-603725066281618547?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/603725066281618547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=603725066281618547' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/603725066281618547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/603725066281618547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/06/leuforia-del-culo.html' title='L&apos;euforia del culo'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-51993288538884709</id><published>2011-05-13T22:55:00.003+02:00</published><updated>2011-05-14T14:50:27.651+02:00</updated><title type='text'>Brutti, sporchi e cattivi</title><content type='html'>E così oltre ad essere&amp;nbsp;brutte, soprattutto le donne, le persone di sinistra&amp;nbsp;puzzano. &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/05/11/news/ceccarelli_ossessione_sporcizia-16069061/"&gt;Si lavano poco,&amp;nbsp;dice Silvio B.&lt;/a&gt;, la cui ossessione per la pulizia e i cattivi odori&amp;nbsp;è cosa nota. Ai tempi di Forza Italia arrivò addirittura a regalare a tutti i deputati uno spray anti fiatella: "per gli incontri ravvicinati con il presidente e con i tuoi elettori", era scritto nella lettera che accompagnava il cadeau. Se si parte dall'assunto brutti e sporchi, si arriva, quasi per conseguenza logica, anche a cattivi. E così è naturale che &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/05/12/news/se_questa_una_moderata-16117294/?ref=HRER1-1"&gt;donna Letizia&amp;nbsp;Moratti, nata Brichetto&lt;/a&gt;, accusi il proprio avversario alle amministrative di collusione con i terroristi, riesumando &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/speciali/2011/elezioni-amministrative/notizie/pisapia-carte-luigi-ferrarella_1b0a07ca-7c5a-11e0-85d3-733f3ac8a121.shtml"&gt;una vecchia storia da cui l'avvocato Giuliano Pisapia venne assolto in vari gradi di giudizio&lt;/a&gt;, dopo essersi fatto 4 mesi di carcere da innocente. Ma buttare lì bastardamente la diffamazione, 20 secondi prima della chiusura di un faccia a faccia televisivo, è in linea con il dettato padronale di&amp;nbsp;fare politica, fatto di dossier bugiardi e infamanti, il più delle volte dati in pasto a giornalisti al soldo e senza scrupoli. Una politica contundente, che punta ad annientare personalmente l'avversario o il dissidente interno, non importa quello che dice, i contenuti: l'ordine è di spostare l'attenzione, di sparigliare. Poi hai voglia di provare che non c'è nulla di vero, far vedere le sentenze:&amp;nbsp;gli italiani non leggono i giornali e nel tam tam virale rimane, nel caso specifico,&amp;nbsp;che Pisapia è stato in prigione e che era amico di terroristi di Prima Linea: vuoi che uno così possa fare&amp;nbsp;il sindaco di Milano, anche se oggi è un signore che probabilmente se dovesse catturare una mosca in casa aprirebbe la finestra ridandole la libertà? Certo è difficile contrapporre l'etica, le idee, i progetti, una visione di città, di vivere civile,&amp;nbsp;se&amp;nbsp;l'unico programma che dimostra di essere vincente, almeno finora,&amp;nbsp;è quello riassunto nel video sotto. Quando andò in onda, parecchi anni fa, sembrava una forzatura, un paradosso. Nessuno&amp;nbsp;avrebbe immaginato che&amp;nbsp;invece era la sintesi perfetta della realtà che stiamo vivendo. Eppure non bisogna mollare. Partendo da Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=u-NRmT0R5eg"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=u-NRmT0R5eg&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-51993288538884709?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/51993288538884709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=51993288538884709' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/51993288538884709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/51993288538884709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/05/brutti-sporchi-e-cattivi.html' title='Brutti, sporchi e cattivi'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-5562722082314905533</id><published>2011-05-11T12:33:00.001+02:00</published><updated>2011-05-14T14:51:04.514+02:00</updated><title type='text'>L'Italia noir di Massimo Carlotto</title><content type='html'>Arriva oggi&amp;nbsp;in libreria "Alla fine di un giorno noioso", il nuovo romanzo dello scrittore. Torna il personaggio di Giorgio Pellegrini, già conosciuto dieci anni fa in "Arrivederci amore, ciao". Il malaffare, la corruzione, la criminalità organizzata che si infiltra nel tessuto industriale del Veneto. "Tutte piaghe legali nel sistema produttivo. Per questo la magistratura fatica a metterci un argine" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-K5Lwvqgu-VY/Tcpl2o9mwHI/AAAAAAAAAGQ/qvpjDfmU8v0/s1600/new.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="312px" j8="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-K5Lwvqgu-VY/Tcpl2o9mwHI/AAAAAAAAAGQ/qvpjDfmU8v0/s320/new.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/05/09/news/massimo_carlotto-15991267/?ref=HREC2-11"&gt;http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/05/09/news/massimo_carlotto-15991267/?ref=HREC2-11&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-5562722082314905533?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/5562722082314905533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=5562722082314905533' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5562722082314905533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5562722082314905533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/05/litalia-noir-di-massimo-carlotto.html' title='L&apos;Italia noir di Massimo Carlotto'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-K5Lwvqgu-VY/Tcpl2o9mwHI/AAAAAAAAAGQ/qvpjDfmU8v0/s72-c/new.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6449219963636745844</id><published>2011-05-10T14:39:00.004+02:00</published><updated>2011-06-17T09:19:22.301+02:00</updated><title type='text'>Herald, uno di noi</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Personalmente trovo fuori luogo, anche se li comprendo, i battimani durante i funerali. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Applaudire Herald Espenhahn, ad della ThyssenKrupp, condannato a sedici anni e mezzo per il rogo nello stabilimento torinese in cui 3 anni fa morirono 7 operai, mi sembra&amp;nbsp;invece abominevole. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-W_v_XQ3N4dc/Tcpc8FlI7TI/AAAAAAAAAGM/5POG1iKs9uM/s1600/marcegaglia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" j8="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-W_v_XQ3N4dc/Tcpc8FlI7TI/AAAAAAAAAGM/5POG1iKs9uM/s1600/marcegaglia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;E siccome a farlo non è un gruppo di ultras ma l’assemblea di Confindustria - a Bergamo, nel fine settimana - lo leggo come una precisa presa di posizione, che la stessa presidente Marcegaglia ha del resto ammesso, nemmeno tanto velatamente, commentando la sentenza: “un unicum che non ha precedenti in Europa”, un atteggiamento che, “se dovesse prevalere, allontanerebbe gli investimenti esteri e metterebbe a repentaglio la sopravvivenza del nostro sistema industriale”. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Per questo ha ragione Giorgio Cremaschi, leader della Fiom, quando dice che “gli applausi dell'assemblea degli industriali di Confindustria ad un imprenditore condannato per strage sono un inqualificabile atto di vergogna morale. Con chi applaude gli omicidi condannati non c'è nulla da discutere, nulla da dialogare”. Manifestazioni di giubilo che hanno dato fastidio persino a uno come &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/05/09/thyssen-rivolta-dei-parenti-vergogna-quegli-applausi.html"&gt;Calderoli&lt;/a&gt;. “Ho trovato davvero fuori luogo l'applauso al dirigente della Thyssen – ha detto il ministro - visto che la sicurezza sul lavoro è un problema che interessa tutti i lavoratori e i cittadini, Sono i morti che vanno ricordati, non chi ha violato le norme e fatto morire gli operai. Quell'applauso, invece, ha insultato i morti”. Silenzio invece da parte del Pd, che non ha commentato i fatti di Bergamo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6449219963636745844?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6449219963636745844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6449219963636745844' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6449219963636745844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6449219963636745844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/05/herald-uno-di-noi.html' title='Herald, uno di noi'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-W_v_XQ3N4dc/Tcpc8FlI7TI/AAAAAAAAAGM/5POG1iKs9uM/s72-c/marcegaglia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-3902424130207167145</id><published>2011-05-05T11:53:00.002+02:00</published><updated>2011-05-09T12:21:55.062+02:00</updated><title type='text'>Polizze e vaselina</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Vado in lavanderia a riprendermi della roba che avevo portato una settimana prima, o forse due, non sono così assiduo: solitamente la giornata dedicata per la consegna e il ritiro è il sabato mattina. Ho scoperto ieri che quel sabato di ritiro era il 19 di giugno di un anno fa. Data importante, da tenere a mente, perché è qui la chiave del giallo. Anyway. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;La commessa mi informa che purtroppo c’è stato un guasto durante il lavaggio e alcuni indumenti hanno subito dei danni. Tra questi anche una sciarpa di lana della mia signora, acquistata in Giappone, regalo di una sua allieva, quindi con implicazioni affettive oltre che economiche. Lavorando può capitare, è la mia risposta molto british alla ragazza, che a sua volta mi rassicura che è già stata aperta una pratica e la loro assicurazione provvederà a risarcire i danneggiati. Nel frattempo mi da il numero di cellulare del perito incaricato dalla compagnia a cui chiedere informazioni. In quel periodo la vicenda della sciarpa non è tra le mie priorità e me ne dimentico. Me la ricorda la mia signora poco prima di Natale, al che chiamo il perito. Sto chiudendo la vertenza in questi giorni: è stato più difficoltoso del previsto perché i danneggiati erano parecchi, mi dice, anticipandomi che verrò contattato a breve dall’assicurazione per il risarcimento. Se così non fosse, mi richiami. Cosa che faccio l’altro giorno, a cinque mesi di distanza. Il perito si stupisce, perché pensava che il caso fosse ormai archiviato e mi da il numero di telefono dell’ufficio sinistri dell’assicurazione per avere direttamente lumi. Ieri&amp;nbsp;telefono e parlo con il liquidatore. Scopro così che secondo l’assicurazione non ho alcun diritto perché&amp;nbsp;l’incidente denunciato dalla lavanderia &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;sarebbe avvenuto il 10 di giugno e il mio scontrino è invece datato 19 giugno, quindi successivo all’evento. A parte che non ricordo le date, non metto in dubbio che il mio scontrino sia datato 19, ma è relativo al giorno del ritiro, come usa fare la lavanderia quando ti riconsegna la merce. Le mie argomentazioni non fanno però breccia nel rigido regolamento assicurativo, fatto di clausole, di distinguo e di vaselina. Sabato proverò ad andare in lavanderia. Quantomeno a recuperare la sciarpa rovinata. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-3902424130207167145?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/3902424130207167145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=3902424130207167145' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3902424130207167145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3902424130207167145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/05/polizze-e-vaselina.html' title='Polizze e vaselina'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-8109354109602540891</id><published>2011-04-29T15:07:00.005+02:00</published><updated>2011-05-09T12:20:42.677+02:00</updated><title type='text'>Dai Giovanardi, interroga ancora</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Arial','sans-serif';"&gt;Il senatore Cardiello se la prende con il commissario Montalbano (vedi post precedente) reo, a suo dire, di aver insultato i militari che difesero Genova durante il G8 del 2001, il sottosegretario &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/04/23/news/giovanardi_contro_l_ikea_per_la_pubblicit_gay_friendly-15309874/index.html?ref=search"&gt;Giovanardi con l’Ikea&lt;/a&gt;&amp;nbsp;per&amp;nbsp;una libera interpretazione di famiglia in un manifesto pubblicitario.&amp;nbsp;Un suggerimento, magari allo stesso Giovanardi, uno dei più grandi comici&amp;nbsp;approdati in Parlamento. Visto&amp;nbsp;che siamo ormai alle sbrago totale,&amp;nbsp;si è reso conto che anche la saga dei paperi potrebbe essere portatrice di messaggi sbagliati, se non addirittura aberranti, sulla famiglia tradizionale? Prendiamo per esempio Qui Quo Qua, tre gemelli dei quali non si conoscono né il padre né la madre, che vivono con uno zio nullafacente, Paolino Paperino, il quale a sua volta non solo non si decide a sposare la sua eterna fidanzata, Paperina, rendendola finalmente una papera onesta, ma lascia addirittura che aleggi (o Disney per lui) un’ombra incestuosa sulla sua casa. Infatti, se è comprensibile che Qui Quo Qua chiamino zia anche Paperina - è la fidanzata dello zio e ci sta che ragazzi moderni non stiano a sottilizzare – un dubbio inquietante sorge quando tutti quanti - nipoti, zii diretti ed acquisiti - chiamano nonna Nonna Papera.&amp;nbsp;Un’interrogazione parlamentare sulla Disney ci starebbe bene, o no?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-8109354109602540891?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/8109354109602540891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=8109354109602540891' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8109354109602540891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8109354109602540891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/04/salviamo-la-famiglia.html' title='Dai Giovanardi, interroga ancora'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-8201485257993470753</id><published>2011-04-28T16:08:00.000+02:00</published><updated>2011-04-28T16:08:12.603+02:00</updated><title type='text'>Responsabilmente imbecille</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 12pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US; mso-fareast-theme-font: minor-latin;"&gt;Io &lt;a href="http://www.kataweb.it/tvzap/2011/04/27/invettiva-di-montalbano-il-senatore-si-ribella-175965/?ref=HRESS-5"&gt;alcune notizie&lt;/a&gt; non le pubblicherei punto: per rispetto verso il lettore, perché sono oltre ogni immaginabile, non fanno ridere e non mettono nemmeno in ridicolo il loro autore: sarebbe come ridere di una disgrazia. Altrimenti bisognerebbe avere il coraggio di scrivere: il senatore tal dei tali è un imbecille e sta rubando lo stipendio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 12pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US; mso-fareast-theme-font: minor-latin;"&gt;&lt;a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/politica/2011/27-aprile-2011/i-responsabili-contro-moltabano-no-global-offende-poliziotti-g8-190523109425.shtml"&gt;http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/politica/2011/27-aprile-2011/i-responsabili-contro-moltabano-no-global-offende-poliziotti-g8-190523109425.shtml&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-8201485257993470753?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/8201485257993470753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=8201485257993470753' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8201485257993470753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8201485257993470753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/04/responsabilmente-imbecille.html' title='Responsabilmente imbecille'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-4858746552795047218</id><published>2011-04-28T10:43:00.001+02:00</published><updated>2011-04-28T10:44:15.134+02:00</updated><title type='text'>Lavoratori</title><content type='html'>L’ho letto questa mattina su una free press a firma Paola Rizzi e sono assolutamente d’accordo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Possibile che la salvezza del paese dipenda tutta dalle ore lavorate il 1° maggio, che tra l’altro, almeno finché resta così l’articolo 1 della Costituzione, festeggia il fondamento della Repubblica italiana, il lavoro? Ostinarsi a smantellare una delle poche feste laiche e unificanti del calendario – lavoriamo o vorremmo lavorare tutti – è un po’ come mettere in discussione il Natale per i credenti, che in fondo, non me ne vogliano, celebra un fenomeno paranormale. Non le condizioni concrete di miliardi di persone. &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-4858746552795047218?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/4858746552795047218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=4858746552795047218' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4858746552795047218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4858746552795047218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/04/lavoratori.html' title='Lavoratori'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6465034388454410009</id><published>2011-04-19T11:34:00.001+02:00</published><updated>2011-04-19T11:34:47.140+02:00</updated><title type='text'>Fermatelo</title><content type='html'>Invito a leggere quanto scrive il prof.Rodotà. Di seguito alcuni stralci, in fondo il link all’articolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo di fronte ad una aggressione continua, manifestazione pericolosa di una ossessione quotidiana di un presidente del Consiglio che, privo da sempre del senso delle istituzioni, affida la propria sopravvivenza alla riduzione d'ogni istituzione ad un cumulo di macerie. La sua furia si nutre di insinuazioni, minacce, aggiunge all'attacco alla magistratura, abituale oggetto polemico, un nuovo affondo contro la scuola pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni la Repubblica italiana sta prendendo congedo dall'Europa e dalla sua stessa Costituzione. Sta così tagliando le proprie radici. Non siamo solo di fronte ad una crisi istituzionale e politica, pur profondissima. Sprofondiamo in un tunnel oscuro, diviene sempre più evidente una "tirannia della maggioranza" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha scritto un filosofo liberale, Ronald Dworkin, che "l'istituzione dei diritti è cruciale perché rappresenta la promessa della maggioranza alla minoranza che la sua dignità ed eguaglianza saranno rispettate. Quando le divisioni tra i gruppi sono molto violente, allora questa promessa, se si vuole far rispettare il diritto, dev'esser ancor più sincera". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riforma della giustizia (…) Il punto chiave della riforma è rappresentato dal fatto che materie oggi affidate ad una diretta garanzia costituzionale vengono trasferite alla legislazione ordinaria. Due esempi. Nell'attuale articolo 112 della Costituzione si stabilisce che: "Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale". La riforma proposta dal Governo aggiunge le parole "secondo i criteri stabiliti dalla legge": sarà dunque la maggioranza del momento a stabilire in quali casi il pubblico ministero può indagare. Nell'attuale articolo 109 si stabilisce che "l'autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria". La riforma proposta dal Governo prevede che "il giudice e il pubblico ministero dispongono della polizia giudiziaria secondo le modalità stabilite dalla legge": sarà dunque la maggioranza del momento a determinare le informazioni di cui i magistrati potranno disporre. Il mutamento è radicale, la decostituzionalizzazione è compiuta. Ciò che la Costituzione aveva voluto sottrarre alla possibile prepotenza delle maggioranze, per garantire l'autonomia della magistratura, dovrebbe essere assoggettato proprio a questa ipoteca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(…) la fase (…) della decostituzionalizzazione, è inquietante, ma pure pericolosa. Il pericolo nasce dal fatto che siamo di fronte a proposte che potrebbero dividere il fronte delle opposizioni. Quando comparve la proposta di riforma costituzionale della giustizia, subito si materializzò il singolare partito dei "sedersialtavolisti". Ma chi mai accetterebbe di sedersi ad un tavolo da gioco insieme ad un baro, al tavolo di un ristorante dove il cuoco è un noto avvelenatore travestito da chef creativo? Mi auguro che la lezione del processo breve alla Camera sia servita a dissuadere gli aperturisti ad ogni costo, convincendo tutti della necessità di mantenere saldo un fronte comune. Allo stesso spirito l'opposizione dovrebbe ispirarsi in tutti gli altri casi, compreso quello del testamento biologico dove qualche cattolico potrebbe essere sedotto dall'ingannevole richiamo a valori non negoziabili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riprodurre in tutte le prossime occasioni parlamentari i comportamenti tenuti in occasione del processo breve, sfruttare ogni spazio parlamentare per far discutere le proposte dell'opposizione. Può reggere la maggioranza ad una mobilitazione permanente che coinvolga l'intero Governo? Non chiudersi in Parlamento, troppe cose avvengono nel paese. Costruire, quindi, una solida sponda politica per il crescente numero di cittadini che non si limitano a manifestare nelle piazze reale e virtuali ma, così facendo, costruiscono una concreta agenda politica. Ma, soprattutto, per le opposizioni scocca l'ora obbligata dell'unione, la sola a poter ricostruire le condizioni per una vera dialettica democratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse solo la saggia parola alle Camere del Presidente della Repubblica può ricordare a tutti che la politica deve essere sempre "costituzionale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/04/18/news/rodot-15074344/"&gt;http://www.repubblica.it/politica/2011/04/18/news/rodot-15074344/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6465034388454410009?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6465034388454410009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6465034388454410009' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6465034388454410009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6465034388454410009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/04/fermatelo.html' title='Fermatelo'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-2606302610714297422</id><published>2011-04-15T18:13:00.000+02:00</published><updated>2011-04-15T18:13:15.303+02:00</updated><title type='text'>Paradossi e paraculi</title><content type='html'>Ognuno è libero di pensarla come crede, ma utilizzare un palese paradosso per distorcere un’analisi storico politica e attaccare personalmente il suo autore gridando al golpe, mi sembra un’operazione meschina. Passi per i megafoni berlusconiani, che ce l’hanno per contratto di rappresentare una realtà parallela sempre e comunque, faccio più fatica a comprendere le ragioni dei distinguo di chi, almeno a parole, dice di stare a sinistra. Comunque, chi volesse farsi un’opinione personale, di seguito trova sia l’articolo incriminato del prof. Asor Rosa, sia il commento al chiasso virale del direttore del manifesto Norma Rangeri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non c'è più tempo &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alberto Asor Rosa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capisco sempre meno quel che accade nel nostro paese. La domanda è: a che punto è la dissoluzione del sistema democratico in Italia? La risposta è decisiva anche per lo svolgimento successivo del discorso. Riformulo più circostanziatamente la domanda: quel che sta accadendo è frutto di una lotta politica «normale», nel rispetto sostanziale delle regole, anche se con qualche effetto perverso, e tale dunque da poter dare luogo, nel momento a ciò delegato, ad un mutamento della maggioranza parlamentare e dunque del governo? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure si tratta di una crisi strutturale del sistema, uno snaturamento radicale delle regole in nome della cosiddetta «sovranità popolare», la fine della separazione dei poteri, la mortificazione di ogni forma di «pubblico» (scuola, giustizia, forze armate, forze dell'ordine, apparati dello stato, ecc.), e in ultima analisi la creazione di un nuovo sistema populistico-autoritario, dal quale non sarà più possibile (o difficilissimo, ai limiti e oltre i confini della guerra civile) uscire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io propendo per la seconda ipotesi (sarei davvero lieto, anche a tutela della mia turbata tranquillità interiore, se qualcuno dei molti autorevoli commentatori abituati da anni a pietiner sur place, mi persuadesse, - ma con seri argomenti - del contrario). Trovo perciò sempre più insensato, e per molti versi disdicevole, che ci si indigni e ci si adiri per i semplici «vaff...» lanciati da un Ministro al Presidente della Camera, quando è evidente che si tratta soltanto delle ovvie e necessarie increspature superficiali, al massimo i segnali premonitori, del mare d'immondizia sottostante, che, invece d'essere aggredito ed eliminato, continua come a Napoli a dilagare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le cose invece stanno come dico io, ne scaturisce di conseguenza una seconda domanda: quand'è che un sistema democratico, preoccupato della propria sopravvivenza, reagisce per mettere fine al gioco che lo distrugge, - o autodistrugge? Di esempi eloquenti in questo senso la storia, purtroppo, ce ne ha accumulati parecchi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi avrebbe avuto qualcosa da dire sul piano storico e politico se Vittorio Emanuele III, nell'autunno del 1922, avesse schierato l'Armata a impedire la marcia su Roma delle milizie fasciste; o se Hinderburg nel gennaio 1933 avesse continuato ostinatamente a negare, come aveva fatto in precedenza, il cancellierato a Adolf Hitler, chiedendo alla Reichswehr di far rispettare la sua decisione? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è sempre un momento nella storia delle democrazie in cui esse collassano più per propria debolezza che per la forza altrui, anche se, ovviamente, la forza altrui serve soprattutto a svelare le debolezze della democrazia e a renderle irrimediabili (la collusione di Vittorio Emanuele, la stanchezza premortuaria di Hinderburg). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le democrazie, se collassano, non collassano sempre per le stesse ragioni e con i medesimi modi. Il tempo, poi, ne inventa sempre di nuove, e l'Italia, come si sa e come si torna oggi a vedere, è fervida incubatrice di tali mortifere esperienze. Oggi in Italia accade di nuovo perché un gruppo affaristico-delinquenziale ha preso il potere (si pensi a cosa ha significato non affrontare il «conflitto di interessi» quando si poteva!) e può contare oggi su di una maggioranza parlamentare corrotta al punto che sarebbe disposta a votare che gli asini volano se il Capo glielo chiedesse. I mezzi del Capo sono in ogni caso di tali dimensioni da allargare ogni giorno l'area della corruzione, al centro come in periferia: l'anormalità della situazione è tale che rebus sic stantibus, i margini del consenso alla lobby affaristico-delinquenziale all'interno delle istituzioni parlamentari, invece di diminuire, come sarebbe lecito aspettarsi, aumentano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stata fatta la prova di arrestare il degrado democratico per la via parlamentare, e si è visto che è fallita (aumentando anche con questa esperienza vertiginosamente i rischi del degrado). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione, dunque, è più complessa e difficile, anche se apparentemente meno tragica: si potrebbe dire che oggi la democrazia in Italia si dissolve per via democratica, il tarlo è dentro, non fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le cose stanno così, la domanda è: cosa si fa in un caso del genere, in cui la democrazia si annulla da sè invece che per una brutale spinta esterna? Di sicuro l'alternativa che si presenta è: o si lascia che le cose vadano per il loro verso onde garantire il rispetto formale delle regole democratiche (per es., l'esistenza di una maggioranza parlamentare tetragona a ogni dubbio e disponibile ad ogni vergogna e ogni malaffare); oppure si preferisce incidere il bubbone, nel rispetto dei valori democratici superiori (ripeto: lo Stato di diritto, la separazione dei poteri, la difesa e la tutela del «pubblico» in tutte le sue forme, la prospettiva, che deve restare sempre presente, dell'alternanza di governo), chiudendo di forza questa fase esattamente allo scopo di aprirne subito dopo un'altra tutta diversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non avrei dubbi: è arrivato in Italia quel momento fatale in cui, se non si arresta il processo e si torna indietro, non resta che correre senza più rimedi né ostacoli verso il precipizio. Come?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dico subito che mi sembrerebbe incongrua una prova di forza dal basso, per la quale non esistono le condizioni, o, ammesso che esistano, porterebbero a esiti catastrofici. Certo, la pressione della parte sana del paese è una fattore indispensabile del processo, ma, come gli ultimi mesi hanno abbondantemente dimostrato, non sufficiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò cui io penso è invece una prova di forza che, con l'autorevolezza e le ragioni inconfutabili che promanano dalla difesa dei capisaldi irrinunciabili del sistema repubblicano, scenda dall'alto, instaura quello che io definirei un normale «stato d'emergenza», si avvale, più che di manifestanti generosi, dei Carabinieri e della Polizia di Stato congela le Camere, sospende tutte le immunità parlamentari, restituisce alla magistratura le sue possibilità e capacità di azione, stabilisce d'autorità nuove regole elettorali, rimuove, risolvendo per sempre il conflitto d'interessi, le cause di affermazione e di sopravvivenza della lobby affaristico-delinquenziale, e avvalendosi anche del prevedibile, anzi prevedibilissimo appoggio europeo, restituisce l'Italia alla sua più profonda vocazione democratica, facendo approdare il paese ad una grande, seria, onesta e, soprattutto, alla pari consultazione elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma: la democrazia si salva, anche forzandone le regole. Le ultime occasioni per evitare che la storia si ripeta stanno rapidamente sfumando. Se non saranno colte, la storia si ripeterà. E se si ripeterà, non ci resterà che dolercene. Ma in questo genere di cose, ci se ne può dolere, solo quando ormai è diventato inutile farlo. Dio non voglia che, quando fra due o tre anni lo sapremo con definitiva certezza (insomma: l'Italia del '24, la Germania del febbraio '33), non ci resti che dolercene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dietro il paradosso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Norma Rangeri&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che tristezza, che indegna campagna si sta scatenando contro il nostro collaboratore Alberto Asor Rosa. Addirittura girano appelli bipartisan, meritevoli di altri destinatari, per questo mai disturbati. Asor Rosa è un intellettuale che esprime liberamente il suo pensiero, talvolta anche in modo paradossale. Non ha truppe cammellate, né un partito alle spalle, ma solo un piccolo giornale contro il quale altre volte sono state scagliate accuse di ospitare il pensiero dei "cattivi maestri", sempre lanciate dalla destra del Pci. E non a caso questo attacco oggi, come ieri, viene portato da un ex stalinista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strumentalizzare una provocazione è gioco facile, specialmente se si possiedono i potenti mezzi della televisione. Parliamo naturalmente del clamore suscitato dall'articolo di Asor Rosa («Non c'è più tempo», manifesto 13 aprile), pubblicato nella prima pagina accanto a un articolo di Valentino Parlato (ancora sull'emergenza berlusconiana) e a uno di Ugo Mattei sul furto di legalità contro i referendum. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo pubblicato la sua opinione, compresa la paradossale conclusione, perché affonda lo sguardo sull'eutanasia della democrazia italiana, riflette sulla torsione autoritaria del regime (parola fino a qualche anno fa ostracizzata ma ormai diventata di uso corrente). Più che sulla boutade finale («chiamiamo i carabinieri, la polizia» e, già che ci siamo «anche la guardia di finanza») con cui si concludeva il suo intervento, sarebbe utile sviluppare la discussione sulla grave compromissione degli spazi di agibilità democratica provocati dal plebiscitarismo di Berlusconi, portato alle estreme conseguenze con la cancellazione dell'architrave delle democrazie moderne: la divisione dei poteri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi crediamo nei movimenti, nella possibilità di sbarazzarci di Berlusconi e del berlusconismo con la loro forza, testimoniata in questi mesi in modo straordinario e ancora in campo in queste elezioni amministrative e nei referendum. Rispetto a uno sbocco positivo, lasciamo i paradossi alla loro funzione e discutiamo come affrontare lo stato di emergenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il parlamento è trasformato in un collegio di difesa allargato del premier, l'assalto all'autonomia della giurisdizione è giunta fino all'approvazione della vergognosa legge sul cosiddetto "processo breve", e l'assommarsi delle prerogative del legislativo e del giudiziario nel potere esecutivo, sotto la spinta inarrestabile del conflitto di interessi, è davanti gli occhi di tutti. A cominciare da quelli del Presidente della Repubblica, come testimoniano le parole forti pronunciate ieri l'altro dal capo dello stato intervenuto sulla situazione politica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' Napolitano a parlare di «ristrette oligarchie dotate di poteri economici e sociali senza contrappesi», è ancora il Presidente della Repubblica ad allarmarsi perché «nulla potrebbe essere più lontano dall'idea di una democrazia di un corpo sociale indistinto in grado di esprimersi solo elettoralmente». E' il Quirinale che ieri ha esplicitato l'intenzione di verificare le conseguenze dell'ultima legge ad personam licenziata dalla Camera, prima ancora che giunga a approvazione definitiva da parte del Senato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se dunque le leggi del libero confronto, che si forma e si esprime nelle elezioni e nelle maggioranze parlamentari, si trasformano in un vuoto simulacro, parlare della dialettica tra opposizione e maggioranza rischia di diventare esercizio retorico. Scontiamo (purtroppo) l'inadeguatezza di un'opposizione che per prima non crede alla possibilità di mettere in campo un'altra politica, e la crisi istituzionale ne è una delle conseguenze. Del resto le forzature sono all'ordine del giorno: nell'aula di Montecitorio, D'Alema ha recitato l'articolo 88 della Costituzione: il Presidente della Repubblica può «sciogliere le camere sentiti i loro presidenti», anche in assenza di una crisi di governo. E se lo dice D'Alema...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-2606302610714297422?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/2606302610714297422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=2606302610714297422' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2606302610714297422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2606302610714297422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/04/paradossi-e-paraculi.html' title='Paradossi e paraculi'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-4016543468243749348</id><published>2011-04-14T12:59:00.005+02:00</published><updated>2011-06-28T11:50:17.620+02:00</updated><title type='text'>Il favoloso mondo di Silvio</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Sabato scorso, zappingando distrattamente mi sono imbattuto in una trasmissione rai condotta da Milly Carlucci, ormai l’unica vera signora della televisione italiana, e mi sono chiesto che fine avesse fatto la sorella Gabriella, anche lei un passato brillante da show girl e presentatrice, almeno fino alla decisione di prendere la strada per Arcore ed entrare a far parte delle donne in servizio permanente effettivo di Lui, come lo chiamano tra loro i suoi deferenti. Gabriella Carlucci è stata una delle prime, e per un periodo ha avuto una certa visibilità, anche se non ricordo nulla di particolarmente rilevante della sua esperienza parlamentare. Poi, come tutte le donne di Silvio, anche lei è passata, ed il suo posto è stato via via preso da altre, più o meno avvenenti. Le agenzie hanno soddisfatto la mia curiosità. L’on. Carlucci è la prima firmataria di un progetto di legge che chiede l’istituzione di una Commissione d’inchiesta per verificare l’imparzialità dei libri di testo scolastici. Secondo i deputati del pdl, soprattutto i libri di storia conterrebbero frasi da vero e proprio indottrinamento, allo scopo di plagiare i giovani e gettare fango su Berlusconi. Seguono lista e autori. Ora, non è la prima volta che la destra solleva l’argomento: nel 2000 ci aveva provato anche Storace, senza peraltro trovare riscontro. Converrebbe quindi non darsi pena, pensando ai problemi del Paese. Non sottovaluterei però tutte queste schermaglie. Nulla è mai per caso, anche le cose apparentemente più stupide e illogiche, hanno un obiettivo: compiacimento, distrazione, distruzione chemioterapica di quello che non corrisponde. Ormai è palese che una classe politica intera, mi spiace ripetermi, vive in un personale Truman Show, scritto e diretto per far divertire il capo, ed ha addirittura finito per credere che la realtà sia quella di cartapesta. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Finché il tutto rimaneva circoscritto in ciò che viene definito conflitto d’interessi, che è enorme e inimmaginabile in qualsiasi democrazia europea, ce ne eravamo quasi fatti una ragione. Tanto per dire la capacità di incassare del popolo. Ora però siamo andati oltre. Sembra di&amp;nbsp;stare in un permanente videogame, dove al centro dello schermo a parare i colpi che arrivano da ogni parte - processo breve, prescrizione breve, lodo alfano 1 e 2, legge contro le intercettazioni, persino leggi che intendono riscrivere la storia ecc. ecc. ecc. - ci sono le persone perbene, indipendentemente che siano di destra o di sinistra. E per cosa poi? Per compiacere, salvare, mettere al sicuro un solo uomo e la sua roba. Che io sia di sinistra si è capito. Ma mi chiedo, a rischio di passare per ingenuo: se alla guida di questo esecutivo ci fosse un liberale, per esempio Giulio Tremonti, a che punto saremmo? Probabilmente ci sarebbero altre persone ad occupare i dicasteri, sicuramente avremmo un parlamento impegnato a rispondere alle priorità dell’Italia e non a quelle di Silvio Berlusconi. A questo punto spero solo che l’incubo finisca presto e che il risveglio sia ancora democratico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-4016543468243749348?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/4016543468243749348/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=4016543468243749348' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4016543468243749348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4016543468243749348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/04/la-storia-scritta-dalla-gabri-dal.html' title='Il favoloso mondo di Silvio'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-4893259085780526317</id><published>2011-04-07T19:06:00.000+02:00</published><updated>2011-04-07T19:06:09.892+02:00</updated><title type='text'>Salvate il soldato Carlo</title><content type='html'>Conta un cazzo, ma se qualcuno non se ne fosse accorto, Giovanardi alla fine non s'è dimesso. E' vero, aveva annunciato che se ne sarebbe andato perchè non gli erano stati dati i fondi per fare al meglio il suo&amp;nbsp;lavoro: un rigurgito d'orgoglio che avrebbe fatto onore a una carriera servile ai limiti della decenza. Ma a distanza di pochi giorni, con la stessa faccia, ha anche detto che l'uso di droga in Italia è diminuito del 20% e questo grazie solo agli spot pubblicità progresso del ministero. Qualcuno faccia qualcosa per quest'uomo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-4893259085780526317?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/4893259085780526317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=4893259085780526317' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4893259085780526317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4893259085780526317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/04/salvate-il-soldato-carlo.html' title='Salvate il soldato Carlo'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-7915398967782206929</id><published>2011-04-01T17:00:00.000+02:00</published><updated>2011-04-01T17:00:38.617+02:00</updated><title type='text'>Sostiene Gramellini</title><content type='html'>Omaggio per chi se li fosse persi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;amp;ID_articolo=974&amp;amp;ID_sezione=56&amp;amp;sezione="&gt;Diversamente&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;amp;ID_articolo=973&amp;amp;ID_sezione=56&amp;amp;sezione="&gt;Silvione l'Africano&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;amp;ID_articolo=972&amp;amp;ID_sezione=56&amp;amp;sezione="&gt;Manca solo lo zio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;amp;ID_articolo=971&amp;amp;ID_sezione=56&amp;amp;sezione="&gt;Il buon tsunami&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-7915398967782206929?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/7915398967782206929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=7915398967782206929' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7915398967782206929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7915398967782206929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/04/sostiene-gramellini.html' title='Sostiene Gramellini'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-5831392232612642053</id><published>2011-03-30T20:27:00.002+02:00</published><updated>2011-03-30T20:27:39.117+02:00</updated><title type='text'>Le Fs non mi hanno riprotetto</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Dopo mesi di regionale nella direzione opposta, questa mattina alle 7.33 prendo un fracciargento per Milano. Viaggio di lavoro, rimborsato dall’azienda, quindi biglietto di prima classe. La voce della stazione, che ha appena finito di dar conto del puntuale ritardo dell’euronight da Pari/Berci (sic) diretto a Venezia ne annuncia l’arrivo in orario, prima classe in centro al treno. Carrozza 2, posto 43, pnr mandato via sms, 23 euro di spesa. Ticketless. Un signore. Purtroppo però questa mattina il 9700 da Venezia per Milano ha solo una carrozza di prima classe, la numero 1. Sorry, dice il capotreno. Sorry un cazzo mi verrebbe da dire, ma davanti a me c’è già chi si indigna per il disservizio e annuncia formali proteste, perché è uno scandalo ecc. ecc, che preferisco lasciar perdere. Percorro un chilometro di corridoi e finalmente trovo un posto libero in seconda classe. Saluto cordialmente senza ricevere risposta. Evidentemente non usa. All’altezza di Treviglio passa &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;una giovane fanciulla a controllare i biglietti. Mi chiede se il posto che occupo è realmente quello prenotato. No, veramente avevo una prenotazione in prima classe, ma oggi c’è solo un carrozza. E non è stato riprotetto? fa lei di rimando. Onestamente no, forse da militare, mi viene da dire, ma so che non sarebbe la risposta esatta. Mi limito a sorridere e a dire, va bene anche qui, grazie. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-5831392232612642053?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/5831392232612642053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=5831392232612642053' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5831392232612642053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5831392232612642053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/03/le-fs-non-mi-hanno-riprotetto.html' title='Le Fs non mi hanno riprotetto'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-1650247521625970234</id><published>2011-03-29T14:53:00.002+02:00</published><updated>2011-04-04T14:49:44.647+02:00</updated><title type='text'>Il buon senso non viaggia in treno</title><content type='html'>Sarebbe troppo facile prendersela con Trenitalia, anche se, probabilmente, si avrebbe una qualche ragione. Voglio però credere che, come spesso accade, non è per forza di cose l’istituzione colpevole dei comportamenti dei singoli dipendenti, a meno di precisi ordini di servizio di cui non sono a conoscenza. In ogni caso, sarebbe auspicabile che nell’applicare il regolamento i controllori si affidassero più spesso al buon senso. La lettera che segue è stata pubblicata oggi da un quotidiano online di Bergamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio direttore, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vorrei condividere con Lei e con i lettori la disavventura capitata a mio figlio Luca, che lunedì mattina ha preso, assieme alla sua classe, il treno Bergamo-Milano delle 7.50, per una gita scolastica.&lt;br /&gt;Arrivato alla stazione di Bergamo, ha regolarmente acquistato e obliterato un biglietto da 50 Km.&lt;br /&gt;Al momento della verifica, però, il controllore lo ha contestato, dato che la distanza tra Bergamo e Milano Centrale è di ben 3,742 Km superiore al suddetto biglietto, secondo i dati ufficiali FS. &lt;br /&gt;Da notare che la tratta Bergamo-Milano Lambrate è di 49,669 Km. &lt;br /&gt;Risultato? Biglietto non valido, multa di 200 €, disagi e ritardi per tutta la classe, gita a Milano rovinata.&lt;br /&gt;Se guardiamo il regolamento, lo zelante controllore ha agito in maniera ineccepibile.&lt;br /&gt;Ha punito, in maniera esemplare, un ragazzo di 16 anni, reo di non aver misurato i 3,742 Km. e di non essere esperto di stazioni e di distanze. Non certo di aver tentato di "fare il furbo" (credo il "risparmio" sia stato nell'ordine di 0,50€).&lt;br /&gt;Ma il regolamento non può arrivare dappertutto. Serve anche il valore umano.&lt;br /&gt;E io, malgrado mi sforzi, in questa vicenda non riesco proprio a trovarlo, anzi: a giudicare da come è stata gestita la situazione, anche e soprattutto a livello (dis-)umano, mi viene in mente l'antico adagio: la legge, coi nemici si applica e con gli amici si interpreta. &lt;br /&gt;E' questo il rapporto che Trenitalia vuole avere con i suoi clienti ?&lt;br /&gt;Infine, una domanda sorge spontanea: dietro questo zelo e questa solerzia al limite della protervia, non si cela forse un buco di capacità gestionale e relazionale e un drammatico bisogno di fare cassa a tutti i costi ?&lt;br /&gt;Siamo tutti avvisati...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Pontremolesi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-1650247521625970234?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/1650247521625970234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=1650247521625970234' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1650247521625970234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1650247521625970234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/03/il-buon-senso-non-viaggia-in-treno.html' title='Il buon senso non viaggia in treno'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-2873072549725716206</id><published>2011-03-25T12:40:00.001+01:00</published><updated>2011-03-25T16:52:11.639+01:00</updated><title type='text'>Figli di NN</title><content type='html'>Piccole notizie in tempo di guerra. L’Italia può mettersi il cuore in pace: non ha nessuna responsabilità per la morte di Carlo Giuliani, caduto durante il G8 di Genova del 2001 per mano di un giovane carabiniere, autore materiale di una morte annunciata e vittima a sua volta di una sceneggiatura scritta altrove. L’assoluzione è stata pronunciata ieri dalla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, alla quale si erano appellati i genitori del ragazzo (&lt;a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/03/24/news/g8_la_corte_di_strasburgo_assolve_l_italia_nessuna_responsabilit_in_morte_giuliani-14031654/"&gt;i particolari nell’articolo di Repubblica)&lt;/a&gt;. La Corte ha dato torto su tutti i punti ai famigliari ma ha riconosciuto loro 40.000 euro: 15 a testa al papà e alla mamma&amp;nbsp;e 10 alla sorella. Non era quello che cercavano. Credo sia inutile ricordare cosa è realmente andato in scena nella città ligure nel luglio di 10 anni fa: sull’argomento c’è ormai ampia letteratura e sarà la storia, tra qualche decennio, a stabilire, forse, la verità. Quello che lascia l’amaro in bocca è che la morte di un ragazzo ad una manifestazione non sia stata degna di un processo e che si sia fatto di tutto, ancora quando era a terra in piazza Alimonda, per screditarne l’immagine: un violento, uno sbandato, un drogato. Ironia della sorte proprio ieri ha preso avvio il processo per&lt;a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_marzo_24/cucchi-via-al-processo-190295838490.shtml"&gt; la morte di Stefano Cucchi&lt;/a&gt;, massacrato di botte e lasciato morire in carcere a Roma nel 2009. Anche lui solo un drogato, come ebbe a dire quell’uomo timorato di Dio del sottosegretario Giovanardi. In questo caso però un processo è stato quantomeno istruito. Ci sono degli imputati, degli avvocati che li difendono, una pubblica accusa e dei giudici che emetteranno una sentenza. Come dovrebbe sempre accadere in un paese civile e democratico, soprattutto quando a dover rispondere di ipotesi di reato sono uomini delle istituzioni. O le istituzioni stesse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-2873072549725716206?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/2873072549725716206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=2873072549725716206' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2873072549725716206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2873072549725716206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/03/figli-di-nn.html' title='Figli di NN'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6669188840898324882</id><published>2011-03-18T15:15:00.002+01:00</published><updated>2011-03-23T15:36:13.419+01:00</updated><title type='text'>W L'ITALIA</title><content type='html'>La storia dirà anche ai quei pochi (spero) che non ne hanno ancora contezza di quanto siamo stati fortunati, in questi anni, ad avere come Presidente della Repubblica un uomo della statura di Giorgio Napolitano. L'equilibrio nelle decisioni, non sempre facili&amp;nbsp;in questo scorcio di settennato al Quirinale, ne hanno fatto un punto di riferimento sicuro e spesso unico&amp;nbsp;nei momenti più bui.&amp;nbsp;Per ora la dimostrazione è venuta dalle tante piazze della Penisola: l'esposizione, per una volta non retorica, del tricolore,&amp;nbsp;ha sottolineato e ha sancito&amp;nbsp;il senso di appartenenza indicato con forza proprio dal Capo dello Stato. Perchè&amp;nbsp;se è vero, come scrive Le Monde, che l'Italia è uno Stato e non&amp;nbsp;ancora una Nazione, o come sottolinea il New York Times, che è solo un patchwork di regioni, la festa spontanea di popolo di ieri ha dimostrato che gli italiani sanno ascoltare chi non ha bisogno di urlare per farsi sentire e possono seguire insegnamenti ed esempi alti, che non prevedono per forza contrapposizioni. Anzi, chi ha voluto distinguersi platealmente, ha sbagliato tempi e spartito, suonando una nota stonata, che ha finito per coprirlo finalmente di ridicolo. L'altro giorno, quando gli amminsitratori locali della lega se ne sono andati per non ascoltare&amp;nbsp;l'Inno di Mameli, ho pensato: che bello se tutti i direttori dei giornali avessero un moto di orgoglio e, al di là dei personali convincimenti,&amp;nbsp;decidessero di non darne notizia. Non rilanciare&amp;nbsp;questa dimostrazione di fierezza troglodita&amp;nbsp;sarebbe equivalso a cancellarla: se non ne parlo non è mai successo.&amp;nbsp;Il broncio da bambini in castigo dei pochi leghisti ieri alla Camera, zittiti addirittura dai colleghi importunati da inutili chiacchiere al momento del doveroso silenzio, ha invece dato ancora più importanza a che tutti i cittadini venissero a conoscenza del loro chiamarsi fuori.&amp;nbsp;Quando andrà a regime la riforma federale, in tanti, purtroppo per noi,&amp;nbsp;si renderanno poi conto sulla propria pelle e nelle proprie tasche del tempo perduto a&amp;nbsp;inseguire un'illusione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6669188840898324882?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6669188840898324882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6669188840898324882' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6669188840898324882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6669188840898324882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/03/w-litalia.html' title='W L&apos;ITALIA'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-1464648803065187743</id><published>2011-03-15T17:09:00.001+01:00</published><updated>2011-03-15T17:11:54.237+01:00</updated><title type='text'>Spartaco</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Quando qualcuno si dimette da un incarico, denunciando pubblicamente che lo fa perché non è messo nelle condizioni di fare al meglio il proprio lavoro, va &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;guardato con rispetto. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Anche se è &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/03/15/news/giovanardi_tagli-13629916/?ref=HRER2-1"&gt;Carlo Giovanardi&lt;/a&gt;, e anche se non si è ancora capito se si è davvero dimesso, si dimetterà, ha solo annunciato le dimissioni, ma soprattutto: da cosa si sarebbe dimesso/si dimetterebbe Giovanardi.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-1464648803065187743?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/1464648803065187743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=1464648803065187743' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1464648803065187743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1464648803065187743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/03/spartaco.html' title='Spartaco'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-856494630330497240</id><published>2011-03-13T00:21:00.000+01:00</published><updated>2011-03-13T00:21:42.691+01:00</updated><title type='text'>Priorità</title><content type='html'>La giustizia stava gravemente danneggiando la catena alimentare (La finestra sul cortile di Bucchi).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-856494630330497240?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/856494630330497240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=856494630330497240' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/856494630330497240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/856494630330497240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/03/priorita.html' title='Priorità'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6692836505165369289</id><published>2011-03-10T15:14:00.001+01:00</published><updated>2011-03-22T17:05:40.975+01:00</updated><title type='text'>I pungiball di Silvio</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Arial','sans-serif';"&gt;Certo che è dura fare il promotore televisivo delle libertà, il difensore ad personam del cavaliere, metterci la faccia nei talk show dove è ormai quasi impossibile non coprirsi di ridicolo, perché anche i vecchi trucchi di interrompere l’interlocutore, alzare i toni, negare l’evidenza, non riescono più a nascondere, a coprire, a sviare l’attenzione. Ecco quindi che i vari Lupi, Ravetto, Santanchè, Di Girolamo, Biancofiore - quest’ultima &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;è la più inquietante: bionda barbieggiante, sempre sorridente e dai modi apparentemente gentili, appena si entra in argomento si trasfigura in Hannibal Lecter&amp;nbsp;– si siedono negli studi di Annozero, 8 e mezzo, Ballarò e come tanti pungiball si guadagnano lo stipendio. E se qualcuno, Maurizio Crozza o Vauro, ironizzano, cazzeggiano, sberleffano, l’ordine tassativo è di non ridere, neanche dentro, che il capo ti vede. Santanchè è la più incazzosa, Ravetto e Di Girolamo le assertive, della Biancofiore ho detto. Lupi è quello più navigato: fa finta di guardare gli appunti, accenna smorfie di disapprovazione, scuote la testa amareggiato, guarda con pietà cristiana (e rancore ciellino) chi osa prendere per il culo la vita e le opere di Silvio I da Arcore. Il massimo l’ha raggiunto in una puntata di Annozero quando per difendere l’indifendibile stava perdendo talmente di dignità che Rosi Bindi e Italo Bocchino si sono sentiti in dovere di pregarlo di fermarsi, di pensare a sé, che non era il caso. Che l’osso se l’era comunque ampiamente conquistato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6692836505165369289?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6692836505165369289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6692836505165369289' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6692836505165369289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6692836505165369289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/03/i-pungiball-di-silvio.html' title='I pungiball di Silvio'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-7452284386899821962</id><published>2011-03-09T13:00:00.003+01:00</published><updated>2011-03-13T00:36:53.197+01:00</updated><title type='text'>Senza vergogna</title><content type='html'>L’immagine è quella di Corrado Guzzanti che nel bel mezzo di una festa piscia sul divano di casa mentre la voce fuori campo dice: nella casa delle libertà ognuno fa il cazzo che gli pare. Satira politica, teatro, finzione. L’odierno Truman Show è invece talmente reale che si finisce per perdere il senso della realtà. E della vergogna. Due notiziole lette questa mattina. La prima. Il 4 marzo ricorreva il sesto anniversario della morte di Nicola Calipari, servitore dello Stato, assurto per qualche giorno al rango di eroe per aver perso la vita in Iraq, ucciso dal fuoco amico mentre riportava a casa la giornalista Giuliana Sgrena, appena liberata dalla prigione irachena. Ucciso non si sa bene perché, né da chi: o meglio, si può ipotizzare il perché e a quel punto importa poco da chi. Il suo ricordo sta diventando talmente imbarazzante che quest’anno, per commemorarlo, non è stata organizzata alcuna cerimonia di Stato, ma una semplice funzione religiosa. La famiglia ha giustamente declinato l’invito. Contemporaneamente due suoi colleghi, sporcati da inchieste e da pesanti sospetti, hanno avuto un avanzamento di carriera. La seconda storia fa il paio con questa. Strage di Ustica. Il Dc 9 dell’Itavia che improvvisamente scompare dai radar, per riapparire in mare con il suo carico di 80 persone una sera di fine giugno del 1980. Una strage su cui permane il segreto di Stato e per la quale i famigliari non hanno avuto ancora la soddisfazione di vedere riconosciuto un colpevole. Dopo i processi farsa, le omissioni, le troppe falle di un’inchiesta a ostacoli, ora devono subire anche questa ulteriore umiliazione dal governo italiano. L’esecutivo ha infatti deciso che querelerà qualsiasi persona, famigliari compresi, dovesse ancora parlare di abbattimento del Dc 9 durante un combattimento tra velivoli militari, o da un missile, tirando in ballo depistaggi della nostra Aeronautica. Che probabilmente è la verità. L’unica verità concessa dal nostro governo è invece la bomba esplosa a bordo. A vigilare è stato messo il sottosegretario Carlo Giovanardi. Come dire, la tragedia che si trasforma in farsa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-7452284386899821962?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/7452284386899821962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=7452284386899821962' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7452284386899821962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7452284386899821962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/03/senza-vergogna.html' title='Senza vergogna'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-989986777950927284</id><published>2011-03-07T13:31:00.002+01:00</published><updated>2011-03-08T09:22:44.023+01:00</updated><title type='text'>Zorro e Paperino</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 12pt;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Arial','sans-serif';"&gt;Tra le firme raccolte dal Pd contro Berlusconi pare ci siano anche quelle di don Diego&amp;nbsp;de La&amp;nbsp;Vega, Zorro, e di Paolino Paperino: il difensore dei deboli e lo sfigato per antonomasia. Non so se sia un buon segno. Oddio, personalmente continuo a pensare che raccogliere firme così tanto per fare sia una iniziativa da oratorio: i governi si battono in parlamento e con i progetti. Il resto è folclore tanto quanto e conta come il due solo a briscola chiamata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-989986777950927284?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/989986777950927284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=989986777950927284' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/989986777950927284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/989986777950927284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/03/zorro-e-paperino.html' title='Zorro e Paperino'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-1795847142072632816</id><published>2011-03-06T15:17:00.002+01:00</published><updated>2011-03-07T13:32:37.122+01:00</updated><title type='text'>Il professor N.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sera di consiglio comunale nella piccola cittadina in riva al lago. All’ordine del giorno, la difficile situazione degli edifici scolastici, che la giunta di compromesso storico - un bicolore dc-pci, il primo e forse unico esempio nell’Italia della prima repubblica -&amp;nbsp;intendeva risolvere con una serie di spostamenti d’istituto, ai quali gli studenti si opponevano con occupazioni e manifestazioni ormai da settimane. Io, giovane cronista del giornale locale, incaricato di seguire la vertenza scuola, mi siedo nei banchi riservati alla stampa. Entra nell’aula del consiglio il prof. N., assessore alla pubblica istruzione, mi vede e si avvicina. Il prof. N. è un signore molto elegante, così come lo sanno essere solo i meridionali, ed è un democristiano di lungo corso. Io la leggo sa, mi dice sorridendo e porgendomi la mano. Lei è bravo, ma è un po’ troppo manicheo nei suoi resoconti: lo dico per lei, aggiunge, mentre fa per allontanarsi per raggiungere il suo posto.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Poi ci ripensa, torna sui suoi passi e mi fa: tutti da giovani siamo stati rivoluzionari, non ci crederà ma lo sono stato anch’io; col tempo però si diventa tutti un po’ democristiani, si ricordi. Il prof. N. si sbagliava. Non ero per nulla bravo. Le mie cronache erano assolutamente di parte. Tra gli edifici a rischio trasloco c’era anche il mio vecchio liceo ed io mi ero lasciato coinvolgere: non ero stato capace di mantenere quella giusta distanza con gli avvenimenti di cui parlerà anni dopo in un bel film Carlo Mazzacurati. Sul fatto di diventare democristiani, se il prof. N intendeva, come penso, che con gli anni e l’esperienza si riesce a smussare qualche spigolosità e a stare più attenti alle ragioni di ognuno, pur senza perdere la passione,&amp;nbsp;beh, allora aveva ragione. Da quell’episodio sono passati vent’anni. Ho cambiato giornali e città, e da allora ho perso di vista quella realtà e la sua politica. L’altra sera, uscendo da casa di un amico, ho visto la partecipazione funebre del prof. N. E la mente è tornata indietro nel tempo, a quel&amp;nbsp;consiglio prezioso di un uomo intelligente a cui, credo, fossi simpatico. Le sia lieve la terra, caro professore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-1795847142072632816?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/1795847142072632816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=1795847142072632816' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1795847142072632816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1795847142072632816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/03/il-professor-n.html' title='Il professor N.'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-2178012997343810746</id><published>2011-03-05T00:30:00.001+01:00</published><updated>2011-03-05T00:35:12.700+01:00</updated><title type='text'>Vecchio Gagà</title><content type='html'>Carlo Rossella, già direttore di TG1 e Panorama, intimo&amp;nbsp;del premier, delle sue cene e degli scoppiettanti dopocena, tra le varie collaborazioni conta anche una surreale rubrica della lettere su Chi, il personale Truman Show di nostro signore Silvione che settimanalmente gli viene apparecchiato da Alfonso &lt;em&gt;fu fu fu&lt;/em&gt; Signorini. Tranquilli, non compro Chi: mi è capitato di sfogliarlo in una casa di riposo&amp;nbsp;dove notoriamente non girano riviste impegnate&lt;em&gt;. &lt;/em&gt;Ora, va bene tutto, va bene l'assoluta leggerezza e l'inutilità delle missive, ma ammesso che esista davvero, uno come Francesco di Pinerolo, che scrive quanto segue,&amp;nbsp;mi piacerebbe conoscerlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Carlo caro, la futura sposa di William d'Inghilterra, Kate Middleton, potrà contribuire a rinverdire i fasti della corona inglese? Potrà mai prendere il posto dell'indimenticabile Lady Diana nel cuore del popolo? E, infine, vorrei un suo giudizio sull'eleganza della futura principessa.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza essere Freud, balza subito agli occhi che il ragazzo/uomo in oggetto, sempre ammesso che esista davvero, è una persona in grossa&amp;nbsp;difficoltà e proprio per questo non lo si può insultare: Francesco, ma vai a cagare, che cazzo te ne frega di Kate, William, della corona inglese, di come si veste la futura principessa e se riuscirà a far dimenticare Lady D. Chiedergli però, con tatto, quali problemi abbia, come passi le sue giornate o quantomeno perchè questo interesse per il Regno Unito, mi sarebbe parso umanamente doveroso. Invece il vecchio Gagà (copyright Luca Bottura) non ha fatto una piega e ha risposto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Caro Francesco, non stravedo per Kate. Ma mi piace tanto il principe William e spero che sia felice con la sua miliardaria Cenerentola e soprattutto con la terribile, ambiziosa e antipatica suocera.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco e Carlo, due shampiste, la stessa persona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-2178012997343810746?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/2178012997343810746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=2178012997343810746' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2178012997343810746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2178012997343810746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/03/vecchio-gaga.html' title='Vecchio Gagà'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-2715625238092303677</id><published>2011-03-02T11:18:00.002+01:00</published><updated>2011-03-02T15:59:50.339+01:00</updated><title type='text'>E' qui la festa?</title><content type='html'>Nel 2011 ricorre il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Nell’ambito delle commemorazioni e dei festeggiamenti, su sollecito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si pensa di istituire una giornata di festa nazionale (una tantum). La data indicata è il 17 marzo, giorno in cui, nel 1861,&amp;nbsp;Vittorio Emanuele, firmando la legge n. 4671 del Regno di Sardegna, proclamò il Regno d’Italia. L’idea non piace a tutti, Lega in testa, che quando sente parlare di Italia o vede il tricolore le viene l’orticaria sotto i piedi. In un primo tempo anche i nordisti devono però abbozzare. Senonchè la confindustriala Marcegaglia solleva delle perplessità: il 17 marzo cade di giovedì e una festa proprio quel giorno apre le porte ad un ponte straordinario, con grave nocumento per l’economia, in un momento di crisi e bla bla bla. Sarebbe meglio festeggiare lavorando. Ai leghisti non par vero: persino il fazzoletto verde d'ordinanza ha un’erezione e con faccia seria e compunta, per quanto possibile a uno come Calderoli, sostengono la tesi padronale, arrivando quasi allo scontro fisico con gli ex missini al governo che, in un rigurgito nazionalista, si sono irrigiditi sulle posizioni del Capo dello Stato. Il momento è grave, non si può perdere un giorno di produttività. Bene, verrebbe da dire. Allora per quest’anno lavoriamo a pasqua, o a natale o a Santo Stefano: che festa è tra l’altro Santo Stefano! Per non parlare dell’epifania o del primo dell’anno. Con il Carroccio si schiera anche un’altra mente illuminata: il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Durnwalder: “Non abbiamo un grande interesse. Ci sentiamo una minoranza austriaca e non abbiamo scelto noi di far parte dell’Italia”. Italiani ciapac col s-ciop. Italiani presi con il fucile sintetizzavano con una qualche ragione dalle mie parti. E Il premier? A lui frega un cazzo di feste dove non ci sono fighe disponibili, quindi non detta la linea e le truppe vanno in ordine sparso. La Gelmini, che non perde occasione per farsi stare sui coglioni da studenti e insegnanti, mette subito in chiaro: la scuola rimarrà aperta. Michela Vittoria Brambilla che invece non perde occasione per coprirsi di ridicolo, dichiara che lei è per lavorare, salvo poi sostenere, il giorno successivo, alla conferenza stampa che ufficializza la firma del decreto che istituisce la festa, che un ponte in quel periodo, visto che il calendario non ne offre altri, è un bene per l’industria turistica. Nuntio vobis che questa minus habens di proporzioni stellari è un Ministro della Repubblica Italiana. E non si sa per quali meriti visto che mi rifiuto di pensare che un esteta come Silvione possa avere scopato un cesso simile! Sorry, ma quando ci vuole ci vuole. Il dato è che in Consiglio dei ministri la lega prova fino all’ultimo a fare muro ma di fronte alla minaccia di La Russa e Gasparri di votare l’emendamento del pd sull’istituzione della festa, pare siano intervenuti&amp;nbsp; il cavaliere e monsignor Letta per mettere fine al pollaio, preoccupati di una possibile crisi alla vigilia dei noti processi. Perché sì, rinuntio vobis, noi festeggiamo i 150 anni di Repubblica con un primo ministro alla sbarra in procedimenti diversi e infamanti. Buon compleanno Italia! &lt;br /&gt;M a non è finita. Siccome non c’è mai davvero limite al peggio,&lt;a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/03/02/news/unit_d_italia_versione_lumbard_la_lega_impone_la_festa_doppia-13071758/index.html?ref=search"&gt; la lega, tanto preoccupata del Pil&lt;/a&gt;, chiede l’istituzione delle festa del Carroccio e della bandiera della Lombardia. Data richiesta il 7 aprile, un giovedì, giorno in cui, nel 1167, ci fu il giuramento di Pontida. Alla fine la spunta per il 29 maggio, domenica, anniversario della vittoria contro l’imperatore Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano del 1176. Dopo 150 anni siamo messi ancora così.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-2715625238092303677?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/2715625238092303677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=2715625238092303677' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2715625238092303677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2715625238092303677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/03/e-qui-la-festa.html' title='E&apos; qui la festa?'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-8548156757835033582</id><published>2011-03-01T10:34:00.002+01:00</published><updated>2011-03-03T23:44:16.119+01:00</updated><title type='text'>Metteremo la luce nei campi</title><content type='html'>Muammar, se non riesci a comprare i rivoltosi con i soldi, prova a dire che abolirai l'Ici! Qui ha funzionato. In realtà qui ha funzionato anche comprare i rivoltosi: adesso si chiamano responsabili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-8548156757835033582?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/8548156757835033582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=8548156757835033582' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8548156757835033582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8548156757835033582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/03/metteremo-la-luice-nei-campi.html' title='Metteremo la luce nei campi'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-1125747793100381329</id><published>2011-02-25T17:52:00.002+01:00</published><updated>2011-05-06T13:00:02.089+02:00</updated><title type='text'>Massimo Gramellini</title><content type='html'>Provo grande ammirazione per chi è capace di analizzare e commentare un fatto in poche righe e senza tralasciare nulla. Leggi ed è come guardassi una fotografia: parole e immagine che&amp;nbsp;si trasformano in personali&amp;nbsp;ipertesti mentali.&amp;nbsp;A ciò, nel caso in questione,&amp;nbsp;si deve&amp;nbsp;aggiungere il piacere e il gusto&amp;nbsp;della scrittura, che si percepisce dalla scelta non casuale dei vocaboli e dei toni, dall'equilibrio trr ironia, malinconia e disincanto. Leggere Massimo Gramellini riconcilia con la professione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ipocriti e cumenda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da che mondo è mondo coi dittatori ci si indigna in pubblico e si fanno affari in privato. A volte non ci si indigna neppure: si rimane zitti. Un silenzio interrotto solo dal fruscio dei soldi. Mai visto un politico o un imprenditore andare in Cina inalberando cartelli per il rispetto dei diritti civili. Si diventa esportatori della democrazia solo quando conviene, come in Iraq o in Afghanistan. Però esiste un limite che gli statisti cercano di non valicare ed è il rispetto di sé e del Paese che si rappresenta. Quel senso del decoro e delle istituzioni che ti impone di stringere la mano a Gheddafi, ma ti impedisce di baciargliela. Che ti costringe a riceverlo con tutti gli onori, ma non ti obbliga a trasformare la sua visita in una pagliacciata invereconda, con il dittatore a vita che tiene lezioni di democrazia all’università e pianta la sua tenda beduina in un parco storico della Capitale per ricevervi una delegazione di ragazze prese a nolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi non ha fatto che applicare alle relazioni internazionali le tecniche di adulazione con cui i vecchi cumenda lombardi stordivano il cliente da intortare. Disposti a tutto pur di compiacerlo, considerando la dignità non tanto un accessorio quanto un ostacolo alla conclusione di un affare. Qualche lettore penserà: il cumenda di Stato è solo meno ipocrita degli altri. Verissimo. Ma a me sta venendo il dubbio che l’antica ipocrisia «borghese», contro cui da ragazzo mi scagliai anch’io, fosse preferibile all’attuale sguaiataggine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-1125747793100381329?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/1125747793100381329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=1125747793100381329' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1125747793100381329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1125747793100381329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/02/massimo-gramellini.html' title='Massimo Gramellini'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6773911029103837091</id><published>2011-02-24T14:54:00.003+01:00</published><updated>2011-03-14T20:19:53.241+01:00</updated><title type='text'>Giustizia</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Il Giornale, diretto da Lurch Sallusti ed edito dalla famiglia Piselloni (copyright Luca Bottura), ha un inserto giustizia. E’ vero, non è una battuta. Anche se il Giornale che parla di giustizia è un po’ come: annamaria franzoni che fa la pediatra o apre una scuola materna; il figlio di gheddafi che gioca in serie A; un leghista che riesce almeno per un’ora al giorno a non pronunciare la parola fe-de-ra-li-smo a rutti; berlusconi presidente del consiglio che bacia le mani al leader libico; un maestro di sci alla Farnesina;&amp;nbsp;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;m&lt;/span&gt;ichela vittoria brambilla ministro; d’alema che fa visita alla tendopoli romana di muammar dopo che questi ha appena sgarbato il presidente della camera non presentandosi ad un incontro ufficiale, per poi riferire, urbi et orbi, dell’indisposizione del pittoresco dittatore africano, quando tutti sapevano che era a fare shopping di banche italiane; berlusconi che si fa processare; far giocare thierry henry, uno dei più grandi centravanti del mondo,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;esterno basso per un anno e mezzo e alla fine&amp;nbsp;svenderlo&amp;nbsp;come l’ultimo dei brocchi; renato brunetta prima scelta dei Los Angeles Lakers; il direttore generale della Rai che telefona preventivamente ad una trasmissione del servizio pubblico per dissociarsi per quello che forse verrà detto;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; v&lt;/span&gt;alentino parlato direttore di Libero; michele misseri eletto zio dell'anno;&amp;nbsp;giovanardi che si fa una canna; rocca di rostro che mi sente quattro quarti; i plastici di&amp;nbsp;bruno vespa distrutti da un incendio doloso; i Ris che incastrano l'autore di un omicidio; un brianzolo basso e ossessionato dalla calvizie, molto somigliante al jolly della carte e agli omini del calcio balilla, che mette su un impero immobiliare non si sa bene con quali soldi, poi un impero televisivo, poi un partito politico, e infine diventa presidente del consiglio; berlusconi presidente della Repubblica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;PS. Molte di queste cose, quelle apparentemente più paradossali, sono purtroppo vere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6773911029103837091?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6773911029103837091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6773911029103837091' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6773911029103837091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6773911029103837091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/02/giustizia.html' title='Giustizia'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-7033702613222692837</id><published>2011-02-18T11:28:00.001+01:00</published><updated>2011-02-25T15:51:09.210+01:00</updated><title type='text'>Io sto con Rosy</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Per tutta una serie di ragioni – competenza, capacità, statura politica, e mettiamoci pure la &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/02/17/news/ceccarelli_bindi-12561842/"&gt;Nemesi di cui parlava ieri Filippo Ceccarelli&lt;/a&gt; – Rosi Bindi sarebbe la candidata premier ideale sia del centro sinistra, sia di una grande coalizione: non è mai stata comunista, e in questo paese pare essere un titolo di merito, è cattolica, pur non essendo genuflessa, e questo va a suo merito. L’investitura per ora le è arrivata solo da &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/02/16/news/intervista_vendola-12516994/"&gt;Nichi Vendola in una bella intervista&lt;/a&gt; nella quale il governatore della Puglia risponde, in perfetto stile vendoliano, alla stupidità men che infantile di certa stampa. Lei, per dovere, ha ringraziato ma si è rimessa &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;alle decisioni del partito. Il quale partito, invece di fare sponda, appoggiare, applaudire ad un riconoscimento di leadership a sinistra da chi le eventuali primarie le vincerebbe probabilmente a mani basse, per voce di tutte le sue troppe anime ha sollevato una serie di distinguo: dalla necessità di una decisione collegiale, fino ad arrivare alla lettura dietrologica di una operazione studiata da Vendola per destabilizzare il pd, una sorta di ingerenza di campo per alzare un polverone. Per dirla in francese, le solite elucubrazioni masturbatorie di chi non ha ancora capito che siamo ai titoli di coda e che parte di responsabilità, se non la maggiore, di questi 15 anni di follia berlusconiana è proprio loro. Sarebbe bastata a suo tempo una legge sul conflitto di interesse e addio cavaliere. Per questo ha ragione Michele Serra. Anche se “sarà la più giusta delle sentenze a &lt;span style="color: #222222; mso-bidi-font-family: 'Lucida Sans Unicode';"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;fermare l' avventura di Silvio Berlusconi, la politica ne uscirà comunque sconfitta. E ne usciremo sconfitti noi italiani, quelli che gli hanno creduto per fede o per calcolo, quelli come noi che in vent' anni non sono stati capaci di smontare il potere delirante di un uomo solo. Il breve interludio di Prodi, la cui civile normalità viene ora rimpianta anche alla luce della madornale smodatezza del suo predecessore e successore, non vale a sanare un bilancio disastroso. Non è questione di destra e sinistra. È questione di una misura smarrita, di un' intelligenza collettiva disattivata. Non mi sento, in questo senso, meno sconfitto e meno smarrito dell' ultimo dei suoi adulatori. Guardo lo stesso incidente dalla parte opposta della strada”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-7033702613222692837?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/7033702613222692837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=7033702613222692837' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7033702613222692837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7033702613222692837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/02/io-sto-con-rosy.html' title='Io sto con Rosy'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-3461915469835555900</id><published>2011-02-08T16:19:00.002+01:00</published><updated>2011-02-09T09:47:16.565+01:00</updated><title type='text'>Lega solidale, la negra non mangia</title><content type='html'>Ammettiamo pure la cattiveria come possibile espressione dell’animo umano. Espressione sempre consapevole peraltro, quando passa dalla potenza all’atto: quelli che non volevo, non sapevo, dicono balle. E’ cattiveria, per esempio, istituire la giornata degli stati vegetativi il giorno dell'anniversario della morte di Eluana Englaro, anche se in questo caso sarebbe meglio parlare di vuoti di pensiero, che non sono nemmeno più cattiveria, ma patetiche manifestazioni di supremazia di un potere meschino e ancillare e proprio per questo violento. E’ cattiveria non vedere o non occuparsi della marginalità, se non quando si è costretti, tirati per la giacca, da tragedie annunciate. Potremmo andare avanti all’infinito. La domanda è: c’è un limite alla cattiveria? Un limite non tanto imposto dalle leggi quanto da quella vergogna interiore che abbiamo tutti e che ci consente di non deragliare dall’appartenenza al genere umano? Leggendo la storia raccontata da &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/non-fatela-mangiare/90124/"&gt;Luca Telese sul Fatto Quotidiano&lt;/a&gt; inizio ad avere qualche dubbio. In sintesi: c’è una famiglia di immigrati africani, molto dignitosa, che si trova improvvisamente in difficoltà perché il capofamiglia perde il lavoro. L’uomo è di quelli tosti: non si balocca nell’indigenza, rifà le valige e parte per il Belgio. La moglie e i 5 figli rimangono invece in Italia, a Fossalta di Piave, dove la bimba più piccola frequenta la scuola materna a tempo pieno. Quando mancano i soldi, anche i 50 euro della retta possono però essere un problema, e se i servizi sociali a cui ti rivolgi ti rispondono picche, c’è poco da fare. Speri solo nel buon cuore delle persone. E grazie a dio di persone di buon cuore ce ne sono anche a Fossalta. Le 5 maestre per esempio, che decidono di rinunciare a turno ad un pranzo per passarlo alla bimba. Bello, no? Bellissimo. Troppo. Come nelle favole vere, c’è sempre un lupo in agguato e in questo caso il lupo veste i panni del sindaco leghista che&amp;nbsp;dice che no, che quella bambina deve tornarsene a casa sua a mangiare e che le maestre come si permettono di donare il loro pasto al primo venuto? Dirigente scolastico, intervenga, perdio. E la dirigente non solo si adegua, che già sarebbe grave, ma sottoscrive. Le lacrime della bambina separata dai compagni all’ora di colazione sono fortunatamente più forti della povertà umana di questi burocrati di merda e i soldi della retta arrivano da un &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/05/quella-bimba-non-restera-piu-senza-mensa/90283/"&gt;anonimo benefattore&lt;/a&gt;. Per&amp;nbsp;il tetto&amp;nbsp;non c’è problema. La famiglia abita un appartamento di proprietà di un ex consigliere comunale del pci che, pur vivendo con una pensione di mille euro, rinuncia ai 300 dell’affitto, &lt;em&gt;perché piuttosto vado fuori casa io che 5 creature&lt;/em&gt;. Scriveva Alda Merini:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità è sempre quella,&lt;br /&gt;la cattiveria degli uomini&lt;br /&gt;che ti abbassa&lt;br /&gt;e ti costruisce un santuario di odio&lt;br /&gt;dietro la porta socchiusa.&lt;br /&gt;Ma l’amore della povera gente&lt;br /&gt;brilla più di una qualsiasi filosofia.&lt;br /&gt;Un povero ti dà tutto&lt;br /&gt;e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-3461915469835555900?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/3461915469835555900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=3461915469835555900' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3461915469835555900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3461915469835555900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/02/caro-sindaco-se-per-farti-tirare.html' title='Lega solidale, la negra non mangia'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-9029039141928527238</id><published>2011-02-05T16:39:00.001+01:00</published><updated>2011-02-05T16:40:49.756+01:00</updated><title type='text'>hARrdCORE?, No grazie</title><content type='html'>Nell’intervento di oggi del prof. Gustavo Zagrebelski alla manifestazione di Libertà e Giustizia ci sono dei passaggi fondamentali che vale la pena ricordare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(…) La domanda non è se piace o no lo stile di vita di una persona ricca e potente che passa le sue notti come sappiamo. Questa potrebbe essere una domanda che mette in campo categorie morali. La domanda, molto semplicemente, è invece: ci piace o no essere governati da quella persona. E questa è una domanda politica. (…) Le notti di Arcore assurgono a simbolo facilmente riconoscibile, in versione postribolare, di una realtà più vasta che ci riguarda tutti. È un simbolo che ci mostra in sintesi i caratteri ripugnanti di un certo modo di concepire i rapporti tra le persone, nello scambio tra chi può dare e chi può ottenere. È lo stesso modo che impera e nelle stanze d'una certa villa privata e in certi palazzi del potere. Questo, credo, è ciò che preoccupa da un lato, indigna dall'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non troviamo forse qui (nella villa) e là (nel Paese), gli stessi ingredienti? Innanzitutto, un'enorme disponibilità discrezionale di mezzi - danaro e posti - per cambiare l'esistenza degli altri attraverso l'elargizione di favori: qui, buste paga in nero, bigiotteria, promozioni in impensabili ruoli politici distribuiti come se fossero proprietà privata; là, finanziamenti, commesse, protezioni, carriere nelle istituzioni costituzionali (la legge elettorale attuale sembra fatta apposta per questo), nell'amministrazione pubblica, nelle aziende controllate. Dall'altra parte, troviamo la disponibilità a offrire se stessi, sapendo che la mano che offre può in qualunque momento ritrarsi o colpirti se vieni meno ai patti. Cambia la materia che sei disposto a dare in riconoscenza al potente: qui, corpi e sesso; là, voti, delibere, pressioni, corruzione. Ma il meccanismo è lo stesso: benefici e protezione in cambio di prove di sottomissione e fedeltà, cioè di prostituzione. Ed è un meccanismo omnipervasivo che supera la distinzione tra pubblico e privato, perché funziona ogni volta che hai qualcosa da offrire che piaccia a chi ha i mezzi per acquisirlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(…) Non chiediamo nulla per noi ma tutto per tutti. Il "tutto per tutti" è lo stato di diritto e l'uguaglianza di fronte alla legge; il rispetto delle istituzioni e della dignità delle persone, soprattutto quelle più esposte ai soprusi dei prepotenti: le donne, i lavoratori a rischio del posto di lavoro, gli immigrati che noi bolliamo come "clandestini"; la disciplina e l'onore di chi ricopre cariche di governo; l'autonomia della politica dall'ipoteca del denaro e dell'interesse privato nell'uso dei poteri pubblici; l'indipendenza dei poteri di garanzia e controllo; l'equità sociale; la liberazione dall'oppressione delle clientele. Un elenco penoso di doglianze e un vastissimo programma di ricostruzione che è precisamente ciò che sta scritto a chiare lettere e per esteso nella Costituzione: la Costituzione che per questa ragione è diventata segno di divisione tra opposte concezioni della politica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-9029039141928527238?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/9029039141928527238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=9029039141928527238' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/9029039141928527238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/9029039141928527238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/02/harrdcore-no-grazie.html' title='hARrdCORE?, No grazie'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-2283347226089933385</id><published>2011-02-04T12:57:00.003+01:00</published><updated>2011-02-25T15:50:08.643+01:00</updated><title type='text'>Don Tovarish</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Un tempo la domenica&amp;nbsp;si usava&amp;nbsp;diffondere l’Unità porta a porta. All'epoca&amp;nbsp;ero troppo piccolo, però mi ricordo, perché mio padre e alcuni miei parenti l’hanno fatto per anni. Con poca fortuna a dir la verità, malgrado vivessimo in un paese operaio e nemmeno troppo bigotto, ma che comunque&amp;nbsp;usava il &lt;em&gt;Riverisco&lt;/em&gt; quando incontrava il vecchio don Melotti&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;(che io da bambino pensavo fosse il suo cognome per intero, dommelotti, fuorviato dalla difficoltà delle vecchie plaudenti&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;a pronunciare la n e la m slegate) e seguiva le sue direttive votando compatto democrazia cristiana. Le copie vendute all’ora della messa&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;erano davvero poche. Del resto le famiglie dichiaratamente comuniste si contavano su una mano. E non servivano nemmeno tutte le dita. Anche se poi nel segreto dell’urna il pci raccoglieva oltre 200 voti, con grande disappunto di&lt;em&gt; &lt;/em&gt;don Melotti&lt;em&gt;,&lt;/em&gt;&amp;nbsp;che scrutava i fedeli per capire chi potesse aver tradito, visto che i tovarish conosciuti erano più o meno una trentina. L’interrogativo che toglieva il sonno al parroco, per noi in famiglia era meglio di un telequiz di Mike, e senza l'assillo della risposta esatta. Per questo credo che il mio povero papà, dal suo personale girone dei giocatori di bocce, dove mi piace immaginarlo, avrà sorriso leggendo del prete veneto che per parlare nell’omelia domenicale di etica e di costumi ha preso spunto &lt;a href="http://concita.blog.unita.it/le-altre-donne-1.266857"&gt;dall’articolo di fondo&lt;/a&gt; del direttore dell’Unità. Anzi, per essere sicuro che i parrocchiani potessero riflettere meglio su quelle parole, ne ha fatto fotocopie da portare a casa. Caro babbo, l’avresti mai detto che un giorno il giornale fondato da Antonio Gramsci avrebbe dettato la linea anche a &lt;em&gt;dommelotti&lt;/em&gt;?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-2283347226089933385?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/2283347226089933385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=2283347226089933385' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2283347226089933385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2283347226089933385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/02/don-tovarish.html' title='Don Tovarish'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-5146481329596265549</id><published>2011-02-02T12:59:00.002+01:00</published><updated>2011-02-08T16:31:15.804+01:00</updated><title type='text'>Donne, mezze donne e youporn</title><content type='html'>Personalmente&amp;nbsp;non amo molto i girotondi, il popolo dei fax, i gruppi di facebook: tutte quelle manifestazioni di indignazione a tempo, un po’ da oratorio, parapretesche, che producono soltanto un leggero fastidio al potere ma non determinano un cambio sostanziale delle cose, o perlomeno delle coscienze. Mi rendo conto però che non è più il tempo delle cellule di partito e delle scuole quadri e quindi qualsiasi forma di lotta (lotta?) va guardata con rispetto. Sull’indignazione delle donne al comportamento del premier, raccolta in foto e messaggi da Repubblica, condivido quanto ha scritto ieri Michela Murgia sullo stesso giornale:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(…) a chi dice che quello che si vede sui giornali da settimane a questa parte offende le donne, vorrei dire di no, che si sbaglia, che non è vero. Nessuna donna normale si riconosce nel grottesco fondale di cartapesta contro il quale si muove il caravanserraglio di veline che circonda Silvio Berlusconi. E' vero invece che quello che si è visto - cioè l'immagine di un preciso tipo di donna, avvenente secondo i canoni televisivi, venduta, offerta, comprata, mantenuta e zittita a suon di milioni - è prima di tutto una grottesca proiezione dell'uomo che la sogna. Vi si intravede un maschio che abita un universo femminile deforme, fatto di seni e labbra ipertrofiche e di travestimenti da gag in un immaginario colonizzato da You Porn. Se è vero che il signore di Arcore è metafora dell'Italia che ha governato per quasi vent'anni, allora quella che stiamo vedendo è la parabola a precipizio di un paese invecchiato male, senza più fantasia e ansioso di rassicurazione. Un paese che si specchia in un uomo che ha bisogno di vedere gli altri ridere per credere di essere divertente, e che sa che la sola lealtà che può aspettarsi sta dentro la misura di un bonifico. Uno così non può offendere le donne che siamo e che vogliamo essere. Al massimo può volgere al femminile la triste caricatura di sé stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/02/01/se-universo-femminile-si-ribella-su-facebook.html"&gt;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/02/01/se-universo-femminile-si-ribella-su-facebook.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-5146481329596265549?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/5146481329596265549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=5146481329596265549' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5146481329596265549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5146481329596265549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/02/donne-mezze-donne-e-youporn.html' title='Donne, mezze donne e youporn'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-3130083325792889119</id><published>2011-02-02T10:00:00.001+01:00</published><updated>2011-02-05T17:03:41.673+01:00</updated><title type='text'>Dillo a Frattini</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Le cose sono andate più o meno così. Nel pieno della vicenda Cesare Battisti, l’Italia, tramite il ministro degli esteri Frattini, chiede all’Unione Europea di prendere posizione a favore dell’estradizione dell’ex militante dei proletari armati per il comunismo, stante il rifiuto delle autorità brasiliane, paese dove Battisti, oggi scrittore di noir di successo, si è rifugiato. La risposta della responsabile della politica estera dell’UE, la britannica Catherine Asthon, è un gentile diniego: Bruxelles ritiene che la vicenda sia confinata ai rapporti bilaterali Roma Brasilia. Passano poche settimane e il nostro, anche lui impegnato in prima persona – off label - a risolvere un giallo immobiliare che tanto angustia il suo datore di lavoro, trova il tempo di chiedere di nuovo all’UE pubblica indignazione per l’attentato suicida contro i cristiani copti di Alessandria d’Egitto e, in generale, per &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;tutti gli episodi di violenza che hanno colpito le comunità cristiane in Medio Oriente. Iniziativa lodevole in sé, ma che in questo momento storico&amp;nbsp;pare mirare&amp;nbsp;più che altro ad ingraziarsi le sante tonache, indispettite e irritate dalle marachelle del capo di cui sopra. La diplomazia europea prepara una bozza di comunicato in cui si parla genericamente di condanna delle violenze, senza citare in modo specifico i cristiani. Frattini prova allora a forzare la mano con un emendamento che modifichi in senso cristiano la condanna. Per farlo serve però l’unanimità dei consensi. Invece, &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;all’ultimo, Spagna, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda – paesi canaglia - si sfilano e a quel punto, vaffanculo anche la condanna. Frattini chiede il ritiro del documento. Catherine &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Asthon non fa una piega. Tasto canc e file nel cestino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-3130083325792889119?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/3130083325792889119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=3130083325792889119' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3130083325792889119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3130083325792889119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/02/dillo-frattini.html' title='Dillo a Frattini'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-7995574261616136412</id><published>2011-01-31T10:57:00.000+01:00</published><updated>2011-01-31T10:57:27.574+01:00</updated><title type='text'>Il rappresentante</title><content type='html'>(…) Ciò conferma che Berlusconi, in una certa misura, abbia intercettato una corrente d'opinione di lungo periodo. Un relativismo etico, che riguarda la concezione della donna e del suo ruolo. Nella società, nella famiglia, nelle relazioni di genere. Insieme a un sentimento omofobo, mai dissimulato. Oltre a una diffidenza radicata verso le istituzioni e le regole pubbliche. Berlusconi non ha "inventato" questi atteggiamenti e questi modelli etici, trasferendoli agli italiani attraverso i media. Li ha, invece, "rappresentati" (cioè: ha dato loro rappresentanza e rappresentazione). E li ha, inoltre, amplificati. Legittimati. Imposti come modelli (e consumi) di successo. Liberarsi di Berlusconi, per questo, non basterà a liberarci dal berlusconismo. Perché è un'anomalia che abita in noi, nella nostra storia e nella nostra società. "Curarlo" non sarà facile. Dovremo curare anche noi stessi (…)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/01/31/news/mappe_31_gennaio-11862291/"&gt;Leggi tutto &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-7995574261616136412?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/7995574261616136412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=7995574261616136412' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7995574261616136412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7995574261616136412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/01/il-rappresentante.html' title='Il rappresentante'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-1537692236227716075</id><published>2011-01-28T17:05:00.002+01:00</published><updated>2011-02-05T16:24:56.858+01:00</updated><title type='text'>Se</title><content type='html'>Se per un momento dimenticassimo che il protagonista è il nostro primo ministro, sarebbe anche divertente leggere la stampa estera e poter prendere le distanze da un vecchio politico sessuomane che approfitta dal potere personale per toccare il culo (e non solo) a ragazzine che potrebbero essergli nipoti. Dire come da noi mai, ci mancherebbe... che un personaggio del genere sarebbe indegno, non potrebbe rappresentare un paese come il nostro, con la sua storia, la sua Costituzione. Vedere soprattutto l’orrore bipatisan delle donne per tale comportamento e bla bla bla. Invece&amp;nbsp;ci tocca subire&amp;nbsp;commenti come quello che segue, pubblicato sulla &lt;em&gt;Room for debate&lt;/em&gt; del New York Times. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Silvio Berlusconi is the leader of a nation where evading taxes is considered a smart thing to do, where to find a good job your father likely needs to know someone, where people vote a candidate that would ineligible in all western democracies&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nytimes.com/roomfordebate/2011/01/26/decadence-and-democracy-in-italy/lack-of-political-options"&gt;http://www.nytimes.com/roomfordebate/2011/01/26/decadence-and-democracy-in-italy/lack-of-political-options&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;a href="http://query.nytimes.com/search/sitesearch?query=Berlusconi&amp;amp;srchst=cse"&gt;http://query.nytimes.com/search/sitesearch?query=Berlusconi&amp;amp;srchst=cse&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-1537692236227716075?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/1537692236227716075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=1537692236227716075' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1537692236227716075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1537692236227716075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/01/se.html' title='Se'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-4456698584267845954</id><published>2011-01-27T17:54:00.000+01:00</published><updated>2011-01-27T17:54:49.455+01:00</updated><title type='text'>Presidente equilibrista</title><content type='html'>E’ vero che i soldi fanno comodo e&amp;nbsp;che bisogna mettere fieno in cascina per pagarsi un domani la casa di riposo o la badante, ma&amp;nbsp;dovrebbe esserci&amp;nbsp;un limite&amp;nbsp;alla prostituzione giornalistica. Fatta salva l’amarezza nel leggere quello che segue, non si può però non sorridere all’assoluzione data a Silvio dal cugino prete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Ricordo quando da ragazzo camminava in equilibrio su un pergolato d’uva. Contro di lui accuse vergognose, architettate ad arte per diffamare una persona buona”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://vecchio.blogautore.repubblica.it/2011/01/27/il-mondo-di-signorini/?ref=HROBA-1"&gt;Leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-4456698584267845954?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/4456698584267845954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=4456698584267845954' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4456698584267845954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4456698584267845954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/01/presidente-equilibrista.html' title='Presidente equilibrista'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-7299044457529493999</id><published>2011-01-24T16:33:00.002+01:00</published><updated>2011-01-31T09:57:51.077+01:00</updated><title type='text'>Colonia Italia</title><content type='html'>Sembra di vivere in una soap opera (sud)americana, e non per la trama da porno soft, dove tutti alla fine scopano con tutti, o almeno ci provano, ma per il ritardo di qualche anno con cui noi seguiamo il dipanarsi dell'intreccio. Nel frattempo, gli attori che oggi sono protagonisti sui nostri schermi, negli States sono scomparsi: in alcuni casi per scadenza di contratto, in altri, soprattutto nei serial di lunga durata, tipo Sentieri, per naturale dipartita. Tornando a bomba, e senza voler augurare nulla a nessuno, il mondo politico da almeno un lustro&amp;nbsp;è a conoscenza dei vizi del premier.&amp;nbsp;Siccome non credo al caso, o alla sua semplice narrazione, immagino che qualcuno, anche vicino al&amp;nbsp;presidente del consiglio&amp;nbsp;e con l'appoggio e l'avallo&amp;nbsp;di potentati non necessariamente italiani, abbia deciso che a questo punto&amp;nbsp;l’omino di arcore non&amp;nbsp;sia più funzionale, che sia opportuno fermarlo prima che faccia ulteriori danni.&amp;nbsp;In ballo ci sono questioni economiche, finanziarie, equilibri politici internazionali, insomma. Quello che segue è un articolo a mio avviso interessante, a prescindere dall’affaire ruby e smutandate varie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Libia di Muammar Gheddafi fa il suo ingresso - malgrado i forti dubbi della Casa Bianca - nel capitale di Finmeccanica. La Lybian Investment Authority, fondo di investimento pubblico del regime del Colonnello, ha acquistato una partecipazione del 2,01% nel capitale del gruppo della difesa tricolore. Una mossa che rischia di surriscaldare i rapporti tra Roma e Washington già messi a dura prova nei mesi scorsi dall'asse Berlusconi-Putin con i suoi interessi nel settore del gas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/01/22/news/gheddafi_finmeccanica-11535312/"&gt;Leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-7299044457529493999?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/7299044457529493999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=7299044457529493999' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7299044457529493999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7299044457529493999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/01/colonia-italia.html' title='Colonia Italia'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-87979826425521153</id><published>2011-01-20T12:21:00.002+01:00</published><updated>2011-01-25T16:55:24.552+01:00</updated><title type='text'>Ci vuole coraggio anche a rubare</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;A fare i signori nel paese del bunga bunga non ci si guadagna nulla. Proviamo allora a raccontare le cose fuor di metafora, magari in maniera un po’ grezza ma sicuramente senza possibilità di equivoco. Succede che per la terza volta mi arriva una lettera dai LADRI dell’agenzia delle entrate in cui mi si avverte che da una verifica fatta da un fantomatico cervellone elettronico del cazzo, sarebbe emersa un'anomalia nella mia ultima dichiarazione dei redditi. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Le prime due volte l’anomalia, dopo calcoli astrusi e incomprensibili, con il generoso sconto di un terzo della somma dovuta, previo però pagamento entro 30 giorni dall’avvenuta notifica, veniva quantificata in 500 euro. La terza addirittura in oltre 1300 euro. Inutile dire che nessuna delle tre multe era dovuta. Anzi, nell’ultimo caso, &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;la mia amica commercialista ha riscontrato un pagamento maggiorato ed ha richiesto risarcimento. Ora, siccome io non credo nella buonafede, sono sicuro che questi burocrati di merda – specchio fedele della banalità del male - abbiano ricevuto mandato di provarci, per fare cassa alle spalle del contribuente onesto. Ma quello che mi fa più girare i coglioni, molto più del disagio personale per le mattinate perse in un carnaio di ufficio postale per ritirare le raccomandate, è pensare cosa sarebbe successo se le stesse ingiunzioni fossero arrivate a mio padre. Le avrebbe pagate il giorno successivo, dopo una notte insonne, per la vergogna di passare per uno che voleva fregare lo Stato, &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;e perché MAI, nella sua rettitudine, avrebbe lontanamente pensato, come invece suo figlio, che a volte il potere costituito non solo vuole mettertelo nel culo, ma gode anche nel farlo. Quante persone ci sono come mio padre, che &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;magari arrivano a privarsi del necessario per non avere problemi: in realtà per far fronte ad un’ingiustizia? Ci vorrebbe una class action contro questi mandanti ed esecutori, ladri, subdoli e meschini, che non hanno nemmeno il coraggio di puntarti una pistola per rapinarti, e di subire eventualmente una reazione uguale e contraria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-87979826425521153?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/87979826425521153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=87979826425521153' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/87979826425521153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/87979826425521153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/01/ci-vuole-coraggio-anche-rubare.html' title='Ci vuole coraggio anche a rubare'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-1372308238171368218</id><published>2011-01-19T17:14:00.000+01:00</published><updated>2011-01-19T17:14:33.287+01:00</updated><title type='text'>Le dame, i cavalier, l’armi, gli amori…</title><content type='html'>La tristezza della lussuria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ENZO BIANCHI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(…) Per reagire a tale clima ammorbante dovremmo acquisire la consapevolezza che la lussuria toglie la libertà: chi ne è schiavo finisce per asservirsi all’idolo del piacere sessuale, un idolo ossessionante che innesca una pericolosa dipendenza. Chi è preda della lussuria è come malato di bulimia dell’altro, lo cosifica in modo reale nella prestazione sessuale o in modo virtuale nell’immaginazione(…)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;amp;ID_articolo=8308&amp;amp;ID_sezione=&amp;amp;sezione="&gt;Leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL COMMENTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sermone della decenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di BARBARA SPINELLI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovrebbe esser ormai chiaro a tutti, anche a chi vorrebbe parlar d'altro e tapparsi le orecchie, anche a chi non vede l'enormità della vergogna che colpisce una delle massime cariche dello Stato, che una cosa è ormai del tutto improponibile: che il presidente del Consiglio resti dov'è senza neppure presentarsi al Tribunale, e che addirittura pretenda di candidarsi in future elezioni come premier. Molti lo pensano da tempo, da quando per evitare condanne il capo di Fininvest considerò la politica come un sotterfugio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/01/19/news/sermone_decenza-11384885/"&gt;Leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tradimento dei leccapiatti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MATTIA FELTRI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ davvero così: a guardarlo dagli amici ci avrebbe dovuto pensare Dio. Il sapore della disfatta è tutto lì, nelle conversazioni miserelle dei compari, nelle valutazioni sguaiate e ginnasiali delle ragazze di cui Silvio Berlusconi credeva d’aver conquistato il cuore con fascino e munificenza. Il peggio sta nella risatina oscena di chi sa di avere realizzato la circonvenzione del vecchio famelico sempre col cuore e il portafogli aperto: il dialogo fra Emilio Fede e Lele Mora varrebbe un ultimo atto da ovazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;amp;ID_articolo=8309&amp;amp;ID_sezione=&amp;amp;sezione="&gt;Leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-1372308238171368218?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/1372308238171368218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=1372308238171368218' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1372308238171368218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1372308238171368218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/01/le-dame-i-cavalier-larmi-gli-amori.html' title='Le dame, i cavalier, l’armi, gli amori…'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-2016824577757640843</id><published>2011-01-18T12:48:00.001+01:00</published><updated>2011-01-20T10:49:01.420+01:00</updated><title type='text'>Pantaloni abbassati</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Se l’utilizzatore finale riesce ad uscire indenne da una situazione del genere è perché l’Italia è un paese allo sbando, incapace di un sussulto etico anche di fronte al baratro in cui la sta portando un satrapo, o nella migliore delle ipotesi un malato (Veronica dixit). L’altra ragione possibile, che è più inverosimile di una fiction o della Brambilla ministro, è perché B. è veramente un Highlander . Tertium non datur. Detto questo, e dello squallore che si legge sui giornali, sono d’accordo con il prof. Cacciari quando dice – provocatoriamente, ma nemmeno poi tanto – : per uscire da questa situazione di empasse politica, economica, sociale, serve una legge con un solo articolo, in cambio dell'abdicazione perpetua: Berlusconi è innocente. Dopodichè, archiviato il passato e le litanie sulla persecuzione giudiziaria, voltiamo pagina e vediamo di recuperare il tempo e le risorse persi dietro al privato e al privè del premier.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-2016824577757640843?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/2016824577757640843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=2016824577757640843' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2016824577757640843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/2016824577757640843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/01/pantaloni-abbassati.html' title='Pantaloni abbassati'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-8711470678302256739</id><published>2011-01-14T15:45:00.000+01:00</published><updated>2011-01-14T15:45:20.343+01:00</updated><title type='text'>Signor sì, signore</title><content type='html'>Il dato vero su cui riflettere non è più il sì o il no sulla scheda referendaria ma è il concetto stesso di democrazia, che non può esprimersi liberamente e compiutamente senza la possibilità di un ventaglio di scelte, o quantomeno di due opzioni. Se l’alternativa per gli operai, come peraltro era avvenuto a Pomigliano - che avrebbe dovuto rappresentare l’eccezione in deroga, ricordiamocelo - è tra il lavoro in cambio della rinuncia ai diritti, e la chiusura, il risultato è già scritto. Soprattutto se la politica e il sindacato (esclusa la FIOM), che dovrebbero tutelare la parte debole, approvano apertamente il modello Marchionne. A questo punto lo strappo è già avvenuto e quello a cui si va incontro, e le ragioni che hanno portato fin qui, le si può leggere nell’editoriale del direttore di Repubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le ragioni di Marchionne&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;e le ragioni di tutti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Da una parte c'è la globalizzazione dall'altra si chiama in causa la democrazia. Senza una società solidale, i singoli devono cercare risposte individuali a problemi collettivi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di EZIO MAURO &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DUE, TRE cose sulla Fiat e il Paese prima che si conoscano i risultati del referendum di Mirafiori. Prima, per ragionare fuori dall'orgia ideologica di chi si schiera sempre con il vincitore e di chi pensa che i canoni della modernità e del progresso - oggi - sono sanciti dal rapporto di forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il voto e la sfida di Torino non disegneranno un nuovo modello di governance per l'Italia, come sperano coloro che oggi attendono da Marchionne quel che per un quindicennio ha promesso Berlusconi, senza mai mantenere. Soprattutto non daranno il via né simbolicamente né concretamente - purtroppo - ad una fase generale di crescita del Paese. Il significato della partita di Mirafiori è un altro, e va chiamato col suo nome: la ridefinizione, dopo tanti anni, del rapporto tra capitale e lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/01/14/news/ragioni_marchionne_altri-11203018/?ref=HREC1-2"&gt;Leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-8711470678302256739?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/8711470678302256739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=8711470678302256739' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8711470678302256739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8711470678302256739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/01/signor-si-signore.html' title='Signor sì, signore'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-4634492826036343073</id><published>2011-01-13T16:31:00.001+01:00</published><updated>2011-01-13T16:33:56.380+01:00</updated><title type='text'>Si può dire coglioni?</title><content type='html'>La notizia è drammaticamente vera. Un esame agli arti, in questo caso superiori, necessita del pagamento di due ticket, essendo che le braccia sono due. A questo punto, molto sommessamente, mi chiedo: lo stesso principio varrà anche per i testicoli? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SANITA' VENETO: TREVISO, A ODERZO DOPPIO TICKET SE L'ESAME E' SU 2 BRACCIA =&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Treviso, 13 gen. (Adnkronos Salute) - Siccome ha due braccia, &lt;br /&gt;serve il pagamento di due ticket. E' la risposta che una paziente, &lt;br /&gt;presentatasi all'ospedale di Oderzo, ha ricevuto da un operatore &lt;br /&gt;mentre richiedeva che le venissero prescritti esami medici per "gli &lt;br /&gt;arti superiori", come riportato sulla ricetta vergata dal medico di &lt;br /&gt;base.&lt;br /&gt;La donna ha chiesto lumi al suo dottore il quale non ha potuto &lt;br /&gt;fare altro che lamentarsi, sottolineando come "la burocrazia uccide il nostro lavoro di medici e - riporta oggi il quotidiano 'Il Gazzettino'- se il burocrate ha deciso di cambiare le regole, come medico che ha un rapporto diretto con l'assistito chiedo che questi cambiamenti ci vengano comunicati. Invece non è arrivata una riga, nulla".&lt;br /&gt;(Adnk/Adnkronos Salute)&lt;br /&gt;13-GEN-11 14:19&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-4634492826036343073?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/4634492826036343073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=4634492826036343073' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4634492826036343073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/4634492826036343073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/01/si-puo-dire-coglioni.html' title='Si può dire coglioni?'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-8758087846984971114</id><published>2011-01-13T12:18:00.000+01:00</published><updated>2011-01-13T12:18:11.517+01:00</updated><title type='text'>Non gioco più, me ne vado</title><content type='html'>Il presidente Obama, prima di dare il via libera all’operazione Chrysler, ha voluto vedere e verificare il piano industriale Fiat. Lo stesso ha fatto la cancelliera Merkel, che però, evidentemente, non l’ha ritenuto sufficiente per appoggiare l’intesa con Opel. Due esempi di come la politica può e deve intervenire nelle grandi questione economiche del proprio Paese. E il governo italiano? Non solo non ha chiesto al dott. Marchionne nulla di tutto ciò, non solo non ha risposto e non risponde ai ricatti di questo signore che, come gli adolescenti, minaccia di portar via il pallone se non si fa come vuole lui, mettendo sul tavolo e ricordandogli anche solo i milioni di ore di cassa integrazione e gli incentivi pagati all’industria torinese nel corso dei decenni. No, fa di più, ci mette il carico e per bocca del suo primo ministro, dell'uomo cioè che dovrebbe tutelare l’interesse economico nazionale e il lavoro dei cittadini, dice che sì Marchionne ha ragione e che fa bene ad andare via se qualcuno si rifiuta di giocare con le sue regole. Sottinteso: lo farei anch’io. Peccato che lui, il premier, non lo minacci neppure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quando il governo offende gli operai &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: GAD LERNER - la Repubblica &lt;br /&gt;13 Gennaio 2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un presidente del Consiglio che trova naturale legittimare il proposito di Marchionne – cioè il dirottamento all´estero degli investimenti produttivi Fiat in caso di bocciatura dell´accordo di Mirafiori - si assume una responsabilità che oltrepassa il mero infortunio verbale. &lt;br /&gt;Conferma che l´economia nazionale si ritrova a fronteggiare disarmata, sguarnita della minima tutela politica, la contesa globale. Siamo di fronte alla resa vergognosa di un governo già rivelatosi incapace di pretendere da Marchionne, com´era suo dovere, le informazioni puntuali sul suo fantomatico piano industriale senza le quali mai Obama avrebbe concesso il via libera all´operazione Chrysler negli Usa. Le stesse garanzie in assenza delle quali la cancelliera tedesca Merkel pochi mesi fa stoppò l´intesa tra Fiat e Opel. Così si comportano delle istituzioni pubbliche rispettabili. Con l´aggravante che Berlusconi si genuflette di fronte all´azzardo della più grande industria del suo paese, incurante del danno arrecato agli interessi nazionali. Perché qui non è più in gioco soltanto, e non sarebbe poco, la tutela del posto di lavoro di migliaia di lavoratori, ma l´intera struttura produttiva di una economia il cui destino resta legato all´industria manifatturiera. Rispetto alla quale, il premier-tycoon si conferma geneticamente estraneo.&lt;br /&gt;Di fronte all´enormità di questo misfatto antinazionale, sarebbe ingenuo sovraccaricare di significati politici o ideologici il voto che i 5.500 dipendenti di Mirafiori sono chiamati a esprimere a partire da stanotte. Un partito operaio non può certo esistere nell´Italia del 2011. Nessuno più fingerà di credere, come nel passato, alla natura di per sé rivoluzionaria di una classe sociale che liberandosi dallo sfruttamento adempierebbe a una finalità di giustizia universale. Stremati, anziani e impoveriti, i lavoratori torinesi vengono chiamati a sancire nient´altro che una deroga alle normative vigenti così evidentemente peggiorativa dello status quo che neppure la Confindustria può vidimarla; almeno fin tanto che l´associazione degli imprenditori continuerà a dichiarare valido il contratto nazionale da lei stipulato con i sindacati. &lt;br /&gt;Timida, anacronistica e imbarazzata pareva dunque, ieri, la presenza ai cancelli di Mirafiori di un leader della sinistra come Vendola: perché riesce difficile perfino a lui chiedere ai dipendenti Fiat di votare no al referendum-ultimatum, di fronte a un amministratore delegato che si è detto pronto a "brindare", oltreoceano, a Detroit, in caso di bocciatura del suo diktat.&lt;br /&gt;Non a caso prima della sortita di Berlusconi, e in assenza di un´effettiva libertà di scelta, era ammutolito lo stesso Partito democratico, i cui massimi dirigenti ancora ieri si dichiaravano "né con Marchionne, né con la Fiom" (cosa vuol dire?). Rescisso il loro giovanile vincolo esistenziale con il mondo del lavoro, caduta l´illusione della classe rivoluzionaria motore del progresso, questi dirigenti non seppero promuovere neanche quando governavano il paese forme alternative di tutela del lavoro dipendente; come la cogestione aziendale alla tedesca o l´azionariato dei dipendenti all´americana. Col bel risultato che oggi neppure il sindacalismo classista residuale praticato dalla Fiom Cgil è in grado di strappare garanzie progettuali e contropartite efficaci ai sacrifici richiesti dalla Fiat, pena il dirottamento all´estero degli investimenti.&lt;br /&gt;Non può più esistere un partito operaio, ma fatica a sopravvivere anche un partito degli industriali, nell´Italia a crescita zero. Lo rivela clamorosamente la bandiera bianca alzata da Berlusconi.&lt;br /&gt;Così gli operai di Mirafiori si ritrovano completamente disarmati, sollecitati a cedere diritti in cambio di una promessa di lavoro incerto e a basso reddito. Sarà, la loro, domani, una drammatica somma di scelte individuali. Mentre l´establishment del paese si crogiola in miopi calcoli di convenienza: assecondare la prepotenza di Marchionne nella speranza magari di assestare un colpo definitivo alla resistenza di una Cgil isolata? Elevando addirittura il manager italo-canadese a tardivo battistrada di una inesistente rivoluzione liberale mai neppure intrapresa dal berlusconismo?&lt;br /&gt;Se Marchionne avesse abbinato la denuncia delle nostre relazioni sindacali antiquate a un effettivo rilancio dell´impresa automobilistica in Italia, anziché lamentare ingratitudine per l´"osceno" trattamento ricevuto, come se la Fiat non usufruisse tuttora di milioni di ore di cassa integrazione, forse oggi le sue richieste risulterebbero più credibili. Ma dopo aver risanato i bilanci Fiat grazie al sostegno decisivo delle nostre banche, trascorsi ormai sei anni e mezzo dal suo insediamento al Lingotto, è giunto il tempo di valutarne l´operato non solo come audace finanziere, bensì come capitano d´industria.&lt;br /&gt;Quali nuove quote di mercato ha conquistato? Quali nuove vetture, all´altezza di competere con quelle della concorrenza, annovera nel suo glorioso curriculum?&lt;br /&gt;I suoi predecessori Valletta e Romiti sbaragliarono anch´essi la resistenza sindacale, nel 1955 e nel 1980, ma con la Seicento e la Uno poi incrementarono le vendite. Marchionne invece si è rivelato abilissimo nel sostituire gli aiuti di Stato americani agli incentivi nostrani, ha fatto schizzare in Borsa i titoli Fiat per la gioia degli azionisti e di sé medesimo, ma nel frattempo ha sguarnito la produzione intestandosi un crollo delle vendite senza precedenti. Oggi la Fiat detiene solo una quota del 6,7% del mercato europeo, un record negativo, mentre le case automobilistiche rivali stanno crescendo. Sarà forse colpa di Landini e della Fiom se in pochi anni siamo passati da novecentomila vetture prodotte in Italia a meno di seicentomila? Risultano forse ingovernabili le fabbriche in cui langue la produzione? Davvero qualcuno crede che la fabbricazione della Panda a Pomigliano e il solo montaggio di una Jeep Chrysler a Mirafiori porteranno al raddoppio (e più) delle vetture prodotte in Italia, come genericamente promesso in un piano che nessuno, tanto meno Berlusconi, ha verificato?&lt;br /&gt;I sindacalisti firmatari degli accordi di Pomigliano e di Mirafiori fanno notare che sono molti, in Italia, gli operai già oggi costretti a lavorare in condizioni più gravose di quelle che hanno strappato a Marchionne. È vero, anche se la prevista esclusione del maggior sindacato metalmeccanico, la Fiom Cgil, dalla rappresentanza aziendale di questi due stabilimenti, costituisce un vulnus democratico pericoloso. E, soprattutto, il ripiegamento in un´azienda come la Fiat prelude a un peggioramento generalizzato. Per questo oggi risulta così tormentosa la scelta cui sono chiamati, uno ad uno, i dipendenti di Mirafiori. In coscienza, nessuno tra i fortunati (ma anche fra i disoccupati e i precari) che restano fuori dai cancelli può giocare con un sì o con un no al posto loro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-8758087846984971114?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/8758087846984971114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=8758087846984971114' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8758087846984971114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8758087846984971114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/01/non-gioco-piu-me-ne-vado.html' title='Non gioco più, me ne vado'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-1786606916184225869</id><published>2011-01-08T13:45:00.000+01:00</published><updated>2011-01-08T13:45:35.273+01:00</updated><title type='text'>Funerali di Stato</title><content type='html'>Sulla morte dell'alpino Matteo Miotto in Afghanistan (e sulle dirette televisive dei funerali) la penso esattamente come Vittorio Zucconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affettuosamente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il TG ufficiale del regime, il sempre più ridicolo Minzculpop del chupa chupa, ci informa con melensa voce di circostanza che Berlusconi ha “affettuosamente” salutato in chiesa la madre di Matteo, il nuovo Alpino ammazzato in Afghanistan. A parte che l’avverbio è del tutto gratuito, inutile e quindi di puro lecchismo minzolesco (come cavolo avrebbe dovuto salutarla, quella povera madre? Sgarbatamente? Freddamente? Ruvidamente? Sdegnosamente? Polemicamente?) io continuo a pensare che chi vuole davvero bene ai “nostri ragazzi” e ha in mano il governo della nazione evita di mandarli a farsi ammazzare in una guerra nella quale nessuno capisce più niente. Sarebbe ora che qualcuno mandasse a farsi fottere questi retori da funerale che vanno a piangere sulle bare di coloro che hanno mandato a morire. Affettuosamente affanculo, s’intende.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-1786606916184225869?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/1786606916184225869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=1786606916184225869' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1786606916184225869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1786606916184225869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/01/funerali-di-stato.html' title='Funerali di Stato'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-5745346452086596817</id><published>2011-01-07T18:11:00.001+01:00</published><updated>2011-01-07T18:13:41.431+01:00</updated><title type='text'>Marchionnemente</title><content type='html'>Nei giorni scorsi ho letto un'interessante intervista a Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, uomo non molto amato&amp;nbsp;anche da gran parte della sinistra, il che, visto lo stato delle cose, gli fa solo onore. Comunque la si pensi, Landini pone alcune questioni assolutamente dirimenti, che&amp;nbsp;andrebbero prese in considerazione&amp;nbsp;se si vuole fare un'analisi seria della vicenda Fiat. La prima riguarda la rappresentanza. "&lt;em&gt;Marchionne e la Fiat stanno cambiando del modello di gestione di impresa, per cui il sindacato esiste solo se aderisce alle idee dell’azienda. Qui c’è la differenza tra un sindacato puramente aziendale o corporativo e un sindacato confederale. Il primo ha il suo orizzonte in quell’azienda lì, e si hanno diritti solo se quell’azienda funziona. Il secondo si pone il problema che un lavoratore, a prescindere da dove lavora, sia dotato di diritti. La novità dell’accordo Fiat non è che vuol lasciare fuori la Fiom e la Cgil – che è già grave – ma che le persone non abbiano dei diritti e non possano decidere. Sindacati importanti come Fim e Uilm, che insieme a noi hanno conquistato i diritti che i lavoratori ancora hanno, accettando una logica di questo genere cambiano la loro natura"&lt;/em&gt;. La seconda questione riguarda direttamente i diritti e chiama in causa la stessa Confindustria. &lt;em&gt;"Di sicuro c’è un «rischio imitazione», che può svilupparsi in due direzioni. «Imprese» che non si associano e non applicano nessun contratto, in Italia, già ci sono; è un punto su cui farebbero bene a interrogarsi le forze politiche e sociali. L’apertura alle deroghe al contratto nazionale, poi, anche senza arrivare al punto di Marchionne, implica comunque imprese che ti chiedono, per farti lavorare, qualche diritto o un po’ di salario in meno. Tanto più che siamo dentro una crisi che non è finita. E siccome le ragioni che l’hanno prodotta, purtroppo, non sono state affrontate, ecco che le deroghe o il «modello Fiat» indicano una falsa via d’uscita; che può però tentare molte imprese. Comunque aziende importanti hanno continuato a fare accordi con la Fiom, per esempio Indesit, che vede l’impegno dell’azienda a non licenziare nessuno. Oppure l’Ilva di Taranto, dove si sono assunti tutti i lavoratori interinali. Non è vero che in Italia per investire bisogna cancellare leggi e diritti. Viene il sospetto che chi spinge invece su questa linea stia cercando la scusa per dire che in in Italia non si può rimanere. Lo ha ammesso lo stesso Marchionne, quando ha detto che il suo obiettivo resta l’acquisizione del 51% della Chrysler. Dove li prende i soldi? A questo punto le voci sulla vendita di pezzi di marchi o rami d’impresa acquistano un altro senso. Si va verso un rafforzamento o una smobilitazione della produzione di auto in Italia? A noi sembra vera la seconda. Confindustria e Federmeccanica, ora, hanno un problema: non possono continuare a dire che va bene sia la Fiat che il contrario. Le due cose non stanno insieme". &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;«Il modello Fiat colpisce tutti»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista a Maurizio Landini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Rocco Di Michele su il manifesto del 5 gennaio 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È come al solito tranquillo, Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, il sindacalista più amato e odiato degli ultimi anni. Cominciamo chiedendogli lumi sui diversi interventi sui giornali di lunedì (Di Vico sul Corsera, Farina della Fim) preoccupati di trovare una soluzione per far «rientrare» la Fiom in Fiat. Come se si capisse solo ora l’enormità dello strappo strappo sulla rappresentanza, se si tiene fuori il sindacato più rappresentativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«È evidente che in Italia non c’è una legge sulla rappresentanza. Di fronte al pluralismo sindacale reale, se non c’è una legge che riconosce ai lavoratori il diritto di eleggere i propri delegati e poter decidere sempre sugli accordi che li riguardano, un sistema di relazioni industriali non regge. L’elemento di novità è questo: accordo separato dopo accordo separato, il sistema non tiene perché è un modello antidemocratico che cerca di realizzare un cambiamento di natura del sindacato. Marchionne e la Fiat sono andati anche oltre: siamo al cambio del modello di gestione di impresa, per cui il sindacato esiste solo se aderisce alle idee dell’azienda. Qui c’è la differenza tra un sindacato puramente aziendale o corporativo e un sindacato confederale. Il primo ha il suo orizzonte in quell’azienda lì, e si hanno diritti solo se quell’azienda funziona. Il secondo si pone il problema che un lavoratore, a prescindere da dove lavora, sia dotato di diritti. La novità dell’accordo Fiat non è che vuol lasciare fuori la Fiom e la Cgil – che è già grave – ma che le persone non abbiano dei diritti e non possano decidere. Sindacati importanti come Fim e Uilm, che insieme a noi hanno conquistato i diritti che i lavoratori ancora hanno, accettando una logica di questo genere cambiano la loro natura».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiano anche le prospettive. Non servono davvero quattro sindacati per dire «sì»…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La norma in testa agli accordi di Pomigliano e Mirafiori – eventuali «parti terze» che decidessero di aderire potrebbero farlo solo se tutti i firmatari sono favorevoli – introduce, come negli Usa, il principio che il sindacato può essere presente solo se lo vuole il 50% più uno dei lavoratori. È un modello che non c’entra nulla con la storia europea. Paradossale poi che si voglia importare un modello di relazioni proprio nel momento della sua massima crisi. Una delle ragioni che ha mandato fuori mercato i produttori di auto Usa è che, non esistendo contratto nazionale né stato sociale, giapponesi o coreani hanno avuto mano libera nel produrre lì con salari più bassi. Al punto che anche negli Usa si stanno ora ponendo il problema di costruire un minimo di welfare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche per questo – caso Opel – in Germania hanno respinto l’ingresso della Fiat?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di sicuro dimostra cosa significa avere un governo che si interessa di politica industriale, che impone il rispetto di regole e leggi. Molti oggi parlano del «modello tedesco». Bene. In Italia c’è uno stabilimento che produce auto per Volkswagen: la Lamborghini. Quell’azienda, la scorsa settimana, ha fatto un accordo con le Rsu che accetta il contratto metalmeccanico del 2008 (l’ultimo firmato da tutti i sindacati, ndr). I tedeschi, qui, per continuare a costruire auto, non hanno scelto il «modello Marchionne», ma il sistema esistente in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra in discussione anche la credibiltà di Confindustria. Non tutte le imprese possono dire «o si fa come dico io o me ne vado»…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di sicuro c’è un «rischio imitazione», che può svilupparsi in due direzioni. «Imprese» che non si associano e non applicano nessun contratto, in Italia, già ci sono; è un punto su cui farebbero bene a interrogarsi le forze politiche e sociali. L’apertura alle deroghe al contratto nazionale, poi, anche senza arrivare al punto di Marchionne, implica comunque imprese che ti chiedono, per farti lavorare, qualche diritto o un po’ di salario in meno. Tanto più che siamo dentro una crisi che non è finita. E siccome le ragioni che l’hanno prodotta, purtroppo, non sono state affrontate, ecco che le deroghe o il «modello Fiat» indicano una falsa via d’uscita; che può però tentare molte imprese. Comunque aziende importanti hanno continuato a fare accordi con la Fiom, per esempio Indesit, che vede l’impegno dell’azienda a non licenziare nessuno. Oppure l’Ilva di Taranto, dove si sono assunti tutti i lavoratori interinali. Non è vero che in Italia per investire bisogna cancellare leggi e diritti. Viene il sospetto che chi spinge invece su questa linea stia cercando la scusa per dire che in in Italia non si può rimanere. Lo ha ammesso lo stesso Marchionne, quando ha detto che il suo obiettivo resta l’acquisizione del 51% della Chrysler. Dove li prende i soldi? A questo punto le voci sulla vendita di pezzi di marchi o rami d’impresa acquistano un altro senso. Si va verso un rafforzamento o una smobilitazione della produzione di auto in Italia? A noi sembra vera la seconda. Confindustria e Federmeccanica, ora, hanno un problema: non possono continuare a dire che va bene sia la Fiat che il contrario. Le due cose non stanno insieme. La nostra dichiarazione di sciopero generale il 28 vuol dare proprio questo segnale, oltre al sostegno ai lavoratori di Pomigliano e Mirafiori, i più esposti. Chiediamo a ogni singolo metalmeccanico di scioperare per dire con forza che lui non vuole che nella sua azienda succeda quel che sta avvenendo in Fiat. Un messaggio che deve arrivare alle controparti. Se si vuol andare su questa strada si apre un conflitto senza precedenti, sul piano sindacale e su quello giuridico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la Cgil? Pensionati e pubblico impiego vi hanno appoggiato, poi anche la segretaria dell’Emilia Romagna. Sta cambiando qualcosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudizio di inaccettabilità dell’accordo è comune a tutta la Cgil. Il problema che si sta ponendo è: qual è l’azione sindacale migliore per rispondere a un attacco come quello portato dalla Fiat? Il Comitato centrale della Fiom ha deciso, senza un solo voto contrario, in presenza della segreteria Cgil, che quell’accordo non si può firmare e che il referendum voluto dalla Fiat non è legittimo. Come si tutelano quei lavoratori? Insieme ai compagni di Torino e Napoli stiamo discutendo delle azioni di lotta e legali da mettere in campo. Ma è evidente che le «forme tecniche» non esistono. Gli accordi si firmano oppure no. Lo strumento del referendum per noi deve diventare un diritto universale. Ma deve avere due caratteristiche: i lavoratori debbono poter dire liberamente sì o no (e invece qui avvertono che, se «no», si chiude la fabbrica), e dentro un quadro di regole condivise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci vuole una legge sulla rappresentanza o basta un «accordo interconfederale»?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché un diritto sia esercitabile ci vuole una legge. Quel che sta succedendo non riguarda solo chi lavora a Mirafiori o i metalmeccanici. Serve una discussione esplicita, che faccia i conti con la novità drammatica delle scelte Fiat. Siamo davanti a un attacco senza precedenti che riguarda assolutamente tutti. Mi ha colpito molto che gli studenti, nella loro lotta, si siano resi conto che la cancellazione dei diritti del lavoro riguarda anche loro, ora e in futuro. È una novità assoluta che rimette insieme generazioni che per anni non si sono parlate. Tutta la Cgil dovrebbe essere il luogo di questa discussione. Perché queste idee divengano egemoni nel paese e portino a definire un equilibrio diverso nei rapporti sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il 28 si segue lo schema del 16 ottobre anche quanto ad «alleanze»?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È uno sciopero di 8 ore. Una scelta impegnativa in più che chiediamo ai metalmeccanici. Dobbiamo lavorare per informare i lavoratori, essere presenti sui posti. Faremo tante manifestazioni regionali. Ci rivolgiamo però anche a tutti i soggetti che hanno condiviso con noi il 16 ottobre, alle altre categorie, studenti, movimenti per l’acqua, ecc. Insomma a tutti i cittadini che ritengono sia a rischio la Costituzione e i diritti. Vogliamo fare di quella giornata una mobilitazione che dice che un altro modello sociale è possibile e che si può uscire da questa crisi mettendo al centro il lavoro. In ogni città pianteremo delle tende in piazza come luoghi informativi. Incontriamo le forze politiche e non solo. Siamo pronti a parlare con chiunque abbia voglia di confrontarsi con noi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-5745346452086596817?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/5745346452086596817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=5745346452086596817' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5745346452086596817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5745346452086596817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2011/01/nei-giorni-scorsi-ho-letto.html' title='Marchionnemente'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-1853773436408893317</id><published>2010-12-30T14:50:00.002+01:00</published><updated>2011-01-10T16:34:50.665+01:00</updated><title type='text'>Fiat voluntas sua</title><content type='html'>Pomigliano avrebbe dovuto rappresentare l'eccezzione. Invece è arrivato Mirafiori. A chi anche a sinistra continua ad ammirare Marchionne e il suo maglioncino, l'invito è a leggere questa intervista a Sergio Cofferati, che non è quel che si dice un rivoluzionario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• Loris Campetti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le ragioni della Fiom&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sergio Cofferati, europarlamentare del Pd con esperienze alle spalle che segnano, da segretario della Cgil a sindaco di Bologna, ci tiene a fare una premessa: «Io sono un riformista moderato, lo sai, e non sono diventato improvvisamente radicale». Lo so, e sono pronto a testimoniarlo in ogni sede, rispondo. «È ridicolo pensare che io abbia cambiato natura perché condivido le battaglie della Fiom per impedire il totale smantellamento delle relazioni industriali, praticato da Marchionne per colpire la Fiom, la Cgil e, soprattutto, i lavoratori e i loro diritti sanciti dalla Carta costituzionale e dallo Statuto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla vicenda di Pomigliano avevi espresso, proprio sul manifesto, un giudizio molto negativo. Come commenti l'accordo separato di Mirafiori?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto negativamente. È un «accordo» addirittura peggiore di quello di Pomigliano e conferma che nella fabbrica napoletana non si agì in uno stato di necessità, si voleva dare inzio a una strategia oggi confermata e aggravata a Mirafiori. Le newco vengono usate per azzerare i diritti individuali e collettivi sanciti da accordi pregressi. Si cancella il contratto nazionale, è ridicolo esaltare il valore del contratto aziendale, che da che mondo è mondo si chiama contratto di 2° livello, il 1° è il contratto nazionale. A Mirafiori si scavalca il modello Pomigliano cancellando il diritto a contrattare, e persino a essere rappresentato, al sindacato che non firma l'accordo. In quell'«accordo» si dice alla Fiom: o firmi o ti cancello. Il perché è chiaro: la si vuole espellere dalle fabbriche perché è l'unico sindacato che contratta, discutendo la strategia complessiva della Fiat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno disse, a sinistra e in Cgil, che Pomigliano era un unicum, irripetibile e la Fiom avrebbe dovuto far buon viso a cattiva sorte, poi tutto sarebbe tornato alla normalità...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può sbagliare valutazione, credere in buona fede che Pomigliano rappresentasse l'eccezione e non l'inizio di un nuovo sistema di relazioni che cancella persino il diritto di sciopero. Ma chi disse «bisogna fare di necessità virtù» oggi non riconosce la sua miopia e arriva a giustificare anche l'obbrobrio di Mirafiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu hai un'antica frequentazione e unità con Cisl e Uil, anche se in momenti straordinari hai fatto con la Cgil scelte solitarie. Come interpreti la loro firma a Mirafiori?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È autolesionismo. Come spiegano a una persona normale che 15 giorni dopo aver rifiutato di firmare l'estromissione di un sindacato giovedì hanno apposto la loro firma sotto il testo di Marchionne, che nel frattempo non era cambiato di una virgola? Fim e Uilm hanno rinunciato a svolgere un ruolo contrattuale, condannandosi alla subalternità e, alla lunga, alla scomparsa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dio acceca chi vuol perdere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che l'unico sindacato che manterrà una rappresentanza reale è la Fiom, chi firma testi come quello rinuncia a ogni ratio negoziale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa c'è dietro l'attacco alla Fiom?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una strategia pericolosissima: si punta a recuperare margini di profitto ridimensionando i diritti individuali e collettivi e aumentando lo sfruttamento, tralasciando quel che l'azienda produce, o meglio non produce. Marchionne teorizza che il piano è roba sua e assegna agli enti locali un ruolo ancor più ancillare di quello attribuito ai sindacati, assegnando loro il solo compito di occuparsi delle gravi conseguenze sociali delle scelte aziendali. Anche per i sindacati parlo di un ruolo ancillare, perché la rappresentanza è considerata accettabile solo se non è conflittuale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se lo strappo di Mirafiori è così grave, come valuti le reazioni sottotono, i silenzi, quando non il consenso aperto a Marchionne che si registra tra le forze democratiche e nel tuo partito?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo grave che persino la cancellazione dell'accordo del '93 sulle rappresentanze sindacali passi in silenzio, anche da parte di chi quell'accordo aveva giustamente voluto. Sono preoccupanti certe affermazioni e i silenzi nel Pd, c'è chi non si rende conto che la strategia della Fiat è regressiva. Ripeto, posso ammettere che qualcuno in buona fede abbia sottovalutato la portata dell'accordo di Pomigliano, ma su Mirafiori che lo conferma in peggio non può esserci accettazione in buona fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova segretaria della Cgil, Susanna Camusso, critica la strategia di Marchionne ma non risparmia accuse alla Fiom annunciandone la sconfitta e promette un serrato confronto con la Confindustria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io nel mio lavoro in Cgil ho avuto sempre rapporti vitali con la Fiom, a volte anche dialettici. Ma ora non si può non capire che l'attacco di Marchionne è di una gravità inaudita, anche un cieco può vederlo. È come se Berlusconi decretasse che chi non è d'accordo con lui non ha diritto a presentarsi alle elezioni. In alcuni settori della Cgil si rischia di sottovalutare l'effetto della linea Marchionne. E chiedo: che senso ha discutere di regole con la Confindustria, proprio qualndo la Fiat decide di uscire da Federmeccanica e Confindustria? Non vedo alcuna sconfitta della Fiom, che ha un atteggiamento sindacalmente razionale e rigoroso e aumenta i consensi in tutte le fabbriche in cui si rinnovano le Rsu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque è sbagliato accusare la Fiom di rigidità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si fa a dirlo? Io constato che quel che avviene nell'imprenditoria metalmeccanica non avviene tra i chimici. Mi si può contestare che nella chimica c'è una produzione ad alto valore aggiunto, e allora parliamo dei tessili: ne gli uni né gli altri hanno avanzato strategie che richiamino, sia pur lontanamente, i diktat di Marchionne. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'accordo separato di Mirafiori è contestuale allo spettacolo indecente del governo e del parlamento rispetto alle proteste studentesche e allo schiaffo di Tremonti all'informazione democratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ambiti diversi c'è lo stesso attacco, teso a ridurre gli spazi di democrazia ed è grave che non generi reazioni adeguate alla pericolosità del momento, per la sinistra e non solo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non trovi che ci sarebbero tutti gli ingredienti perché la Cgil proclami lo sciopero generale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le condizioni ci sono tutte, a partire dalla crescita della disoccupazione soprattutto giovanile e dai tagli allo stato sociale che sortiranno effetti drammatici nei prossimi mesi. Penso dunque che la Cgil potrebbe proporlo a Cisl e Uil; qualora la risposta fosse negativa, lo sciopero generale potrebbe essere promosso comunque dalla Cgil, nella logica prosecuzione delle iniziative di questi mesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-1853773436408893317?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/1853773436408893317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=1853773436408893317' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1853773436408893317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/1853773436408893317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/12/pomigliano-avrebbe-dovuto-rappresentare.html' title='Fiat voluntas sua'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-3874907676490112962</id><published>2010-12-22T13:00:00.002+01:00</published><updated>2011-01-03T12:57:52.221+01:00</updated><title type='text'>La notte mundial</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Z4NCJzn9Yjc/TRHoHrvIYSI/AAAAAAAAAGA/DdOmcq1AdvA/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="181" n4="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_Z4NCJzn9Yjc/TRHoHrvIYSI/AAAAAAAAAGA/DdOmcq1AdvA/s320/images.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La sera della finale del Mundial '82 ero a Marina di Massa. La partita l'ho vista in una delle tante tv accese nelle verande del campeggio dove ero accampato con il mio amico di sempre: accampato, è proprio il caso di dirlo, nell'unica piazzola rimasta libera - e non era un caso, visto che confinava con le cucine - in una canadese militare presa a prestito, con un solo materassino che si sgonfiava durante la notte, un unico sacco a pelo e la barba di una settimana. Ricordo ancora adesso la sindone di terra e sassi che mi si stampava sulla schiena, sia che dormissi sul materassino, sia nel sacco a pelo, che all'inizio, da buoni amici, ci scambiavamo, nella vana speranza di trovare conforto nell'uno o nell'altro almeno per una notte: un rito del tutto inutile che abbiamo comunque perpetrato sino alla fine del soggiorno, perchè i patti vanno rispettati fino in fondo. Di quella sera dell'11 luglio 1982 ricordo ancora la ragazzina bionda tedesca vicino a me: ricordo soprattutto le tette, che fecero vacillare pericolosamente il mio amor patrio di fronte al dilemma se tifare apertamente per la nazionale di ZoffGentileCabriniOrialiCollovatiScireaContiTardelliRossiBergomiGraziani, allenatore il signor Enzo Bearzot, o se, per dovere di ospitalità, gentilezza, galanteria,sentimenti nobili che contrastavano con il mio aspetto e l'indecoroso abbigliamento, o più prosaicamente per le tette, avrei dovuto limitarmi ad assistere alla disfida e gioire dentro, sperando in un dopo partita di festeggiamenti, a prescindere dal risultato. Anche perchè la biondina dimostrava di essere tutt'altro che insensibile ai sorrisi, e la mia fantasia si era già apparecchiata un bel finale sulla spiaggia. Quando Cabrini ha sbagliato il rigore avrei ululato, ma lei mi ha piantato addosso i suoi occhi teutonici ed io ho fatto una faccia falsa come giuda iscariota, che diceva e non diceva, e comunque non faceva trasparire troppo scoramento per l'occasione mancata, come invece tutti quei beceri compatrioti davanti allo schermo. Ad accorgersi della nostra liaison, probabilmente richiamata dall'urlo dei miei ormoni di diciottenne, è stata la madre, che guardando verso di me ha detto qualcosa in crucco al marito: un uomo con un peso specifico importante, così come la pancia, che si è messo subito tra noi nella rappresentazione,anche politica, del muro di Berlino. Non avendo mezzi per contrappormi alla storia, al gol di Pablito Rossi ho perso i freni inibitori e incurante del muro, della pancia, e rendendo omaggio alle tette della biondina, ho gridato quanto e più di Tardelli, che di lì a poco ci avrebbe regalato una delle più belle immagini di gioia della storia del calcio. La terza rete di Spillo Altobelli, con il presidente Pertini che si alza in piedi e dice: adesso non ci raggiungono più, ha dato il via all'apoteosi. Il muro di Berlino si è sgretolato con qualche anno d'anticipo. Andandosene, si era purtroppo trascinato via anche la figlia. Ci siamo guardati un'ultima volta e sono sicuro che entrambi abbiamo pensato: mondiali di merda. Ma è durato poco. Nando Martellini ha liberato il suo triplice campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo, ed è stata subito festa, per tutta la notte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-3874907676490112962?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/3874907676490112962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=3874907676490112962' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3874907676490112962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/3874907676490112962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/12/la-notte-mundial.html' title='La notte mundial'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Z4NCJzn9Yjc/TRHoHrvIYSI/AAAAAAAAAGA/DdOmcq1AdvA/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-5916246645015472076</id><published>2010-12-21T15:48:00.000+01:00</published><updated>2010-12-21T15:48:07.745+01:00</updated><title type='text'>Il vecio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Z4NCJzn9Yjc/TRC9xpabtmI/AAAAAAAAAF8/lN6G5KJ3xzA/s1600/Bearzot.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="164" n4="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_Z4NCJzn9Yjc/TRC9xpabtmI/AAAAAAAAAF8/lN6G5KJ3xzA/s320/Bearzot.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo....&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/12/21/news/commento_morte_bearzot-10449861/?ref=HRER3-1"&gt;http://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/12/21/news/commento_morte_bearzot-10449861/?ref=HRER3-1&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-5916246645015472076?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/5916246645015472076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=5916246645015472076' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5916246645015472076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/5916246645015472076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/12/il-vecio.html' title='Il vecio'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Z4NCJzn9Yjc/TRC9xpabtmI/AAAAAAAAAF8/lN6G5KJ3xzA/s72-c/Bearzot.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6060587026183300192</id><published>2010-12-20T13:19:00.001+01:00</published><updated>2010-12-21T10:09:46.762+01:00</updated><title type='text'>Dopo il Daspo, il Gaspo</title><content type='html'>Dopo il Daspo, il Gaspo. La proposta di arresti preventivi per evitare disordini alle manifestazioni è fascistissima ma non stupisce più di tanto. Soprattutto non va derubricata a barzelletta, dando credito alla rappresentazione che la satira fa del suo autore. Certo verrebbe da dire che è nei momenti di particolare debolezza psichica - da tasso alcolico, o da spalle al muro sommersi dai problemi - che si perdono i freni inibitori e che la verità del pensiero viene a galla. E il pensiero del&amp;nbsp;capogruppo dei senatori del partito che vorrebbe essere liberale e guardare ai moderati è quello lì e non un altro. Vale la pena però stare con gli occhi aperti, perché le dichiarazioni del sottosegretario&lt;a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/18/news/speranza_manganelli-10343062/"&gt; Mantovano (Daspo) e dei ministro Maroni e Alfano&lt;/a&gt; a cui hanno fatto seguito quelle ancor più becere di Maurizio Gasparri, sono prodromi di un disegno nemmeno troppo nascosto: “Il governo, politicamente debole, sordo alle difficoltà del Paese, lontano da una società che umilia, vuole rilanciare se stesso inventando una nuova emergenza. Addirittura un'emergenza "terrorismo". Secondo una leadership politica che fa vanto di essere stata fascista (La Russa, Gasparri, Alemanno), "terrorismo" sarebbero le manifestazioni di protesta contro la "riforma Gelmini" e potenziali "terroristi" chi vi partecipa” (&lt;a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/20/news/commento_d_avanzo-10402610/?ref=HREA-1"&gt;Giuseppe D’avanzo, Repubblica). &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finirà anche questa volta, &lt;a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-tempesta-non-passa-da-sola/2140553"&gt;scrive Giorgio Bocca&lt;/a&gt;. E se lo dice lui bisogna crederci. Finirà anche questo riflettersi della maggioranza nello specchio del premier, che “ha fatto degli italiani suoi complici, che riconoscono nei suoi difetti i loro difetti, la loro furbizia, il loro gallismo, i loro piaceri plebei, la loro voglia di harem, il loro squadrismo”. Il problema è che il prezzo da pagare si alza ogni giorno di più, soprattutto se alle rivendicazioni di una piazza esasperata dalla prospettiva del nulla si risponde con provvedimenti di ordine pubblico. Stiamo attenti e speriamo che mercoledì gli studenti riescano a isolare gli infiltrati alla loro manifestazione, che sicuramente ci saranno: ricordiamoci di Genova 2001, di chi fu la responsabilità dei disordini e della morte annunciata di Carlo Giuliani. Sempre D’Avanzo su Repubblica: “Oggi vale la pena soltanto rinnovare una preoccupazione che sarà opportuno che sia condivisa nelle prossime ore. Contro un movimento di giovani che rifiuta un progetto di ordine sociale, che si oppone a un'eterna precarietà, alla caduta di ogni garanzia di eguaglianza e chiede opportunità e futuro, il governo decide di rafforzare se stesso preparando il peggio. Evoca un "diritto di polizia" e un uso della violenza. Accende la rabbia. Eccita gli animi meno consapevoli. Cinicamente fa di conto: nuovi disordini gli fanno gioco, debole come è. È questa la funesta trappola che, a partire da oggi, i "movimenti" dovranno aggirare con lucidità e intelligenza”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6060587026183300192?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6060587026183300192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6060587026183300192' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6060587026183300192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6060587026183300192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/12/dopo-il-daspo-il-gaspo.html' title='Dopo il Daspo, il Gaspo'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-7082379569404930516</id><published>2010-12-17T16:32:00.001+01:00</published><updated>2011-01-03T13:01:03.153+01:00</updated><title type='text'>Bersani, dì qualcosa di sinistra!</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;La deriva politica, economica e sociale imporrebbe una presa di distanza netta dal berlusconismo, anche o soprattutto in funzione della costruzione di un’alternativa culturale diversa. E’ nei momenti di grande crisi, secondo me, che si deve dare un’indicazione precisa ai cittadini e non cercare accomodamenti &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;innaturali, anche&amp;nbsp;se temporanei per superare&amp;nbsp;una fase delicata. La storia recente ci ha insegnato che sono i partiti o i movimenti con una connotazione chiara ad ottenere il consenso: alleanze solo di potere o contro il nemico comune del momento non portano lontano, oltre ad allontanare l’elettorato da una rappresentanza ormai non più tale nemmeno nelle urne. L’apertura al terzo polo del segretario del Pd Bersani, nell’intervista rilasciata &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/12/17/news/bersani_ora_alleanza_col_terzo_polo_il_pd_pensa_a_sacrificare_le_primarie-10302796/?ref=HREC1-3"&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: Calibri;"&gt;oggi a Repubblica&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;, è l’ennesima occasione persa di dire qualcosa di sinistra. Che magari non porterà al governo del paese, ma probabilmente aiuterebbe molti a ritrovare un senso di appartenenza e una collocazione. E non è solo una questione ideologica, che comunque sarebbe più che sufficiente. La dimostrazione dell’impraticabilità e dei possibili danni di una coalizione anomala arriva dalle dichiarazioni al Corriere della Sera del deputato Udc &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Enzo Carra, peraltro eletto nelle liste del Pd. "Se ci mettiamo a discutere di temi etici io non vado avanti, ma neanche altri. Su questioni come testamento biologico o eutanasia Pezzotta e io, la Binetti e Casini, ci troveremmo distanti da Fini o La Malfa (...)&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Nessuno deve avere la password del tema etico, perché non è questo il terreno dove stiamo entrando. Se facessimo un partito, le tensioni sarebbero inevitabili (,,,)&amp;nbsp;Non voglio entrare nelle convinzioni etiche e civili di Fini. Dobbiamo fare insieme un tratto di strada importante, mi fa piacere trovarli e che loro trovino me, ma non è una promessa di matrimonio (...)&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Il coordinamento parlamentare ha una certissima utilità: è il tentativo di mettere assieme un centinaio di parlamentari che facciano un'opposizione responsabile e pronta al confronto (...) Il terreno di confronto è legislativo, non ce ne può essere uno politico. E' un passaggio solennemente tattico”. E il Pd intende perdere ancora tempo a dialogare con questa gente?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-7082379569404930516?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/7082379569404930516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=7082379569404930516' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7082379569404930516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7082379569404930516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/12/bersani-di-qualcosa-di-sinistra.html' title='Bersani, dì qualcosa di sinistra!'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-141091184775942988</id><published>2010-12-14T21:11:00.000+01:00</published><updated>2010-12-14T21:11:25.184+01:00</updated><title type='text'>Fiducia</title><content type='html'>Adesso si tratta di capire se i nuovi arrivi nella squadra di mister B sono in prestito, in comproprietà con diritto di riscatto o a titolo definitivo.&amp;nbsp;Di sicuro&amp;nbsp;hanno avuto un adeguamento consistente del contratto,&amp;nbsp;peraltro non giustificato dalla caratura dei personaggi -&amp;nbsp;nemmeno panchinari di lusso,&amp;nbsp;detto in tutta sincerità -&amp;nbsp;e questo alla lunga può essere destabilizzante nello spogliatoio, creare malumori. Soprattutto se mister B deciderà di dare&amp;nbsp;a questi nuovi arrivi delle chances in più, non rispettando le gerarchie interne. Ma la notizia che mi ha lasciato l'amaro in bocca è un'altra. Questa mattina l'onorevole Giulia Bongiorno, in dolce attesa, è stata accompagnata nell'aula di Montecitorio in carrozzina. Al suo arrivo molte deputate sono andate a salutarla e, presumo, a farle gli auguri per la gravidanza. Molte ma non le ministre e le sottosegretarie del pdl, sedute a due passi, Nemmeno suor Roccella, che battezzerebbe anche le polluzioni notturne degli adolescenti, ha alzato lo sguardo verso la&amp;nbsp;presidente finiana della&amp;nbsp;commissione giustizia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-141091184775942988?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/141091184775942988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=141091184775942988' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/141091184775942988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/141091184775942988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/12/fiducia.html' title='Fiducia'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-9111491915953687333</id><published>2010-12-14T11:12:00.001+01:00</published><updated>2010-12-14T17:24:09.881+01:00</updated><title type='text'>In un paese normale</title><content type='html'>Succede che il solito interregionale&amp;nbsp;stamattina è&amp;nbsp;ingiustificatamente in orario e proprio per questo, improvvisamente e&amp;nbsp;senza apparente motivo, si ferma 10 minuti nelle campagne tra Peschiera e Verona.&amp;nbsp;Succede che un&amp;nbsp;signore chiede al capotreno se&amp;nbsp;riuscirà&amp;nbsp;a prendere la coincidenza per Bologna&amp;nbsp;e questo gli dice che no, purtroppo il treno non farà in tempo a raggiungere la stazione di scambio, ma che una volta a Verona potrà rivolgersi al servizio clienti e con un supplemento di 8 euro gli sostituiranno&amp;nbsp;il biglietto e potrà salire sul convoglio successivo. In un paese normale il capotreno in questione si sarebbe scusato con il signore per il disagio, gli avrebbe assicurato la massima assistenza del&amp;nbsp;servizio clienti&amp;nbsp;e gli avrebbe&amp;nbsp;garantito non solo&amp;nbsp;un nuovo&amp;nbsp;biglietto ma&amp;nbsp;l'upgrade gratuito per una classe&amp;nbsp;superiore di viaggio. In un paese normale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-9111491915953687333?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/9111491915953687333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=9111491915953687333' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/9111491915953687333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/9111491915953687333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/12/in-un-paese-normale.html' title='In un paese normale'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-772593356269974664</id><published>2010-12-06T12:00:00.002+01:00</published><updated>2011-01-03T13:20:19.902+01:00</updated><title type='text'>Domande</title><content type='html'>Quando sono nati, ormai diversi anni fa, i magazine allegati ai quotidiani erano più che altro un ricettacolo di pubblicità: un peso morto da lasciare all’edicola o, in alternativa, una buona ragione per acquistare quel giorno un altro quotidiano. Nel corso del tempo c’è stata un’evoluzione editoriale e, pur mantenendo una consistente quota parte di pubblicità, anche questi giornali si sono arricchiti di articoli e rubriche che ne giustificano il ritiro dall’edicolante. Prendiamo D di Repubblica, per esempio. Soprattutto da quando è diretto da Cristina Guarinelli, non mancano spunti intelligenti e proposte di lettura. A me piace la rubrica delle Domande con cui si apre la rivista, ispirata da una frase di Yves Montand e Barbra Streisand tratta dal film&amp;nbsp;&lt;em&gt;L’amica delle 5 e mezza&lt;/em&gt;: “&lt;em&gt;Credo che le risposte rendano saggi, ma le domande rendano umani&lt;/em&gt;”. Domande che, come si legge, nascono da personaggi pubblici e non, che con la loro straordinaria fantasia creativa ispirano di volta in volta la pagina. Qualche esempio particolarmente felice: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Dimettersi è reato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Il PDF, in fondo, qualche possibilità ce l’avrebbe?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Il damone è una drag queen?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Dopo le medicine che cominciano con la Z c’è solo la magia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) L’abbassa-lingua usato dall’otorino è il primo tradimento?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Quando vi fate una tazza di tè è perché è successo qualcosa o vorreste che non succedesse niente? Detto in altro modo: il tè è la vostra aspirazione al nulla? Controprova: qualcuno ha mai fatto qualcosa di rivoluzionario dopo aver bevuto una tazza di tè?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Quando vi trovate per caso da soli nelle cucine degli altri, perché è così sexi aprire il frigorifero e perlustrare i vari scomparti, come se steste guardando per la prima volta un cavolfiore o una bottiglia di champagne? E’ perché sono cibi che non vi conoscono?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) Un giorno spiegheranno che l’apparato sessuale è soltanto il primo di una lunga serie di social network?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-772593356269974664?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/772593356269974664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=772593356269974664' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/772593356269974664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/772593356269974664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/12/domande.html' title='Domande'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-8623499476827700295</id><published>2010-12-03T13:09:00.000+01:00</published><updated>2010-12-03T13:09:29.337+01:00</updated><title type='text'>Telecamere spente</title><content type='html'>Quando si parla di un’Italia diversa, anche nel dolore, nella compostezza dei sentimenti, si fa riferimento a quella che non va in scena a Brembate, nel senso che respinge con garbo ma senza appello la violenza mediatica dei talk show e per la risoluzione di questo enigma si affida, in silenzio, alle forze dell’ordine. Mi permetto di copiare in proposito quanto scrive oggi il vicedirettore della Stampa Massimo Gramellini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quanto mi piace l'Italia di Yara, la ragazzina scomparsa una settimana fa. Mi piace il suo cellulare con solo dieci numeri in rubrica: un mondo piccolo di affetti seminati in profondità, perché voler bene richiede tempo e troppi amici significa nessun amico. Mi piace la sobrietà dei suoi genitori che non fanno appelli, non si affacciano ai talk show e respingono la fiaccolata proposta dal parroco: il dolore è una cosa seria, metterlo in piazza non significa condividerlo, ma svenderlo. E mi piace il contegno del suo paese, Brembate, dove nessuno rompe la consegna del silenzio. Ogni tanto spunta un microfono sotto qualche naso infreddolito, ma la reazione è sempre un diniego, un passo che accelera.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E' una storia priva di emozioni e gonfia di sentimenti, quindi poco televisiva e molto viva. Il parallelo con il circo di Avetrana sembra inevitabile, ma non è il caso di farne l'ennesima puntata di un derby Nord-Sud. Il nonno-padre-marito delle vittime di Erba era lombardo eppure il giorno dopo stava già in televisione a perdonare tutti come se il perdono fosse un vino novello che gorgoglia dall'uva pestata anziché un barolo da lasciar riposare per anni affinché sgorghi saporito e sincero. Nessuno si sarebbe appassionato ai mondi cavernosi dello zio e della cugina di Sarah Scazzi se la televisione non li avesse resi popolari prima che si accertassero le loro responsabilità. A quel punto è stato come se la polizia avesse arrestato due vip. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A Brembate va in scena un'altra storia, un'altra Italia a cui ci stringiamo in silenzio come piace a lei.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Massimo Gramellini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-8623499476827700295?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/8623499476827700295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=8623499476827700295' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8623499476827700295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8623499476827700295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/12/telecamere-spente.html' title='Telecamere spente'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6997680279572964101</id><published>2010-12-02T11:17:00.001+01:00</published><updated>2010-12-02T14:45:24.769+01:00</updated><title type='text'>Cattiverie</title><content type='html'>Alla fine il direttore di Rai tre e gli autori di &lt;em&gt;Vieni via con me&lt;/em&gt; hanno resistito alle pressioni dei gruppi pro life. Una replica al racconto di Mina Welby e Beppino Englaro avrebbe significato ammettere l’esistenza di una cultura della morte contro una della vita. Non era così e bastava essere intellettualmente onesti per capirlo. Ma ammetterlo avrebbe significato anche uscire da una logica di contrapposizioni&amp;nbsp;e comprendere&amp;nbsp;la bellezza di una&amp;nbsp;scrittura che ha rotto gli schemi di una televisione cencelliana, sempre attenta a non disturbare o, peggio, ad autocensurarsi in nome del quieto vivere. Come era prevedibile ci hanno poi pensato l’Arena e Porta a Porta a ricondurre tutto nell’alveo della normalità: conosciuta, riconoscibile, e proprio per questo sufficientemente sedativa. Non è bastato. Non è bastato&amp;nbsp;il contromegafono&amp;nbsp;attraverso il quale&amp;nbsp;puntualizzare&amp;nbsp;qual è&amp;nbsp;la verità, l'unica possibile, peraltro nemmeno messa in discussione. L’affronto doveva essere sanzionato, perché la logica perversa degli integralismi prevede che ad un'azione considerata indegna faccia seguito una punizione esemplare. A renderla pubblica ci ha pensato il sottosegretario alla salute Eugenia Roccella. Il 9 febbraio – ha annunciato - sarà istituita la Giornata nazionale degli stati vegetativi. Il 9 febbraio è la data della morte di Eluana Englaro. Per me questa si chiama cattiveria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6997680279572964101?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6997680279572964101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6997680279572964101' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6997680279572964101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6997680279572964101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/12/cattiverie.html' title='Cattiverie'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-7997889282539959806</id><published>2010-11-27T01:22:00.000+01:00</published><updated>2010-11-27T01:22:36.351+01:00</updated><title type='text'>Piuttosto</title><content type='html'>Da un po’ di tempo, anche per esperienze personali, sono convinto che non ci sia un momento in cui si possa dire basta, così non ha più senso vivere, sarebbe meglio che. A tutti credo sia capitato di pensare, o di sentire da altri: preferirei morire piuttosto che rimanere bloccato in un letto, dover dipendere anche nelle cose più intime, perdere la dignità. Ma sono pensieri che attraversano la mente e svaniscono con la stessa rapidità con cui sono venuti in una situazione di benessere fisico. Poi capita che la malattia colpisca una persona cara e allora cambia la prospettiva. Soprattutto se quella stessa persona, che un tempo aveva detto piuttosto, rimane aggrappata alla vita con tutte le sue forze. Non si arrende. E magari lo fa stringendoti la mano, o cercando i tuoi occhi, quando anche i medici se ne sono andati. E dopo la fase acuta riesce con fatica a ritrovare una sua dimensione, di dialogo e di rapporto, malgrado sia costretta in un corpo che non risponde e non risponderà mai più. Come si fa a dire, sarebbe meglio? Chi ha questo diritto? Detto ciò io non ho paura di chi riflette di eutanasia, fine vita, accanimento terapeutico. Ritengo che offrire la possibilità di scegliere sia un dovere di un paese non genuflesso. Scegliere non significa imporre. Per questo penso sia profondamente stupido da parte delle cosiddette associazioni pro life (mi chiedo peraltro se c’è qualcuno concettualmente contrario alla vita) pretendere dalla rai di replicare a e in una trasmissione che ha sostenuto la dignità di una scelta personale altra. Che senso ha? Qui non si tratta di par condicio o di diritto di tribuna, ma di scrittura narrativa che, nel caso specifico, rappresenta tra l’altro un arricchimento culturale del Paese. La mia speranza è che la rai, per una volta, non si pieghi ai ricatti e si schieri apertamente a favore dell’indipendenza dei propri autori. Purtroppo non sarà così e le suddette associazioni, se non nel programma di Fazio, avranno sicuramente a disposizione il salotto di Vespa per imporre la loro verità. Una verità che forse appartiene a tutti: rappresenta l’essenza stessa di ognuno di noi e si chiama istinto di sopravvivenza. Che si legittima da sé, senza bisogno di repliche o ripetizioni. La riflessione e la scelta proposte da Roberto Saviano e dalla signora Welby viaggiano su un altro piano del discorso, dove non ci sono le categorie riconosciute e riconoscibili dei buoni e dei cattivi o del giusto e dello sbagliato. E questo per qualcuno può risultare emotivamente destabilizzante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-7997889282539959806?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/7997889282539959806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=7997889282539959806' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7997889282539959806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/7997889282539959806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/11/piuttosto.html' title='Piuttosto'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-8405361800140824555</id><published>2010-11-26T14:15:00.000+01:00</published><updated>2010-11-26T14:15:48.265+01:00</updated><title type='text'>Piacionaggine</title><content type='html'>Il discorso, in generale, è un po’ come le massime di Catalano: meglio essere simpatici che antipatici. E’ necessario però stabilire se essere o, peggio, fare il piacione abbia valore (che è diverso dal convenga, si badi bene) in tutti i campi della vita, al di là di quello strettamente privato. Personalmente, per esempio, sono più tranquillo se il medico che ho di fronte mi sa curare bene: se poi non sa raccontare le barzellette, pazienza. Che poi, sempre per quanto mi riguarda, questa specifica mancanza sia addirittura un punto a suo favore, è un altro discorso.&amp;nbsp;Tornando a bomba, lo stesso ordine di priorità&amp;nbsp;dovrebbe valere anche per chi ha compiti istituzionali. La riflessione mi viene dalla lettura di un interessante commento del critico televisivo Antonio Dipollina che, per quanto vale, sottoscrivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La tv ha un solo scopo, produrre ore di prodotto portando a casa un qualche risultato. I talk-show, idem. E quindi non si avvererà mai quello che si può definire un sogno a tutti gli effetti. Esempio: si sta discutendo per ore e ore, in tv, delle abitudini private del premier. In studio, quelli che sono stati convocati come difensori, avvocati veri e propri, sostenitori giornalistici, tirano fuori l'argomento principe: il premier è fortissimo perché è fatto come la gente comune. Bene. Non lo farà mai nessuno, ma poi chissà: parliamo dell'ipotesi che, appena pronunciata la frase in questione, il conduttore mandi via tutti gli ospiti. Via, sciò, ricominciamo da capo. E faccia entrare un qualche personaggio, studioso, esperto, storico, intellettuale, quello che volete: e che il resto della trasmissione lo si impieghi a spiegare qualcosa che dovrebbe essere l'abc, ma evidentemente non lo è. Ovvero: guardate che chi comanda, chi è al governo, non dovrebbe essere come gli altri, come la gente comune. Dovrebbe essere migliore. E su questo concetto, si costruisca il resto del programma. Non è abbastanza accattivante per la tv? Allora facciamo così: il conduttore fa entrare il mio coinquilino del secondo piano. E lo fa parlare. E gli chiede com'è e che cosa pensa. Lui parla (il sottoscritto ha già spento la tv, ma gli altri no) e dice cose e magari racconta barzellette. Alla fine il conduttore si rivolge alla telecamera: volete davvero che chi governa sia come questo qui? C'è caso che la maggioranza risponda sì, entusiasta, ma un tentativo andrebbe fatto. &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-8405361800140824555?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/8405361800140824555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=8405361800140824555' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8405361800140824555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/8405361800140824555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/11/piacionaggine.html' title='Piacionaggine'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-6779648371884681478</id><published>2010-11-23T10:26:00.000+01:00</published><updated>2010-11-23T10:26:21.798+01:00</updated><title type='text'>Avetrana</title><content type='html'>Ho saputo per caso di un orrendo delitto che si sarebbe consumato ad Avetrana, che dovrebbe essere in Puglia, se non sbaglio. Pare che una ragazzina di 15 anni sia scomparsa nel nulla quest’estate. In un primo momento, su indicazione anche dei parenti, gli inquirenti avrebbero seguito la pista dell’allontanamento volontario. Forse con un amico incontrato su Facebook, si diceva. Una vicenda che, era il pensiero comune, si sarebbe risolta a breve, con un ritorno a casa della ragazzina e la necessità per i genitori di capirne e comprenderne i disagi adolescenziali. Poi, ad un mese di distanza, la scoperta del cadavere in un pozzo. E l’arresto quasi immediato dello zio, che avrebbe dapprima confessato il delitto, anche con particolari raccapriccianti, quindi avrebbe ritrattato per accusare la figlia, di poco più grande. Figlia che tra l’altro pare fosse la migliore amica della vittima. Sullo sfondo, si narra, la disputa tra le due giovani donne per un ragazzo del posto. Ho usato tutti questi condizionali perché di questo orrendo delitto è tutto quello che si sa al momento. La televisione se n’è guardata bene dal parlarne. Qualche accenno al telegiornale, probabilmente. Tanto è vero che la notizia me la sono persa. Di sicuro non c’è stata alcuna trasmissione di approfondimento, anche solo un inviato sul posto che documentasse questo abominio. Purtroppo in tv siamo costretti a subire giornalmente pipponi sulla crisi economica, ore di analisi sul rischio di bancarotta del Portogallo, della Grecia e ora anche dell’Irlanda; sulla disoccupazione, ormai non più solo giovanile, ma che coinvolge almeno tre generazioni. Sui tagli alla scuola e alla cultura. Ieri c’è stato addirittura uno speciale su una delibera fatta approvare in Commissione Europea da Francia e Germania che prevede per i Paesi Ue l'obbligo di rientro dei debiti eccedenti il 60 per cento del Pil entro due anni, a partire dal 2012. Adesso la delibera dovrà essere approvata dal Parlamento di Strasburgo che, se la dovesse ratificare, comporterebbe per l’Italia una manovra, nel 2012, di 45 miliardi solo per ottemperare a quell'obbligo e altrettanti per l'anno successivo. Il commentatore ci ha poi messo del suo, come fanno sempre in questi casi, dicendo che manovre di queste dimensioni per un paese già stremato da una stasi nella crescita che dura da vent'anni, potrebbero risultare letali. I soliti pessimisti. Ho deciso che non guarderò più la televisione. A meno che non si occupi di più di casi come quello di Avetrana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-6779648371884681478?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/6779648371884681478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=6779648371884681478' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6779648371884681478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/6779648371884681478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/11/avetrana.html' title='Avetrana'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3631377717062649428.post-9034796051008708856</id><published>2010-11-22T08:57:00.000+01:00</published><updated>2010-11-22T08:57:07.932+01:00</updated><title type='text'>Padroni a casa nostra. E si vede</title><content type='html'>L'episodio di sciacallaggio di Bovolenta e le dichiarazioni del presidente della provincia di Treviso, Leonardo Muraro, sono le due facce della stessa medaglia: atti criminali o, nella migliore delle ipotesi, il prezzo da pagare alla legge Basaglia. Il problema vero delle alluvioni, se si vuole discuterne, l'ha posto domenica scorsa sul Manifesto Alessandro Robecchi. Il resto è spazzatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre a Roma i gloriosi padani appoggiano il governo Bunga Bunga, nelle loro terre, in Veneto, i fiumi straripano alla grande, le città si allagano tipo Venezia, capannoni, laboratori e fabbrichette sono inagibili. Niente male come controllo del territorio, la tanto sbandierata specialità dei leghisti, che questa volta, perdonerete la metafora, ha fatto acqua da tutte le parti. Il governatore Zaia con il cappello in mano chiede un miliardo all’odiato stato centrale: il Veneto ai veneti, per carità, ma gli schei che vengano da Roma. Certo, un’alluvione è un’alluvione ovunque, e siccome l’Italia c’è ancora e la Padania non esiste, è giusto che all’emergenza si corra ai ripari con soldi di tutti. E questo anche se sulla Padania, un leghista di Varese ha vantato opere lombarde che in Veneto non si sono fatte: magra goduria vedere i barbari che si insultano tra loro. Quella che manca all’appello, però, è proprio quella parolina magica che i giannizzeri della Lega sventolano in ogni istante: territorio. Già, cos’hanno fatto per il territorio, la sua bonifica, la sua messa in sicurezza, la sua salvaguardia tutti quei sindaci e amministratori così impegnati a scrivere cartelli in dialetto? Crescere, urbanizzare. La casa, il laboratorio, il capannone, il magazzino, il laboratorio più grosso, la strada più larga, la casa che diventa villetta e via così. Per anni, prima sull’onda del “miracolo del nord-est”, e poi cavalcando il “padroni a casa nostra”, il tutto mentre il famoso territorio si comprimeva e diventava una bomba d’acqua pronta a esplodere. La sacra ampolla, il dio Po, la secesiùn, il dito medio alzato, le scuole griffate lega, il tricolore piegato in modo che si veda solo il verde (lo hanno fatto in aula i consiglieri regionali veneti della Lega il 4 novembre), tutto molto folkloristico. Ma poi chissà, svegliarsi una mattina con l’acqua alle ginocchia potrebbe essere il preludio di un risveglio vero, il primo passo per capire che il territorio è una cosa seria, che va usato per vivere, e non per i comizi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3631377717062649428-9034796051008708856?l=brutticaratteri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/feeds/9034796051008708856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3631377717062649428&amp;postID=9034796051008708856' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/9034796051008708856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3631377717062649428/posts/default/9034796051008708856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://brutticaratteri.blogspot.com/2010/11/padroni-casa-nostra-e-si-vede.html' title='Padroni a casa nostra. E si vede'/><author><name>Garzòn</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17357768202503181272</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
